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Il pagellone dei Mondiali di Are: Paris nella storia, Goggia talento infinito, bocciata la location

Il pagellone dei Mondiali di Are: Paris nella storia, Goggia talento infinito, bocciata la location

Il 18/02/2019 alle 11:30Aggiornato Il 18/02/2019 alle 19:28

Dalle medaglie in serie di Shiffrin e Vlhova ai ritiri con podio di Vonn e Svindal. Dai risultati di Paris e Goggia alla crisi azzurra nelle prove tecniche, passando per gli sprazzi di futuro di Vinatzer e Della Mea. Dalla redenzione di Kristoffersen ai problemi organizzativi e uno spettacolo dimezzato. I voti ai protagonisti dei Mondiali di sci alpino di Are 2019.

Shiffrin-Vlhova 10, alle regine del Mondiale

Mikaela e Petra, sono loro le protagoniste indiscusse di Are 2019. L’americana apre le danze bruciando Sofia Goggia sul traguardo del SuperG inaugurale e cala il sipario sul Mondiale femminile con il “solito” trionfo in slalom, il quarto consecutivo, che la pone a un livello mai toccato da nessuno in questo sport. A due ori si accompagna il bronzo gigante, nella gara della consacrazione dell’altra, Petra Vlhova. Tre medaglie anche per lei, di ogni metallo possibile: argento per un’incollatura in combinata, l’oro citato in gigante e il bronzo nello speciale a chiudere la collezione. Tra colpi di fioretto e stoccate di classe, le due ’95 hanno dominato la scena svedese, promettendo un duello stellare che può estendersi per una decade e, perché no, in tutte le discipline.

Video - Mikaela Shiffrin sbaraglia tutte: quarto oro mondiale consecutivo in slalom

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Paris 9, alla maturità

Che stagione, quella di Domme! Alla soglia dei 30 anni, l’atleta di Merano ha raggiunto la maturità fisica e mentale e l’oro nel SuperG è qui a testimoniarlo. Quando l’azzurro è in giornata, devi fare carte false per batterlo. Nel trionfo iridato Paris ci mette di tutto: interpretazione, muscoli e grinta, per una vittoria da brivido sul filo dei centesimi. Adrenalinica, come la sua carica da rock star. Rimane qualche rimpianto per la discesa, non disputata come in prova o come nella prima manche dell’amara combinata. Ma il risultato di Dominik rimane nella storia.

Video - Tina Maze: "Stupendo Dominik Paris, il trono di Are è tuo"

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Goggia 8, al talento

Senza benzina, ma anche senza guardare in faccia a nessuno. Il talento di Sofia Goggia è indescrivibile, purissimo, innato. E le permette di tirare fuori dal cilindro un argento che vale oro nel SuperG iridato, condito da qualche rammarico per i due centesimi che allontanano la medaglia più preziosa in favore di Mikaela Shiffrin. Un risultato incredibile dopo aver disputato solo tre gare di Coppa del Mondo fino a quel momento a causa dell’infortunio al malleolo. E pazienza per la prova incolore in discesa e per la caduta in gigante, dove aveva comunque impressionato. Nelle grandi rassegne, Sofia lascia sempre la sua firma.

Video - Sofia Goggia è argento mondiale nel SuperG, a 2 centesimi dall'oro

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Hirscher 8,5, al re

Dieci giorni ad aspettarlo, perché il programma mette in fondo le sue gare. La sfortuna della febbre a penalizzarlo, prima di ammirare il solito spettacolo. Marcel Hirscher sceglie di non correre la combinata (la sensazione è che avrebbe vinto l’oro in carrozza) per dedicarsi a gigante e slalom. E se nel primo “soccombe” solo al redivivo Kristoffersen, nel secondo sprigiona tutta la sua potenza, inarrivabile per chiunque su questo pianeta. Una reazione tanto devastante quanto eloquente era stata la delusione sul suo volto dopo l’argento nella gara precedente. Una reazione da numero 1.

Video - Hirscher vs. Pinturault: la ghost race analysis della prima manche dello slalom

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Il medagliere storico dei mondiali (solo prove individuali)

1. Toni SAILER (AUT) 7 ori, 1 argento
2. Jean-Claude KILLY (FRA) 6 ori
3. Marcel HIRSCHER (AUT) 5 ori, 4 argenti
4. Kjetil Andre AAMODT (NOR) 5 ori, 4 argenti, 3 bronzi
5. Aksel Lund SVINDAL (NOR) 5 ori, 2 argenti, 2 bronzi

Vinatzer/Della Mea 7, al futuro azzurro

Quando Svindal esordiva in Coppa del Mondo, Alex Vinatzer e Lara Della Mea avevano appena due anni. Oggi, i ragazzi del ’99 rappresentano quanto di meglio il futuro azzurro dello sci alpino possa mettere in pista. Nello storico bronzo nel Team Event c’è tanto di loro. Spregiudicatezza, aggressività, talento. Questa stagione ha messo i due giovani atleti sulla mappa dello sci che conta e l’esperienza mondiale non ha fatto che contribuire al loro processo di crescita. Nello slalom iridato, Vinatzer ha chiuso 19esimo facendo segnare il miglior tempo nella seconda manche, mentre Della Mea è uscita mentre stava disputando una grande prova, in recupero dopo una prima manche così così. Ma è l’atteggiamento che piace e che ci fa ben sperare per un futuro roseo.

