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Finalmente è terminato il Sei Nazioni azzurro peggiore di sempre

Finalmente è terminato il Sei Nazioni azzurro peggiore di sempre

Il 21/03/2016 alle 20:26Aggiornato Il 21/03/2016 alle 20:27

Cinque partite, cinque sconfitte; e che sconfitte. La truppa di Jacques Brunel ha fatto registrare un torneo con tanti record negativi, dai quali ora però bisogna trovare la forza per ripartire. Con un tecnico nuovo e un’organizzazione che punti alle qualità dei giovani nostrani.

Il Sei Nazioni è finito. Evviva. Va in archivio il torneo più fallimentare per i colori azzurri e non siamo noi a dirlo ma i numeri: l'edizione 2016 passa alla storia come quella con il maggior numero di mete subìte (29 contro le 25 del 2000), la maggior differenza punti (-145), il secondo record negativo di punti subìti (224 contro i 228 di allora) e con la seconda peggior sconfitta di sempre, quel 67-14 di sabato a Cardiff contro il Galles che ha anche rappresentato l'ultima partita di Jacques Brunel alla guida della Nazionale. Una gestione partita con grande enfasi e risultati all'altezza, ma che si è spenta nel peggiore dei modi: dal 2013, l'anno delle storiche vittorie contro la Francia (23-18) e l'Irlanda (22-15) e della differenza punti di solo -36, a oggi sembra passata una vita. E il futuro non sembra assolutamente sorridere ai nostri colori...

Lo score di Jacques Brunel alla guida della Nazionale:

Vinte Pareggiate Perse Differenza punti Mete fatte Mete subite
2012 1 0 4 -68 4 12
2013 2 0 3 -36 5 8
2014 0 0 5 -109 7 21
2015 1 0 4 -120 8 19
2016 0 0 5 –145 8 29

Budget: Italia 47 milioni, Scozia 60, Irlanda 120

"E’ un problema di risorse - ha spiegato Alfredo Gavazzi nell'inevitabile punto della situazione dopo la chiusura del torneo - Il nostro budget attuale è di 47-48 milioni di euro, la Scozia viaggia sui 60, l’Irlanda ne ha quasi il doppio. Il nostro progetto passa anche per una crescita degli introiti". Il presidente della Fir ha proposto anche una suggestiva maniera per risolvere i problemi finanziari del team azzurro: "Oggi la community del rugby in Italia è quantificabile sui social in 500.000 persone. Se riuscissimo ad avvicinare ognuna di loro e a farci dare 10 euro, intascheremmo altri 5 milioni da investire sul movimento. E 10 euro equivalgono all’acquisto di una semplice T-shirt, o di una polo. Non sarà facile, ma dobbiamo provarci". Sicuramente un escamotage utile, con la speranza che gli appassionati rimangano…attaccati alla maglia azzurra.

Il nuovo staff dirigenziale: si punta sui giovani

E ora che succederà? Manca ancora l'ufficialità, ma checché ne dica Gavazzi ("Ci sarà una sorpresa"), l'Italia ripartirà da Conor O'Shea, coach irlandese ex Harlequins a cui si affiancheranno l'ex campione del mondo inglese Mike Catt e De Carli, rispettivamente coach di trequarti e avanti. Giocoforza sarà una struttura da limare e da oliare, ma sarà sicuramente d'uopo parlarsi in maniera molto fitta con le due franchigie celtiche, Treviso e Zebre. Un'altra figura di grande importanza sarà quella di Stephen Aboud, a cui andrà la guida delle nazionali giovanili della Federazione rugby italiana: arriva anche lui dall'Irlanda, dov'è stato direttore tecnico, e sicuramente può dare una grossa mano in fase di programmazione e crescita dei giovani.

Dentro o fuori? I numeri parlano chiaro

Numeri, dicevamo: "Scrum" ci fa sapere che l'Italia ha raggiunto un paio di tristi record: gli azzurri hanno collezionato 10 Cucchiai di Legno in 17 stagioni, superando i 9 che la Francia ha "ottenuto" in 91 edizioni ed eguagliando i 10 presi dal Galles in 121. Statistiche che si commentano da sole. Le 12 vittorie accumulate in 17 edizioni sono esattamente lo stesso numero di quelle messe insieme dalla Francia tra il 1910 al 1931, prima di essere temporaneamente allontantanata dal torneo.

La domanda è la solita: si deve parlare di un'Italia lontana dal Sei Nazioni nei prossimi anni? La risposta è altrettanto nota: "Ma li avete visti gli stadi in cui gioca l’Italia? L’anno scorso abbiamo fatto il tutto esaurito a Twickenham, quest’anno a Dublino e a Cardiff. Certo, i tifosi stranieri vengono a sostenere la propria squadra, ma anche a vedere noi. Evidentemente non siamo poi così male". I numeri per ora dicono il contrario: ora è tempo di voltare pagina, e bisogna farlo in fretta. Per riguadagnare la fiducia dei tifosi e degli appassionati, in Italia e nel resto del mondo, che continua a guardarci, con un sopracciglio alzato.

Video - Wales vs. Italy hlts

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