Imago

Fondamenti scientifici in "Braccio di ferro": la WADA vieta una sostanza contenuta negli spinaci

Fondamenti scientifici in "Braccio di ferro": la WADA vieta una sostanza contenuta negli spinaci
Di Eurosport

Il 02/01/2020 alle 21:32Aggiornato Il 02/01/2020 alle 21:46

Nella nuova lista delle sostanze proibite compare anche l'ecdisterone, un fitosteroide che si trova anche negli spinaci tanto amati dal forzuto protagonista dei cartoni animati. Attenzione, però: per risultare positivi bisognerebbe mangiarne quattro chilogrammi!

Siamo abituati a vedere i cartoni animati come opere di pura fantasia e divertenti finzioni. Abbiamo imparato a rivalutarli con "Siamo fatti così", che ai bambini di diverse generazioni ha spiegato in maniera semplice come funziona il corpo umano, ma adesso dobbiamo vedere sotto una nuova luce anche "Braccio di Ferro".

Fondamenti scientifici in Braccio di Ferro

Se infatti negli anni abbiamo sorriso pensando che una lattina di spinaci potesse potenziare la forza dei bicipiti di Popeye, adesso dobbiamo ricrederci grazie alla nuova lista delle sostanze proibite emesse dalla WADA con l'inizio dell'anno. Ci sarebbe infatti un minimo fondamento scientifico alla base delle poderose scazzottate con Bluto per conquistarsi l'amore di Olivia, perché l'agenzia internazionale antidoping ha inserito nell'elenco l'ecdisterone, un fitosteroide che si trova (anche) negli spinaci.

Braccio di Ferro

Che cos'è l'ecdisterone

Stiamo parlando di una molecola che, a livello del regno animale, viene prodotta dagli invertebrati, mentre nelle piante si trova, come abbiamo detto, negli spinaci e in altre erbe, tra cui il ginseng brasiliano. Servirebbe ad aumentare i livelli di testosterone, ormone primario imputato all'accrescimento di massa muscolare e forza, ma senza gli effetti collaterali di altri steroidi quali la tossicità per il fegato, o lo sviluppo maggiore dei caratteri sessuali maschili, o eventuali danni ai testicoli.

Distribuzione e doping

Fino a poco tempo fa mancava una bibliografia attendibile su quali fossero i reali effetti dell'assunzione di beta-ecdisterone, ma come riporta la Gazzetta dello Sport è stato effettuato uno studio su due gruppi campione di sportivi: al primo veniva somministrato un placebo, mentre al secondo la molecola di cui stiamo parlando e in questo caso è stato rilevato un aumento della forza triplicato rispetto all'inizio del test, dieci settimane prima. La WADA ha quindi deciso di mettere al bando la sostanza in questione, che si può facilmente reperire in vendita sui principali siti di e-commerce o in quelli di settore che trattano integratori sotto forma di capsule. Attenzione, però: perché dei comunissimi spinaci possano trasformarsi in doping, bisognerebbe mangiarne almeno quattro chili, quantità impossibile anche per il nostro amato Braccio di Ferro.