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Italia, l'arbitraggio conta ma non è tutto: intanto cerchiamo di non sbagliare

Italia, l'arbitraggio conta ma non è tutto: intanto cerchiamo di non sbagliare

Il 18/11/2018 alle 12:34Aggiornato Il 18/11/2018 alle 12:37

Secondo Cattolica Test match e a Padova arriva una sconfitta contro l'Australia (26-7) per gli azzurri, che possono recriminare per un arbitraggio a dir poco discutibile, ma che ancora tanti errori da limare prima di poter competere con i top team. E settimana prossima a Roma ci sono gli All Blacks...

Fa strano parlare di arbitri quando di tratta di rugby, ma a volte va fatto e questa è una di quelle volte. Premettiamo che quella del fischietto non è una scusa e nemmeno l'unico motivo per il quale l'Italia ha perso il match giocato contro l'Australia a Padova, ma quando succedono alcune cose particolari è giusto sottolinearlo, così come hanno fatto i protagonisti del match.

Video - Tebaldi intercetta palla e va in meta! L'arbitro annulla ma il fuorigioco non c'è

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Tebaldi, e le meta dello "scandalo"

L'episodio principe lo abbiamo già raccontato ma ci torniamo in un attimo: al 13', sul risultato ancora sullo 0-0, Tito Tebaldi intuisce che la touche australiana sta traballando e si infila sul passaggio diretto al mediano dei Wallabies, intercettendandolo e volando solitario in meta. L'arbitro - il francese Pascal Gauzere, anni 41 - blocca tutto con un fischio che sembra da subito stonato: rivedendo le immagini infatti si capisce che Tebaldi è in posizione assolutamente regolare nel momento in cui la palla lascia le mani del saltatore australiano (è quello il momento da valutare e non il passaggio successivo). Meta regolare quindi, ma l'arbitro non accoglie la richiesta di capitan Ghiraldini di rivolgersi al TMO. Meta annullata dunque e si era sullo 0-0.

" Quando gli ho chiesto di consultare il TMO mi ha risposto che era sicuro della propria decisione. Leonardo Ghiraldini. "
" Mi ha detto che ero fuori dalla linea dei 15 metri, ma l'ha visto solo lui. Tito Tebaldi."
" Sono arrabbiato perché nel primo tempo abbiamo avuto 3-4 chance fondamentali, quella di Tebaldi in particolare era indubbiamente meta e questo avrebbe cambiato gli equilibri del match perché l’Australia aveva in quel momento molto pressione addosso. Conor O'Shea."

Altri episodi e precedenti

Non è finita qui, perché nella ripresa ci sono almeno altri due episodi contestabili (ma giustamente non ne facciamo una questione arbitrale): meta tecnica negata agli azzurri (avanti volontario dei Wallabies) e placcaggio di spalla su Steyn oltre il limite del consentito. Ma anche qui l'arbitro ha chiuso un occhio, anzi tutti e due.

Ne volete sapere una bella? Come ricordato dallo stesso O'Shea, il signor Gauzere è anche colui il quale ha arbitrato l'ultima partita del Sei Nazioni che l'Italia ha perso contro la Scozia all'ultimo secondo in seguito a un calcio di Laidlaw...

L'arbitro non è tutto

Ora però stop alle polemiche, perché non è il caso. Come detto, questa volta ci è andata male dal punto di vista arbitrale ma il fischietto non è tutto e non lo è stato nemmeno a Padova. Rivedendo a freddo il film della partita ci accorgiamo infatti che l'abbiamo persa, ma soprattutto per errori nostri: diciamocelo fuori dai denti, l'Australia che si è presentata all'Euganeo non era niente di particolarmente bello da vedere e nemmeno un ostacolo così insormontabile. Anzi. I nostri hanno infatti tenuto in mano il pallino del gioco per la maggior parte del tempo nella prima frazione - i primi 30 minuti tutti - e anche in larga parte nella ripresa - il 62% di tempo è stato trascorso nella metà campo avversaria - ma ciò non è bastato per mettere le mani sull'incontro. Sono bastate infatti un paio di accelerazioni, una nel finale di prima frazione una a inizio secondo tempo, per mandare fuori giri i nostri, che qualcosa da imputarsi lo hanno e lo sanno bene.

Errori da non ripetere

Troppi errori in touche (5 contro uno solo degli australiani), molte scelte sbagliate - sia gestuali che tattiche - oltre a un approccio a volte troppo timido ai punti d'incontro: gli australiani erano sì grossi ma non così determinati, sotto pressione per la mancanza dei risultati e consci che il prossimo incontro con l'Inghilterra può dire molto del futuro di giocatori e staff. Allora sì, sembra strano visto i precedenti (17 partite e 17 sconfitte), ma si può certamente parlare di occasione persa: perché con un paio di mete in più concesse dall'arbitro (concedetecelo) e una gestione migliore dei momenti chiave del match - sia davanti che dietro - allora avremmo potuto parlare di qualcosa di più di una semplice sconfitta onorevole. Come dicono in coro O'Shea e Ghiraldini, gli azzurri si devono concentrare con lucidità su tutto quello che rientra nella loro possibilità di controllo: scelte, disciplina ed esecuzione devono essere impeccabili se si vuole competere ad altissimi livelli con chiunque. Soprattutto se sabato prossimo a Roma si affrontano gli All Blacks, peggio ancora se hanno rimediato una cocente sconfitta in terra irlandese.

Video - Highlights: Italia-Australia 7-26, agli azzurri non basta la meta di Bellini

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