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Svindal-Vonn 9,5, l’addio delle leggende

Quanto mancheranno questi due. Aksel Lund Svindal e Lindsey Vonn sono stati il volto più bello dello sci alpino per circa 15 anni, vincendo ovunque e contribuendo alla crescita di popolarità di questo sport. Ad Are è andata in scena la loro ultima recita che, come tutta la loro carriera, non è stata affatto banale. Il norvegese ha mancato l’oro, sarebbe stato il suo sesto ai Mondiali, per due soli centesimi in favore del compagno Jansrud (voto 8 alla splendida prima volta). Lindsey ha spaventato tutti con la brutta caduta in Super G, ma si è riscattata con il bronzo in discesa, dietro alla conferma Stuhec (9) e alla sorpresa Suter (8). Due medaglie splendide, a coronare quanto di grande erano stati in grado di costruire in tutto questo tempo. Non c'è il 10 perchè non è arrivato l'oro, ma dopotutto chissenefrega.

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Squadra italiana prove tecniche 4

Siamo alle note dolenti e purtroppo non è una sorpresa. Gigante femminile escluso, dove restiamo comunque giù dal podio, l’Italia delle discipline tecniche fa davvero fatica. Il decimo posto di Stefano Gross e il 20esimo di Chiara Costazza, i migliori degli italiani nelle due gare di slalom, sono l’emblema di una stagione dove abbiamo ottenuto davvero troppo poco. Stessa musica nel gigante uomini, con i soli De Aliprandini (20°) e Maurberger (23°) nei migliori 30. La luce in fondo al tunnel può essere rappresentata dai ragazzi citati in precedenza, ma non può bastare.

Kristoffersen 8, alla redenzione

C’è vita sul pianeta del 24enne norvegese! Una sola vittoria in Coppa del Mondo negli ultimi due anni e una crescente insofferenza verso l’alieno austriaco avevano fatto sprofondare Henrik in una crisi mentale devastante. Incapace di vincere, incapace di stare davanti a quello lì. Cose che la maggior parte delle volte vanno a braccetto. Ma non stavolta, non ad Are. Il gigante mondiale incorona Kristoffersen come nuovo re della disciplina, sfatando tutti i tabù possibili. L’esultanza del norvegese alla certezza di chiudere davanti a Hirscher ancor prima di aver vinto l’oro parla da sé. Che sia un nuovo inizio per lui? L’età è dalla sua, la classe pure.

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Brignone 5, ai rimpianti

Se il decimo posto in SuperG e il sesto in combinata ci possono anche stare e dimostrano ancora una volta la polivalenza della Brignone, è il quinto piazzamento nel gigante che lascia l’amaro in bocca alla valdostana. Vero, la concorrenza nella disciplina è clamorosa, ma Federica ha dimostrato di poter lottare alla pari con le grandi rivali. Il problema è che il margine d’errore dev’essere limitato al minimo e regalare la prima manche come successo a lei può essere, ed è stato, fatale. Voto basso, perchè da una campionessa del suo calibro ci si aspetta sempre il grande risultato.

Video - Brignone a Tina Maze: "Peccato, ci ho provato, ma la prima manche non era giusta"

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Pinturault 7,5, alla conferma

Il francese è stato di certo uno dei protagonisti di Are 2019. Oro in combinata dov’era favorito, bronzo nel gigante dove ha duellato con Hirscher e Kristoffersen quasi alla pari. Era tra i più in forma di tutti alla rassegna svedese e per questo rimane qualche nota negativa nello slalom, chiuso al quarto posto dopo esser stato l’unico ad avvicinare lo stesso Hirscher nella prima manche. Mondiale comunque positivo.

Hirscher, Kristoffersen e Pinturault

Hirscher, Kristoffersen e PinturaultGetty Images

Organizzazione 4

Pioggia, nebbia, vento, neve. Dal punto di vista meteo, in quel di Are, è successo davvero di tutto e come conseguenza, molte gare ne sono state condizionate. La partenza abbassata in tutte le gare veloci e nel gigante femminile è stata un fattore decisivo (a volte è sembrato necessario, altre assolutamente no) e di certo ha influito sullo spettacolo. Gare della durata di un minuto o poco più non dovrebbero esistere tra i professionisti, tantomeno a un mondiale. Molte decisioni dell’organizzazione, come voler portare le gare a casa nei tempi stabiliti a tutti i costi, ha fatto discutere.

