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Calgary, il referendum dice "no" alle Olimpiadi del 2026: rimangono Milano-Cortina e Stoccolma

Calgary, il referendum dice "no" alle Olimpiadi del 2026: rimangono Milano-Cortina e Stoccolma

Il 14/11/2018 alle 07:44Aggiornato Il 14/11/2018 alle 09:03

Dal Canada il fronte negativo prevale su quello degli assensi: se la tendenza sarà confermata, rimarrano solo due le candidate per ospitare i Giochi Olimpidi invernali del 2026.

La candidatura di Calgary ad ospitare i Giochi Olimpici del 2026 è compromessa dalla netta vittoria del "no" al referendum che si è tenuto nella notte italiana per tastare il posto della popolazione locale. Secondo i primi risultati pubblicati, non ancora ufficiali, il fronte negativo ha riscosso il 56,4% dei voti, ma la tendenza degli oltre 300mila votanti sembra già delineata.

Pur non essendo un referendum vincolante, il sindaco della città canadese ha già fatto sapere che in caso di sconfitta la candidatura di Calgary - che già ospitò i Giochi nel 1988 - non proseguirà il proprio percorso. All'orizzonte si profila quindi una corsa a due tra la candidatura italiana di Milano e Cortina d'Ampezza e quella svedese di Stoccolma, alle prese però con una difficile situazione di governo: da ciò che è dato sapere in questo momento infatti, l'amministrazione non sarebbe propensa ad appoggiare le Olimpiadi del 2016.

"Tre settimane di festa, 30 anni di debiti: NO allo spreco olimpico"

304.774 votanti su 767.000 possibili: gli abitanti di Calgary hanno mandato un messaggio forte, probabilmente spaventati dagli ingenti costi che una candidatura di questa portata avrebbe potuto causare. Il fronte del "no" ha esercitato una pesante pressione, soprattutto attraverso i social network, ricordando a tutti che la caduta del prezzo del petrolio ha già di molto fiaccato l'economia del Canada e che le spese in arrivo avrebbero gravato sulle imposte locali. Argomenti che avevano già fatto capitolare le candidature di Sion (Svizzera) e Graz/Schladming (Austria). Il fronte del "sì", caldeggiato dalle imprese locali e da gran parte degli sportivi canadesi, non è riuscito a far sentire la propria voce, che verteva sull'impatto positivo che invece avrebbe potuto portare un'Olimpiade sia per la provincia dell'Alberta sia per risollevare il buon nome del Canada.

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