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La MotoGP pensa al decalogo delle sanzioni ma la realtà è che servirebbe una nuova Race Direction

La MotoGP pensa al decalogo delle sanzioni ma la realtà è che servirebbe una nuova Race Direction

Il 12/04/2018 alle 18:14Aggiornato Il 12/04/2018 alle 18:56

Carmelo Ezpeleta, numero uno della Dorna, e Mike Webb, capo della direzione gara, hanno promosso in toto le scelte che sono state prese nel GP d’Argentina di MotoGP, la realtà che emerge però appare diversa e parla di una Race Direction che non riesce a farsi rispettare e non tutela tutti i piloti. Ma per Marca più che un restyling della Race Direction la Dorna studia a un decalogo di sanzioni.

" È stata una gara molto difficile per via delle condizioni meteo. La decisione di come far partire i piloti è stata corretta, giusta e accettata da tutti. Non mi metto a discutere la commissione gara (Carmelo Ezpeleta, 9/4/2018 Diario As)"

Comunque la pensi il boss della Dorna Carmelo Ezpeleta, che ha promosso tutte le decisioni della Race Direction in Argentina non riscontrando alcuna incongruenza davanti ad una serie di decisioni decisamente in disaccorto con quanto i regolamenti vigenti dicono, il GP dell’Argentina è stato un pessimo spot per un campionato che dovrebbe rappresentare l’eccellenza del motociclismo nel mondo. A 15 mesi dal restyling voluto da Dorna e Fim e che ha determinato l’ingresso di Loris Capirossi nei ranghi al fianco dei confermati Mike Webb e Franco Uncini, la Race Direction ha dimostrato di avere problemi evidenti a fare quello per cui è preposta: prendere decisioni in tempi rapidi e far rispettare le regole vigenti.

Gli errori della Race Direction a Termas de Rio Hondo

A Termas de Rio Hondo ciò non è accaduto in almeno due circostanze, quando Jack Miller – unico pilota ad aver azzeccato la scelta di gomme – è rimasto solo in griglia e si è deciso di far partire tutti gli altri rider non dalla pit lane (come da regolamento) ma solamente quattro file più indietro e poi quando si è permesso a Marquez di riguadagnare la sua casella in griglia dopo che la moto gli si era spenta. Gli steward a bordo rettilineo, che sono collegati via radio con la Race Direction, avrebbero dovuto posticipare leggermente la partenza, accompagnare il pilota della HRC in pit lane e farlo partire da lì come il regolamento impone.

Purtroppo però, come ha raccontato il Cabroncito nel post gara, nessuno ha avuto la freddezza e la lucidità di far rispettare il regolamento e bloccare Marquez, che non ci ha pensato due volte a far ripartire la sua moto a spinta e riguadagnare la sua casella in griglia con una manovra in contromano (assolutamente vietata).

" Quando mi si è spenta la moto, ho alzato la mano come si deve fare in questi casi. Nessuno però deve aver visto il mio segnale e così ho iniziato a spingere la mia Honda che fortunatamente si è riaccesa. Ho chiesto al Marshall che è collegato con la Race Direction via radio se sarei dovuto partire dalla pit lane oppure no. Non mi ha saputo dare una risposta ma vedevo che voleva prendermi la moto, poi ho visto l’altro Marshall con il pollice alto. Lì ho capito che sarei potuto partire dalla griglia, anche perché nel frattempo entrambi sono corsi via. Ho riguadagnato la mia posizione e sono partito normalmente. Quando dopo 5 giri ho visto che dovevo fermarmi per un ride through sono rimasto sorpreso: com’è possibile che pochi giri prima andava tutto bene e poi mi hanno comminato questa penalità? (Marc Marquez, conferenza stampa post Argentina)"

Se le guardie non si sanno imporre si rischia il caos

Da questo doppio errore si è però generato un cervellotico meccanismo di warning e punizioni che, a ben guardare, appaiono tutte fuorché lineari. Zarco per la sua entrata garibaldina al primo giro su Pedrosa, che nella caduta ha rimediato un infortunio al polso destro che lo ha costretto ad operarsi, non è stato nemmeno sanzionato mentre Marquez ha subito due punizioni dalla direzione gara per due manovre, ai danni di Espargaro e Rossi, più aggressive ma poi non tante diverse a quelle del pilota francese del team Tech 3.

In questi giorni un po’ tutti hanno detto la loro su quanto successo in Argentina: i piloti. Ezpeleta, Ippolito e i team principal delle varie case. Dopo quattro giorni anche il capo della direzione gara Mike Webb ha finalmente spiegato le decisioni prese, non facendo granché autocritica e promuovendo in tutta la linea il proprio operato e quello dei propri collaboratori.

" Tutti gli incidenti sono in qualche modo sempre diversi. Le sanzioni sono decise dal gruppo di commissari tenendo conto di tutte le circostanze, dopo aver visto tutte le telecamere da tutte le angolazioni, nonché di alcune informazioni pertinenti, come le infrazioni precedenti. Molti hanno chiesto perché non sono stati presi dei provvedimenti per gli altri contatti visti in gara come quello tra Zarco e Pedrosa: tutti gli incidenti sono diversi tra loro e in alcuni casi vengono ritenuti normali incidenti di gara. Noi ce la mettiamo tutta per essere professionali, leali e affidabili (Mike Webb, Marca)"

Alla luce delle parole di Ezpeleta e di Webb come si esce da questo ginepraio? Una possibile strada per riportare la calma e provare a spegnere le polemiche sarebbe quella di cambiare la Direzione gara, rifondandola con gente nuova e dando un messaggio forte e chiaro anche ai piloti che si sono lamentati di disparità di trattamento – emblematiche in questo senso le parole di Pedrosa: "la Race Direction dovrebbe tutelare la sicurezza di tutti i piloti, non solo di alcuni” - e non si sentono tutelati dall’organo supremo che dovrebbe far rispettare le regole. Una decisione forte che stempererebbe gli animi e darebbe un segnale chiaro ai piloti. La via più probabile invece, secondo Marca, è quella di non variare nulla negli uomini ma realizzare nel più breve tempo possibile un decalogo di sanzioni chiaro e puntiglioso che permetta, a partire dal 2019, di far capire chiaramente quale penalità rischia un pilota che commette una determinata sanzione. Una soluzione che rischia però di non essere sufficiente per dare una risposta a una domanda molto più ampia e opprimente: la MotoGP è uno sport o uno spettacolo che deve far discutere e tenere incollate le persone ai teleschermi? Se è ancora uno sport serve una Race Direction forte e soprattutto al di sopra di ogni sospetto.

Video - Marquez vs Rossi, le tappe di una delle rivalità più accese dello sport

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