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PyeongChang Diary - Medaglie prese, medaglie mancate e meeting aziendali

PyeongChang Diary - Medaglie prese, medaglie mancate e meeting aziendali

Il 15/02/2018 alle 19:26Aggiornato Il 15/02/2018 alle 19:45

Episodio 8: come Italia oggi dovevamo spaccare e non abbiamo spaccato. Ma dagli svedesi - che ci hanno invitato nella loro casa - abbiamo imparato due cose: non farsi fregare dalle bionde all'ingresso e come tenere una mano libera durante l'aperitivo. Lezioni di vita quasi più umilianti dell'esclusione ai mondiali. Fortuna che a tenere su tutto ci sono stati Brignone e Tumolero.

dall’inviato a PYEONGCHANG – “Buonasera questo è PyeongChang Diary e questa edizione andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali”. Rubo la citazione dal mitico ‘Tabloid’ di Daniele Luttazzi a Mai Dire Gol (fine anni ’90) per mettere subito in chiaro le cose: in Corea del Sud in questo momento sono le 2:50 del mattino; tra 6 ore mi devo svegliare per andare a vedere la Moioli e questa edizione la mettiamo giù breve perché abbiamo tutti qualcosa di meglio da fare, tipo voi insultarmi nei commenti e io andare a dormire.

Giusto sottolineare però gli highlights della giornata. Tipo il sottoscritto che ha comprato un cappellino nella nazionale olimpica svedese pagandolo 40€; salvo poi scoprire che la nazionale svedese è marchiata H&M, e a quella cifra in un negozio a caso H&M ti fai mezzo guardaroba mentre io ho comprato solo un cappellino, infinocchiato alla grande dalla bionda all’ingresso. Ora le cose sono due: cara H&M Italia, o ci mettiamo d’accordo e la risolviamo tra amici specie dopo la pubblicità palese che vi sto facendo (Simone Eterno presso Discovery Italia, via Visconti di Modrone 11, Milano; fate pure arrivare tutto lì), oppure boh, mi recapitate il numero della bionda a casa. A voi la scelta. Però ecco, io opterei per la prima.

Cosa ci facevamo a casa della Svezia? Un meeting Eurosport organizzato dai super vertici supremi. Cosa è stato mostrato? Il video del sottoscritto che esulta per Pellegrino (Bruno mi hai spianato la carriera, come la cessione di Inzaghi al Milan per Trezeguet alla Juventus). Casa Svezia (che poi si chiama Sweden Arena) ci piace, ma non sarà mai come Casa Italia. 1. Perché Casa Italia ha più stile e ovviamente si mangia meglio 2. Perché ci avete eliminato dal mondiale e anche se mettete una ragazza carina all’ingresso e spendo 40€ per un cappellino, non significa che vi abbiamo perdonato e siamo pari. Ma proprio per niente.

Tutto questo infinito preambolo per dire che della super giornata italica dove avremmo dovuto spaccare, alla fine è venuto fuori meno di quanto auspicato e auspicabile. Il bronzo della Brignone è il minimo-indispensabile dopo una prima manche nello slalom gigante che ci aveva fatto sognare; e l’altra medaglia è arrivata da Nicola Tumolero, il classico ragazzo che nessuno aveva preso in considerazione e se n’è venuto fuori col bronzo. Caro Nicola, siete voi i migliori. Quelli che nessuno si fila alla viglia e che alla fine vincente più degli attesi. In pieno spirito Olimpico. In pieno smascheramento degli espertoni che ci credono un sacco.

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Il resto è vita vissuta tra pullman, addetti stampa, montaggi video, dirette Facebook, pasti low cost e smascheramenti vari, come quello del buon Fontana. Ricordate la storia di ieri con la Vonn? Al buon Mattia è andata male. Dal reparto IT dell'azienda ci hanno fatto pervenire questa foto: ieri notte il Fontana non era in fase #chasingHistory, ma a notte inoltrata si faceva immortalare con svariate addette ai lavori intento a farsi chiamare un taxi dopo un'intensa sessione di karaoke dove pare abbia conquistatato il nord Europa con un remake di 'With or without you' degli U2. Bene così. Almeno per lui.

Mattia Fontana idolo delle coreane

Mattia Fontana idolo delle coreaneEurosport

La perla coreana del giorno infine slitta per lasciare spazio alla sostituta odierna, ovvero la perla svedese. E che perla, ragazzi. La superiorità degli scandinavi si palesa non nelle medaglie olimpiche, quanto piuttosto nell’ingegno. Quante volte, infatti, all’aperitivo, siete rimasti bloccati dal piatto in una mano e dal bicchiere nell’altra? Beh, a Stoccolma hanno trovato la soluzione: il porta-bicchiere incollato al piano. Perché altro che ‘welfare state'... Il progresso è nelle piccole cose.

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