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Brian McKeever, il fondista paralimpico più vincente ispirato dal film "Le ali della libertà"

Brian McKeever, il fondista paralimpico più vincente ispirato dal film "Le ali della libertà"

Il 13/03/2018 alle 11:46Aggiornato Il 13/03/2018 alle 12:14

Grazie alla vittoria nella 20 km a tecnica libera il portabandiera del Canada Brian McKeever è diventato il fondista più vincente di sempre ai Giochi Paralmpici. Le sue fonti di ispirazione: il fratello...E un passaggio chiave del film "Le ali della libertà".

“Alla fine la scelta è molto semplice, davvero: o fai di tutto per vivere... o fai di tutto per morire”, diceva Andy Dufresne/Tim Robbins nella pietra miliare del cinema “Le ali della libertà”. È il passaggio preferito di Brian McKeever, l’atleta paralimpico invernale più vincente della storia che, ça va sans dire, ha optato per la prima opzione ventilata dal protagonista del film nella scena madre.

Grazie al successo nella 20 km a tecnica libera il fondista 38enne di Calgary - portabandiera del Canada nella cerimonia di apertura - ha raccolto la sua 11esima medaglia d’oro in cinque edizioni di Paralimpiadi, 14esima medaglia complessiva, superando la sciatrice canadese Lana Spreeman che ne vinse 13 fra il 1980 e il 1994. Nell'Olimpo degli atleti paralimpici più medagliati della storia - con la velocista Chantal Petitclerc e i nuotatori Michael Edgson e Timothy McIsaac, per citare alcuni nomi eccellenti - da oggi figura anche l'atleta canadese.

Bryan è affetto da sindrome di Stargardt (degenerazione maculare) dall’età di 19 anni, una malattia che gli ha provocato la perdita della vista centrale e il solo mantenimento di quella periferica al 10%. Tutto ciò non lo persuade a mollare il fondo, lo sport in cui eccelle sin da quando inizia a praticarlo all’età di 3 anni. “So riconoscere una ciambella ma non riesco a vedere il buco” ha confidato a CTV Network per descrivere il suo handicap.

Abituato ad abbattere barriere, McKeever riesce a realizzare il suo sogno di entrare a far parte della squadra di atleti canadesi impegnati nel fondo per le Olimpiadi di Vancouver 2010, qualificandosi per la 50 km a tecnica classica con partenza in linea. Il sogno di diventare il primo atleta a gareggiare nello stesso anno in una gara alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi svanisce però sul più bello quando l’allenatore gli preferisce un atleta più in forma negandogli la chance di competere e vergare una pagina di storia proprio nell’immediata vigilia della kermesse a cinque cerchi.

La vocazione è un affare di famiglia. Fino a Sochi 2014 la sua guida è stata infatti il fratello maggiore Robin, oggi coach della squadra di fondo paralimpica canadese, che gareggiò nel 1998 alle Olimpiadi invernali di Nagano (a PyeongChang Brian è stato assistito dalla guida Graham Nishikawa). “Mi sono innamorato delle Olimpiadi nel 1988 a Calgary e da quel giorno ho sempre sognato di diventare un fondista abbastanza bravo da potervi partecipare – ha confidato al CBC - Poi questo desiderio è cresciuto quando mio fratello maggiore è stato scelto per rappresentare il Canada a Nagano 1998. Un fratello più grande può avere un’influenza enorme su un fratello minore e per me Bryan è sempre stato uno sprone in tutta la mia vita a realizzare i miei sogni indipendentemente dal mio handicap”. Sogni ampiamente e meritatamente agguantati, aggiungeremmo noi.

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