Eurosport

Tutte contro l’Inghilterra campione in carica, l'Italia cerca il salto di qualità

Tutte contro l’Inghilterra campione in carica, l'Italia cerca il salto di qualità

Il 01/02/2018 alle 18:12Aggiornato Il 01/02/2018 alle 18:15

Dal nostro partner OAsport.it

Tutto pronto. Siamo all’antivigilia del Sei Nazioni di rugby 2018: sabato finalmente si comincia, con i primi due incontri, poi domenica sarà la volta dell’esordio dell’Italia, che all’Olimpico ospita l’Inghilterra. Proprio gli inglesi, guidati da Eddie Jones, sono i grandi favoriti della manifestazione, essendo anche i campioni in carica: chi riuscirà a fermare il dominio del XV della Rosa?

Favorite e outsider

I bookmakers e gli addetti ai lavori non hanno dubbi nel piazzare i britannici un gradino sopra a tutte le altre squadre. Sono anche i risultati a parlare: da febbraio 2016 ad oggi in ventitré uscite sono addirittura ventidue i successi per Dylan Hartley e compagni. Dalla delusione del Mondiale casalingo del 2015 è andata in atto una rinascita che sta funzionando alla grande e punta, ovviamente, alla prossima competizione iridata (il prossimo anno in Giappone). Sono arrivati due Sei Nazioni, si va a caccia di un tris consecutivo che manca ormai da decenni. La forza fisica e la profondità della rosa inglese al momento in Europa (ma in generale in tutto il mondo, escludendo gli All Blacks) non hanno eguali. Da sottolineare però che ci sono alcune assenze di livello per infortunio, che forse potrebbero scalfire la resistenza dei ragazzi di Eddie Jones (Daly e Vunipola su tutti).

Le rivali saranno più agguerrite che mai. In prima fila ci sarà l’Irlanda, alla quale lo stesso Jones ha affibbiato il ruolo di favorita per il successo (magari provando a togliere pressioni alla propria compagine). Il fitto calendario del Sei Nazioni ha giocato un bello scherzetto alle due grandi rivali, che si sfideranno (con la speranza del pubblico) nello scontro diretto che potrebbe valere il titolo nell’ultima giornata a Twickenham. I Test Match della squadra di Joe Schmidt hanno convinto (su tutte la spettacolare vittoria con il Sudafrica). In casa Rory Best e compagni sembrano essere imbattibili, serve però l’impresa per espugnare lo stadio inglese.

Partono invece più indietro Galles e Francia che, dopo i fasti di 2012-2013 (splendido bis per i gallesi) e inizio Millennio (ben cinque trionfi dal 2000 al 2010 per i transalpini) stanno subendo un cambio generazionale. La sorpresa invece potrebbe essere la Scozia: serve un miracolo per una vittoria che manca addirittura dal 1999, ma la nazionale guidata da Gregor Townsend sta davvero crescendo molto e può giocarsela alla pari nel testa a testa con tutte le rivali.

E l'Italia?

Iniziata la terza stagione sulla panchina tricolore di questo nuovo staff, ci si attende il definitivo salto di qualità, atteso ormai da anni. Non possono bastare infatti i (rari) successi nei Test Match (da sottolineare quello di due anni fa, storico, con il Sudafrica): il Cucchiaio di Legno, o Whitewash, nello scorso Sei Nazioni non ha convinto. A tratti però le prestazioni degli azzurri sono state davvero convincenti: indimenticabile è il primo tempo a Twickenham con l’Inghilterra, poi campione del torneo, con uno stadio intero che è rimasto zittito dopo le splendide difese degli azzurri. La convinzione, comunque, negli azzurri a pochi giorni dal debutto in casa all’Olimpico con l’Inghilterra c’è: “Vogliamo arrivare al settantacinquesimo con il risultato aperto. E giocarcela sempre. Difenderci e mantenere il possesso non basta più. E’ il momento di attaccare. Ci stiamo lavorando” le parole di capitan Parisse alla Gazzetta dello Sport.

Proprio da qui deve partire la squadra azzurra: iniziare ad attaccare, creando il gioco e non limitandosi a fare lunghe fasi che spesso e volentieri vengono bloccate sul più bello (con le energie che vanno ad esaurirsi). Magari bisogna provare ad azzardare un passaggio più rischioso, come abbiamo visto durante la stagione da parte di Zebre e Benetton Treviso, le due franchigie italiane che si sono ben comportate nel Pro 14. Ottimista il ct: “Abbiamo fatto decisivi passi in avanti. Ora abbiamo le fondamenta giuste: possesso, disciplina, difesa e tenuta fisica per 80 minuti sono all’altezza delle nostre avversarie. E’ il momento di prendere dei rischi per finalizzare il nostro gioco”.

0
0