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Italia-Scozia: le polemiche arbitrali non nascondano i veri problemi

Italia-Scozia: le polemiche arbitrali non nascondano i veri problemi

Il 29/02/2016 alle 09:40Aggiornato

L'Italrugby ha fallito l'assalto alla vittoria contro la Scozia, mettendo in mostra tutti i propri limiti di carattere e di struttura. Parisse e compagni si lamentano per i torti arbitrali, ma lo score parla chiaro: una vittoria in 13 partite di Sei Nazioni dal 2013 a questa parte. Così proprio non va.

Ci risiamo: l'Italia incappa in una brutta prestazione e vanifica quel poco di buono che si era visto finora al Sei Nazioni 2016. I segnali positivi avvertiti contro la Francia avevano fatto ben sperare; contro l'Inghilterra era arrivato un black-out giustificabile con la gioventù dei ragazzi di Jacques Brunel; con la Scozia però si può e si deve parlare di vera e propria débacle.

Ancora una volta tiene banco la questione arbitrale: non è la prima scusa addotta dai protagonisti del 20-36 dell'Olimpico, ma in molti vi hanno fatto riferimento, fuori e dentro la conferenza stampa post-partita. Se il ct minimizza e parla soprattutto degli errori commessi dai giocatori azzurri, questa volta è capitan Parisse a puntare decisamente il dito verso il fischietto di Italia-Scozia, il sudafricano Jaco Peyper.

" Nel rugby ci insegnano che non si deve fare polemica, ma anche che occorre essere umili. Questo vale per i giocatori, per gli staff e deve valere anche per gli arbitri. Ci dovrebbe essere un pizzico di umiltà nel riconoscere quando sbagliano. "

Sergio si riferisce chiaramente alla gestione della mischia ordinata, il vero e proprio tallone d'Achille della partita dell'Italia. Sull'argomento è poi tornato anche il presidente Gavazzi che, come riporta il "Corriere dello Sport" lascia intendere che 'siamo tutti uguali ma c'è qualcuno più uguale degli altri': "Siamo soci paritari nel Sei Nazioni, nelle coppe europee e nel Pro 12. Poi è chiaro che 120 anni di storia non si cancellano facilmente. Gli altri hanno uomini in posizioni chiave". Tutto vero, ma è altrettanto vero che in occasioni come queste sono i giocatori a doversi adattare a un metro arbitrale che può anche essere interpretato come negativo, ma che non per questo deve inficiare la prestazione di una squadra. Tradotto: se l'arbitro fischia in un modo, allora non incaponiamoci nello stesso errore.

E invece l'Italia di errori ne ha commessi tanti, troppi, soprattutto di confusione e poca organizzazione: il fatto di andare sotto sin da subito ha ovviamente compromesso un match che aveva già il suo bel carico di pressione, la frenesia di dover recuperare in fretta ha fatto il resto. La Scozia si è dimostrata più cinica ed esperta, facendo commettere agli azzurri proprio gli errori che volevano loro, mettendo la partita sulla "loro" via. Conquista, punti d'incontro, ai quali si sono aggiunti mischia e rimessa laterale: ci teniamo la bella reazione, anche se incompiuta, ma le cose che non funzionano superano di gran lunga quelle che vanno.

L'impressione è che l'Italia sia sempre un "work-in-progress": mentre le altre squadre costruiscono basi solide su cui costruire qualcosa, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, la truppa italica è ancora alla ricerca di una propria base. Che non può essere ovviamente rappresentata da un allenatore con la valigia in mano. Inutile tornare sui numeri di Jacques Brunel alla guida della Nazionale azzurra, che cominciano a diventare impietosi, ma la necessità di un nuovo corso diventa sempre più impellente. E inevitabile.

Video - Hlts Italia - Scotland

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Inghilterra, questa è la volta buona? Irlanda ai minimi storici

Gli infortuni giocano contro gli irlandesi, è vero, ma a Twickenham si è vista un’Inghilterra che questa volta può davvero pensare in grande: il XV della Rosa centra il terzo successo in tre partite e punta forte verso un titolo che manca dal 2011 e un Grande Slam che manca addirittura dal 2003. Murray illude i Verdi irlandesi, ma la squadra di Eddie Jones è matura e sa aspettare il momento giusto per colpire: due mete in cinque minuti (Watson e Brown) girano la partita in favore dei sudditi di Sua Maestà, che possono vantare su una panchina lunghissima e di qualità. Quella dell’Irlanda è corta e rabberciata e il match è segnato: 21-10 e per i ragazzi di Schimdt si apre lo spettro dell’ultimo posto. Per ora è dell’Italia, ma il crollo da un’edizione all’altra ha del clamoroso.

Video - Hlts England - Ireland

03:51

Il Galles si candida, ma la Francia non molla

La splendida partita al Millenium Stadium di Cardiff ci regala due pretendenti al titolo: il Galles si prepara al meglio allo sprint finale con un match molto solido e cinico contro una Francia compatta ma a cui manca il classico "centesimo per fare l'euro". I Dragoni hanno dimostrato che le partite non si vincono solamente con attacchi ficcanti e una mentalità spregiudicata, ma che la difesa spesso è la fase più importante. I punti arrivano quando devono, grazie ai calci del solito Biggar e alla meta di North, ma è soprattutto dietro che i ragazzi di Gatland fanno notare che il gap con i francesi: i Bleus ci provano in tutti modi, con il gioco alla mano, forzano con la maul, stanno per 12 minuti in fila nei 22 metri avversari, ma non cavano un ragno dal buco. Guy Novès e i suoi conoscono la prima sconfitta nel Sei Nazioni 2016, ma non per questo molleranno il colpo: manca solo un pizzico di fortuna e convinzione in più, ma il carattere c’è come dimostra la meta nel finale di capitan Guirado.

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