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Tania Cagnotto: “Voglio un figlio, e Zika mi fa paura”

Tania Cagnotto: “Voglio un figlio, e Zika mi fa paura”

Il 10/02/2016 alle 15:10Aggiornato Il 10/02/2016 alle 15:21

La tuffatrice azzurra esprime le proprie preoccupazioni per la situazione sanitaria brasiliana all’interno di un’intervista concessa a ‘Repubblica’: dovrà gareggiare a Rio de Janeiro dal 19 al 24 febbraio per le qualificazioni olimpiche

Le autorità brasiliane rassicurano sulla salute degli atleti che saranno impegnati alle Olimpiadi di Rio de Janeiro in estate, ma, nonostante i proclami, le preoccupazioni per il diffondersi del virus Zika potrebbero rendere l’organizzazione dei Giochi m0lto più complessa e problematica del previsto.

Mentre agli atleti statunitensi è stata data la possibilità di scegliere in maniera autonoma se partecipare o meno alla rassegna a cinque cerchi, in Italia, Tania Cagnotto si è mostrata estremamente preoccupata per i potenziali effetti che il virus potrebbe avere sulla sua vita futura.

La tuffatrice azzurra dovrà volare a Rio de Janeiro in occasione delle qualificazioni olimpiche in programma dal 19 al 24 febbraio e ha espresso le proprie paure all’interno di un’intervista concessa a ‘Repubblica’.

“Quale donna di buon senso non sarebbe preoccupata? – confessa la Cagnotto -. Ho 30 anni, voglio un figlio e ho paura. Zika potrebbe sconvolgere la mia vita e quella del futuro bebè, visto che gli effetti più gravi del virus finora si sono avuti proprio sui nascituri. Le rassicurazioni del governo brasiliano mi fanno piacere, ma c’è un piccolo dettaglio, cioè che io, come tanti altri atleti, partirò e sarò in Brasile proprio in questi giorni di grande caos. L’unica soluzione possibile sarà usare repellente a gogò e indossare vestiti molto chiari. Quando tornerò dal Brasile farò degli esami per vedere se sono riuscita a scansare la puntura di questa zanzara maledetta”.

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