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Il miracolo di Natale di Tica Dorin: lavorava in officina, oggi è una promessa azzurra del Rugby

Il miracolo di Natale di Tica Dorin: lavorava in officina, oggi è una promessa azzurra del Rugby

Il 24/12/2017 alle 13:18

Dava una mano ai suoi genitori, lavorando con suo padre in officina mentre studiava. Viveva in una baracca di legno e cartone. Nel tempo libero giocava a rugby ma era, e doveva restare un passatempo. Fino alla scoperta di un talent scout che vedendo il ragazzo, gli propose di giocare davvero. Il potenziale era talmente tanto da trasformare Tica Dorin in una giovane promessa del rugby nostrano.

Appena inizia dicembre, parte subito il conto alla rovescia per il Natale, i regali e le vacanze. 4 anni fa, i desideri di dicembre di Tica Dorin erano leggermente diversi da quelli dei suoi coetanei.

Nel 2013, Tica Dorin era appena arrivato in Italia dalla Romania, parlava poco ma se anche non riusciva spiccicare tante parole in italiano, diceva la sua comunque in un campo da rugby.

O almeno questo è quello che faceva intendere Angelo Ferrari, talent scout che era riuscito appunto a scovare il talentino della provincia di Brescia. Ferrari avrebbe voluto subito il giovane in squadra, ma Dorin alzò subito le mani “I miei genitori non vorrebbero mai”.

" Non è possibile contattare i miei genitori, non hanno il telefono. L’indirizzo di casa? La nostra non è propriamente una casa"

E a queste parole, Ferrari non riusciva a crederci. Tica Dorin viveva in una baracca di legno e cartoni ai confini di Brescia, una “casa” freddissima con il soffitto pieno di umidità che lasciava poco spazio ai sogni di un ragazzino di 12 anni.

" Mio padre vedeva il rugby come uno svago che non potevamo permetterci. Tutto il mio tempo libero dalla scuola lo passavo con lui in officina, per guadagnare qualcosa in più"

Ma è dicembre, e sotto Natale i sogni sogni concessi a tutti. Anche a Tica fu concessa una partita, una partita vera per far comprendere al padre che forse il rugby, oltre ad uno svago, poteva essere il futuro del figlio.

Tica iniziò a giocare con l’Ospitaletto, e fu accolto a braccia aperte dai compagni e dall’allenatore Pietro Invernizzi che alla vigilia del match più importante, quello che avrebbe potuto avviare la carriera di Dorin, gli comprarono l’attrezzatura.

" Le scarpe furono un lusso, mai visto niente di più bello"

E invece qualcosa di veramente bellissimo lo videro gli spettatori di quella partita. Signori Dorin compresi e il miracolo di Natale di realizzò.

Una metà dopo l’altra, partita dopo partita, hanno permesso a Tica Dorin di frequentare la prestigiosa Accademia professionale del rugby presso il Leone XII di Milano.

" Però studio anche all’Istituto Capac, per diventare meccanico. È stato il patto con mio papà, anche se divento famoso, nei ritagli di tempo dovrò aiutarlo in officina"

Rugby, officina, casa. Già casa. Perché i ragazzi dell’Ospitaletto, con una colletta contribuiscono all’affitto di un vero e proprio tetto per la famiglia Dorin.

Ecco, se vi siete mai chiesti cos’è il Natale, questa è la risposta.

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