" Non ho sciato un granché secondo me, ho sbagliato due volte le linee e se non stavi nella traccia qui ti fermavi. Ma a me dispiace che siamo partiti in condizioni così, non è stato giusto partire, hanno anche accorciato gli intervalli. Per una discesa ci vuole bel tempo, con dieci centrimetri di neve non è stato giusto far disputare la gara. Io voglio sempre che le condizioni siano uguali per tutti, oggi non è stato così. Ma loro decidono e noi partiamo. Quando c'è da partire parto, alla fine il risultato è giusto perché ci sono i due discesisti più forti davanti, ma mi dispiace fare una gara così al Mondiale. Se sbaglio io ok, ma giocarsi così una medaglia è un po' triste [Dominik Paris]"

Austria 6 (8 agli uomini e 4 alle donne)

Dalla nazionale biancorossa ci si aspetta sempre grandi cose e appena qualche risultato non arriva viene naturale storcere il naso. Ad Are si può dividere la questione in due tronconi netti: da applausi gli uomini, un disastro le donne. Tra i maschi, l’oro arriva solo all’ultima gara con Hirscher (tripletta austriaca tra l’altro), ma il Wunderteam era andato a podio in ogni disciplina. Nelle donne l’esatto opposto. Alla delusione delle grandi favorite nella velocità, è seguito il nulla nel gigante e i quarti posti in slalom e combinata. Poco, viste le premesse. Austria a due facce.

Il medagliere finale di Are 2019

1. NORVEGIA 2 ori, 1 argento, 1 bronzo
1. SVIZZERA 2 ori, 1 argento, 1 bronzo
3. STATI UNITI 2 ori, 2 bronzi
4. AUSTRIA 1 oro, 4 argenti, 3 bronzi
5. FRANCIA 1 oro, 1 argento, 1 bronzo
5. ITALIA 1 oro, 1 argento, 1 bronzo
5. SLOVACCHIA 1 oro, 1 argento,1 bronzo
8. SLOVENIA 1 oro, 1 argento
9. GERMANIA 1 argento
9. SVEZIA 1 argento

Tifo e logistica 3

Un aspetto che è davvero mancato nel Mondiale svedese è stato il calore del pubblico. Escluso Team Event e le gare nel weekend, la partecipazione dei tifosi è stata molto ridotta e decisamente fredda, poco spettacolare. Una situazione che rispecchia la stessa sede di Are. Piccola e condizionata da una logistica tutt'altro che eccellente, la sede non si è dimostrata per nulla coinvolgente nell'organizzazione di un grande evento come questo. Pochi e piccoli gli eventi collaterali. Insomma, per una città che aspira a ospitare le gare di sci alpino per i Giochi 2026 c'è tanto, tantissimo da migliorare. E per Mikaela Shiffrin, che qui ha vinto la su prima gara in Coppa del Mondo, è già un no alla candidatura.

La veduta area di Are

La veduta area di AreGetty Images

Feuz, Weirather, Gut 3, all’anonimato

Tra i più delusi da questa rassegna iridata ci sono sicuramente loro tre, grossi calibri da anni in Coppa del Mondo e mai protagonisti in terra di Svezia. Feuz si è “riposato” in SuperG, puntando tutte le sue fiches sulla discesa, in cui era considerato il favorito numero 1. Ma dove ha chiuso quarto, senza mai impressionare. Lara Gut ha chiuso in top 10 sia in discesa (ottava), che in SuperG (nona), ma sempre lontana dalle migliori. E Weirather ha fatto anche peggio, 18esima in discesa e addirittura fuori nel “suo” SuperG. Dietro la lavagna.

Mia Clerc e gli sciatori "esotici" 6, alla gioia di esserci

Ai Mondiali, come alle Olimpiadi, i riflettori si accendono anche sugli atleti che non gareggiano per nessuna medaglia, ma soltanto per l’onore di esserci, di tagliare il traguardo di una grande rassegna. Sportivi provenienti da Paesi esotici in fatto di sci, come la greca Siluani Kostits Pasiali. O come l’atleta del Madagascar Mialitiana Clerc, 18 anni e 40esimo posto nello slalom a 23 secondi da Mikaela Shiffrin. Per lei, la gioia più grande è arrivata dopo l'arrivo, quando ha potuto incontrare il proprio idolo di sempre: Tina Maze. A proposito della slovena, per lei voto molto alto: che ne pensate?

Video - Siluani Kostits Pasiali si schianta proprio sul più bello

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