Getty Images

Canada e Australia rinunciano a Tokyo 2020 e chiedono il rinvio al 2021

Canada e Australia rinunciano a Tokyo 2020 e chiedono il rinvio al 2021
Di Eurosport

Il 23/03/2020 alle 08:17Aggiornato Il 23/03/2020 alle 09:07

Entrambe le delegazioni si ritirano per le cause dovute al COVID-19 e chiedono che gli atleti possano prepararsi per l'anno prossimo.

Canada e Australia, se si disputeranno i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, non ci saranno. Lo hanno annunciato nella notte italiana dopo che il CIO ha preso tempo per valutare se rinviare la kermesse a cinque cerchi prevista dal 24 luglio al 9 agosto prossimi.

Il comunicato del Canada

Il primo dei due grandi comitati a dare l'annuncio è stato il Canada, adducendo come motivazione "i rischi del COVID-19". Nel comunicato del comitato olimpico della foglia d'acero si legge di una "diffiicile decisione":

" Chiediamo ai CIO [..] di posticipare i Giochi di un anno e offriamo il nostro completo sostegno per aiutare ad affrontare tutte le complessità che comporterebbe riprogrammare i Giochi. Mentre riconosciamo le difficoltà inerenti a un rinvio, nulla è più importante della salute e della sicurezza degli atleti e della comunità mondiale. Ma non si tratta solamente della salute degli atleti: è una questione di salute pubblica. Con il COVID-19 e i rischi a esso associati, non è sicuro per i nostri atleti, per le loro famiglie e in maniera più ampia per la comunità canadese continuare ad allenarsi in vista di questi Giochi. Infatti tutto ciò va in direzione contraria rispetto ai consigli di salute pubblica che invitiamo tutti i canadesi a seguire [...]"

Il comunicato dell'Australia

Un paio d'ore dopo, dall'altra parte dell'Oceano Pacifico si è presa la stessa decisione, ma con toni più morbidi: anche l'Australia, se si disputerà Tokyo 2020, non ci sarà. Non si parla apertamente dei rischi derivanti dal possibile contagio da Coronavirus, ma dell'impossibilità di prerparare al meglio gli atleti per questo importante appuntamento. A parlarne in una conferenza è il Presidente del Comitato Olimpico australiano e compare anche un comunicato ufficiale sul sito con le parole di Matt Carroll e del capo delegazione Ian Chesterman, che richiedono a loro volta di rinviare all'anno prossimo i Giochi, spiegando che "la squadra australiana non può essere riunita nelle circostanze mutevoli che si verificano in patria e all'estero":

" I nostri sportivi ora devono dare priorità alla loro salute e a quella di chi li circonda, devono essere liberi di poter tornare alle loro famiglie. Abbiamo atleti che si allenano all'estero, alcuni che si allenano in lughi centrali dell'Australia e che gestiscono i programmi a livello di squadra. con le restrizioni nei confronti dei viaggi e di altri aspetti della vita diventa una situazione insostenibile. È chiaro che i giochi non possono essere tenuti a luglio. I nostri atleti sono stati magnifici nel loro atteggiamento positivo nei confronti dell'allenamento e della preparazione, ma lo stress e l'incertezza sono stati estremamente difficili per loro. Mentre ci sarà ancora molto da risolvere a seguito di questo cambiamento, i tempi consentiranno agli atleti di tutto il mondo di prepararsi adeguatamente con la speranza che la crisi del coronavirus sia sotto controllo. Siamo consapevoli che un rinvio del genere aprirà a nuopve questioni da risolvere. Ma quando il mondo si riunirà alle Olimpiadi di Tokyo ci potrà essere una vera celebrazione dei valori dello sport e dell'umanità."

Le implicazioni possibili

Mentre il CIO ha preso tempo, è chiaro che questa duplice presa di posizione avrà sicuramente un peso sui futuri ragionamenti da fare a livello internazionale: Canada e Australia sono due grandi comitati e, benché non abbiano particolarmente brillato a Rio 2016 (l'australia fu decima e il Canada 20°), entrambe le nazioni sono piuttosto importanti nell'atletica e nel nuoto, due sport talmente rilevanti che, a ogni edizione, non sono mai concomitanti, e hanno una settimana a testa per mettersi in luce. Chiaramente il peso maggiore l'avranno gli eventuali pareri di USA, Cina, Regno Unito, Russia e Germania, ma la sensazione è che si vada sempre più verso uno slittamento dei Giochi.

Video - Tokyo riceve la fiamma olimpica ad Atene: "Batteremo il virus"

01:54