Getty Images

Combatte in canotta e shorts e decide di non tornare in Iran: mandato d'arresto per Sadaf Khadem

Combatte in canotta e shorts e decide di non tornare in Iran: mandato d'arresto per Sadaf Khadem

Il 17/04/2019 alle 14:59Aggiornato Il 17/04/2019 alle 16:01

La pugile iraniana avrebbe violato la legge del proprio Paese che prevede l'hijab per le donne: combattendo in shorts e canotta, ora ha una condanna pendente, e per questo avrebbe deciso di non rientrare in patria.

La prima donna pugile iraniana, la 24enne Sadaf Khadem, che sabato ha vinto in Francia il suo primo combattimento professionistico, ha deciso insieme al suo allenatore Mahyar Monshipour di non rientrare in Iran. Lo riferisce ad AFP l'addetto stampa dei due, che fa sapere che su di loro pende un mandato d'arresto. I due avrebbero dovuto prendere l'aereo di ritorno martedì. Attualmente Khadem e il suo allenatore si trovano a Poitiers. Sadaf Khadem, insegnante di fitness a Teheran, ha vinto il suo primo incontro di boxe contro l'inglese Anne Chauvin, prima volta nella storia per una donna iraniana, visto che in Iran è vietato allenarsi con degli uomini e partecipare a competizioni di pugilato.

La giovane boxer, che ha disputato il match in shorts e canottiera, sarebbe accusata di avere infranto la legge iraniana che obbliga le donne a portare l'hijab, mentre il suo allenatore, ex campione del mondo di boxe, sarebbe sospettato di complicità. Mahyar Monshipour dice di essere stato avvertito dell'esistenza di questo mandato d'arresto tramite un sms, ma si è rifiutato di fornire l'identità di chi glielo ha mandato, spiega l'addetto stampa. Quest'ultimo assicura che il ministero francese dello Sport è al corrente del dossier e che al momento i due sportivi non vogliono esprimersi personalmente. "Voglio migliorarmi il più possibile, andare il più lontano possibile e mostrare la strada alle altre iraniane affinché possano gustarsi questo sport", aveva confidato ad AFP Sadaf Khadem qualche giorno prima del match.

0
0