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Valentino Rossi vive per correre: per questo il giorno del ritiro è ancora lontano

Valentino Rossi vive per correre: per questo il giorno del ritiro è ancora lontano

Il 04/06/2019 alle 13:34Aggiornato Il 04/06/2019 alle 13:35

Pensare che "uno dei weekend più neri della carriera" e una caduta al Mugello possano incrinare le certezze di Valentino Rossi e portarlo a gettare la spugna prima dell'inverno 2020 significa non conoscere il campione di Tavullia. Per questo già in Catalogna si ripresenterà determinato a cogliere il risultato con una Yamaha, sempre più lontana parente della moto vincente dei tempi che furono.

" Io corro per quel gusto che si prova dopo una vittoria o una bella gara. Quella sensazione che dura una mezza giornata, ma è il motivo per cui sono qui. Penso anche a vincere titoli e gare, ma sono solo numeri io penso solo a quella sensazione [Valentino Rossi, febbraio 2019, Motorcycle News] "

Pensare che ‘uno dei fine settimana più neri della carriera’ - caratterizzato da una caduta dopo appena 8 giri alla curva Arrabbiata 2 e un weekend balordo sul tracciato del Mugello - possano davvero far venire a Valentino Rossi l’idea di gettare la spugna e prendere in considerazione l’idea di ritirarsi dalla MotoGP, significa non conoscere la storia del Dottore.

Difficile trovare un pilota più resiliente, termine con cui tanti si riempiono la bocca, ma che calza a pennello per descrivere il percorso di Valentino Rossi. Già perché altri sportivi - forti di quel palmares zeppo di titoli (9), vittorie (115) e podi (234), di quell’aurea di leggenda inscalfibile e di quel popolo che lo adora e per cui “non esiste altro pilota al di fuori di Valentino” - dopo le delusioni, i bocconi amari ingoiati, i giorni trascorsi al Ranch o nel paddock, ad arrovelarsi per migliorare la performance della sua Yamaha, avrebbero da tempo, fatto un passo indietro.

Rossi però non ragiona così, in lui arde ancora la sete di velocità, la voglia di competere. La moto, la velocità, le corse, la competizione sono la sua vita e negli anni – seppur a fatica - ha imparato a metabolizzare la sconfitta, a rivedere il proprio target, a sorridere anche per un podio strappato con le unghie e con i denti. Ecco perché in cuor suo il 40enne Valentino Rossi, già tra 15 giorni, lavorerà cocciutamente per riscattare questo podio e dimostrare di essere se non il miglior pilota attualmente del circus, il miglior pilota in forza alla Yamaha: la casa costruttrice a cui Valentino ha regalato grandi gioie in passato ma che ormai da tre anni sembra aver perso la bussola rispetto a Ducati e Honda come ha sottolineato più e più volte non ultima proprio domenica dopo il disastro al Mugello.

" Fino alla prima metà del 2016 la nostra moto era la più forte, infatti nel 2015 con le Bridgestone ho lottato con Lorenzo per il titolo, portando a casa 600 punti in due, il fatto è che dalla seconda metà della stagione le altre squadre hanno fatto importanti passi avanti confermandosi nella stagione seguente e noi ci siamo mossi in ritardo. Noi facciamo qualche passettino ma serve qualcosa di più serio, dato che sotto certi punti di vista il gap è davvero grande rispetto alle altre moto. [Valentino Rossi, 2/6/2019 @GpOne.com]"

E ora come si riparte?

" Non dobbiamo arrenderci anche se il gap è forte. Ai tifosi dico però che non c’è da preoccuparsi. [Valentino Rossi, 2/6/2019 @Gazzetta dello Sport]"

Se, come evidenziato, gettare la spugna non è un opzione al momento contemplata da Valentino, l’unica via possibile è quella di leccarsi le ferite e rialzarsi nelle successive gare a disposizione per tornare se non sul gradino del podio, almeno a lottare coi migliori.Per riuscirci chiederà a Iwata maggiori sforzi, maggiori cavalli, un accelerazione migliore e una moto più dolce con le gomme. Insomma i cambiamenti non bastano: serve una rivoluzione, sperando che a Iwata ci credano davvero, e non si pentano di aver rinnovato due anni fa il contratto alla leggenda di Tavullia.

Video - Tanti auguri a Valentino Rossi: dall'apecar a Tavullia alla Leggenda! 40 anni di passione e trofei

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