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Report shock della WADA: a Sochi 2014 (e non solo) per i russi fu doping di Stato

Report shock della WADA: a Sochi 2014 per i russi fu doping di Stato

Il 18/07/2016 alle 17:26Aggiornato Il 18/07/2016 alle 19:29

Con un report di 97 pagine presentato oggi a Toronto l'agenzia mondiale antidoping smaschera il sistema per ripulire i casi di positività degli atleti russi impegnati a Sochi 2014. Il metodo, che passava attraverso il Ministro dello sport russo, aveva il nome di "Scomparsa della positività". Questo rapporto dovrebbe compromettere definitivamente la presenza della Russia a Rio 2016.

Doping diffuso e manipolazione delle provette degli atleti russi da parte dei funzionari, il tutto supervisionato dal ministero dello sport. E’ questo il verdetto finale del tanto atteso report della WADA – l’agenzia mondiale anti-doping – che va ad alimentare ulteriormente il fuoco di coloro che vorrebbero un’esclusione totale della Russia dagli imminenti giochi di Rio.

Chi ha condotto il report

Secondo il rapporto della Commissione indipendente del WADA, che è stato condotto dal professore di diritto e avvocato dello sport Richard McLaren (Canada) e presentato in una conferenza stampa a Toronto, un laboratorio di Mosca ha protetto gli atleti russi durante i giochi Olimpici invernali di Sochi 2014.

Richard H. McLaren

Richard H. McLaren SID

McLaren, già membro della commissione indipendente della WADA che l'anno scorso portò alla luce la situazione del doping russo a livello di atletica – e che costa ai russi l’attuale esclusione a Rio in quelle discipline – con questo report ha messo inoltre in luce come il Ministero dello Sport russo ha supervisionato la manipolazione dei risultati analitici degli atleti e la sostituzione dei campioni, smascherando così formalmente un vero e proprio sistema di Stato.

Cosa prova

Il rapporto parte dalle dichiarazioni fatte dall’ex capo del laboratorio antidoping di Mosca Grigory Rodchenkov, che due mesi fa aveva lanciato la bomba dalle pagine del New York Times, raccontando appunto come gli atleti russi, in quel di Sochi, avessero utilizzato sostanze dopanti con la benedizione e l’approvazione delle autorità sportive nazionali. Rodchenkov ha sostenuto che fino a 15 vincitori di medaglie russe ai Giochi invernali di Sochi facevano parte di un programma i cui campioni di urina contaminati furono fatti sparire – con metodi incredibili, come buchi nei muri – con provette pulite.

Secondo il report della WADA condotto da McLaren (che trovate completo, in lingua inglese, al link nel tweet qui sopra), Rodchenkov e tutti gli altri testimoni intervistati sono stati ritenuti credibili, così come il personale presso il laboratorio di Mosca. Un sistema che includeva tutti e a cui non si poteva opporre resistenza poiché proveniente direttamente dallo Stato.

Shot di alcool e steroidi, servizi segreti... l’incredibile contenuto

All’interno delle 97 pagine che compongono il report è poi dettagliatamente spiegato come l’intero sistema funzionasse e come la Russia mettesse in atto del doping già ben prima delle Olimpiadi invernali di Sochi. A Londra 2012, ad esempio, il dottor Rodchenkov aveva messo a punto un cocktail di steroidi (Oral Turinabol - Dehydrochloromethyl-testosterone – Oxandrolone e Superdrol) che veniva sciolto in un alcool - Chivas per gli uomini, Vermouth per le donne – e assunto via bocca in modo tale da poter essere assorbito dalla mucosa orale e bypassare i controlli (prima di essere sputato). Ma questo è solo uno degli aspetti più incredibili della dettagliata vicenda. Ci sono anche le spiegazioni di come il Ministro dello sport russo dirigeva la manipolazione delle provette con l'assistenza dei servizi segreti, oppure di come i test positivi in ogni disciplina sportiva venivano passati al viceministro dello sport, che decideva chi coprire. Procedimenti che facevano riferimento a un vero e proprio metodo che aveva anche un nome piuttosto eloquente: 'Scomparsa della positività'.

Doping: Trainer von 1500m-Weltmeisterin Dibaba verhaftet

Doping: Trainer von 1500m-Weltmeisterin Dibaba verhaftetSID

577 provette fatte sparire in tutti gli sport

L’intero studio infatti non va a scoprire solo gli atleti e le medaglie di Sochi, bensì tutto il panorama sportivo russo. Dal report viene infatti fuori che il numero di provette positive fatte sparire è la cifra monstre di 577 campioni. Questi nel dettaglio sport per sport: Atletica- 139; Sollevamento pesi- 117; Sport non Olimpici- 37; Sport paraolimpici-35; Wrestling-28; Canoa- 27; Ciclismo-26; Pattinaggio-24; Nuoto- 18; Hockey su ghiaccio- 14; Sci- 13; Calcio, canottaggio 11 (per sport); Biathlon-10; Bob, Judo, Pallavolo- 8 (per sport); Boxe, pallamano- 7 (per sport); Taekwondo- 6; Scherma, Triathlon- 4 (per sport); Pentathlon moderno, Shooting- 3 (per sport); Beach Volley, Curling- 2 (per sport); Basket, Vela, Snowboard, Tennis tavolo, pallanuoto-1 (per sport).

Thomas Bach

Thomas BachSID

Russia, esclusione da Rio quasi inevitabile

Ora la palla passa nuovamente al CIO. Alla luce di questo report e dei dettagli in cui è illustrato è evidente come tutto lo sport russo passasse attraverso un sistema statale deciso a monte. Ecco perché alle parole dell’altro giorno di Thomas Bach - presidente del Comitato Olimpico Internazionale – che indicavano una certa riluttanza a estromettere atleti provenienti da un ambito sportivo che non poteva essere punito per i crimini di altri, sono seguite quelle di pochi minuti fa: “Il CIO è pronto a punire severamente la Russia. Scioccante attacco all’integrità dei giochi olimpici”.

La presenza a Rio 2016 dell’intera delegazione appare a questo punto compromessa, anche perché la stessa WADA, poco dopo l'uscita di questo report, ne ha chiesto l'esclusione ufficialmente.

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