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Giochi 2026: il piano B non esiste, si rischia di perdere un'occasione unica

Giochi 2026: il piano B non esiste, si rischia di perdere un'occasione unica

Il 19/09/2018 alle 10:38

Quello che sta accadendo in queste ore ha la connotazione tipica dell'approssimazione tutta italiana cui purtroppo siamo abituati. Il piano B a quanto pare, con la candidatura congiunta solo di Milano e Cortina d'Ampezzo, non è affatto ufficiale. Il tempo però stringe e si rischia di assistere all'ennesima occasione di prestigio sprecata.

L’Italia dei Giochi Olimpici sta diventando sempre più un’Italia da circo. Come al solito il Bel Paese sta rischiando di fare una figura pessima agli occhi del mondo sportivo e quello che sta accadendo in queste ore è l’ennesima baracconata che rischia ancora una volta di far sembrare il nostro Stato un luogo dove la parola “serietà” è bandita dal dizionario.

In principio era la Triade

Nei sogni più rosei di Giovanni Malagò, presidente del CONI, dopo varie consultazioni in principio c’era l’idea della candidatura a tre con Torino-Milano-Cortina a concorrere insieme per il 2026. Poi sono iniziate le scaramucce tra sindaci e le pressioni politiche, Torino pretendeva risalto in quanto già (quasi) pronta con le strutture da riciclare dopo il 2006, Milano che si impuntava pretendendo più risalto e in tutto questo Cortina, unica veramente attrezzata per un evento simile, zitta a fare da spettatrice. Malagò chiese al CIO l’autorizzazione per una candidatura a tre, ma l’epilogo è stato quello che tutti sanno: Torino è fuori e si va avanti con Milano e Cortina, senza però appoggi dal Governo.

Avanti lo stesso? Malagò mette tutto in dubbio

La soluzione, quindi, a quanto sembra, sarà quella di portare avanti insieme Milano e Cortina, anche se a questo punto il reperimento dei fondi sarà il nodo principale e poi via verso l’infinito e oltre nella costruzione di strutture che, vista l’esperienza di Torino, corrono il rischio poi di essere dismesse al termine della kermesse a cinque cerchi. In ogni caso, anche se poi fossimo in grado – al netto di appalti, subappalti, favori, nepotismo e bustarelle che purtroppo sono tipici di casa nostra – di reperire il budget e di costruire tutto in tempo, resta la brutta figura per aver chiesto un trattamento d’eccezione cui poi siamo noi stessi a rinunciare. Non si sa, comunque, se sarà possibile andare oltre: Malagò è molto negativo su questo punto e l’ha dimostrato in una lunga intervista andata in onda su Rai3:

" Il Coni non ha deciso nulla, siamo rimasti sorpresi anche noi ieri. Il Coni non ha nessun piano B, la candidatura alternativa di Milano e Cortina è tutta da dimostrare. Io ho parlato con Chiara Appendino. Torino è rimasta alla delibera del suo consiglio comunale dove pensava alla sua partita. Io non faccio il tifo per nessuno. La mia opinione è che con una certa lettera arrivata da Torino Giorgetti è andato in audizione e ha staccato la spina."
Giuseppe Sala, sindaco di Milano, 2012

Giuseppe Sala, sindaco di Milano, 2012LaPresse

Un’opportunità forse sfumata

Peccato. Abbiamo person un’occasione per riqualificare la nostra immagine, soprattutto perché pian piano le annunciate candidate si stanno tirando indietro. Inizialmente si era partiti con un pool di avversarie abbastanza nutrito, poi però Graz, Sion e Sapporo si sono tirate indietro e così come potenziali avversarie, se si proseguisse con la candidatura a due, ci sarebbero Calgary, Erzurum e Stoccolma. Con un filotto di edizioni fuori dall’Europa (Rio 2016, PyeongChang 2018, Tokyo 2020, Pechino 2022) è possibile che, già da Parigi 2024 riparta il filone nel Vecchio Continente e quindi Calgary possa essere la meno probabile tra le scelte, l’Italia aveva l’opportunità concreta di poter essere chiamata in causa, ma se è ancora tutto nel campo delle ipotesi è difficile fare previsioni. Nel frattempo Giuseppe Sala, sindaco di Milano intervistato da RTL 102.5, gongola:

" In questo momento avere davanti il nome di Milano è un bene per l'Italia, io vado spesso all'estero e sento gli umori: Milano in questo momento ha una grande reputazione. "

Avrà ragione lui? Lo scopriremo tra pochi giorni, perché purtroppo il tempo stringe e certi treni, quando passano, poi non tornano più.

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