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Un bronzo che sa di futuro: Vinatzer, Della Mea e Maurberger, il nuovo che avanza dello sci azzurro

Un bronzo che sa di futuro: Vinatzer, Della Mea e Maurberger, il nuovo che avanza dello sci azzurro

Il 13/02/2019 alle 17:02Aggiornato Il 13/02/2019 alle 21:07

I giovani azzurri, in squadra con la veterana Irene Curtoni, hanno conquistato il terzo posto nel Team Event di Are. Un risultato storico, figlio di personalità e bravura dei suoi protagonisti. Che ora studiano per scalare le gerarchie nelle prossime stagioni del circo bianco.

Senza inutili sensazionalismi, ma con la giusta dose di fiducia per un futuro roseo. L’Italia ha conquistato la medaglia di bronzo nel Team Event dei Mondiali di Are, la prima della storia azzurra nelle rassegne iridate di sci alpino. Un risultato storico, certo, e che diventa ancora più interessante se spostiamo l’accento su tre degli atleti protagonisti dell’impresa. Sono Lara Della Mea, Alex Vinatzer e Simon Maurberger. Classe ’99 i primi due e 23 anni il terzo, ma col talento e il carattere di chi può fare la voce grossa nel circo bianco.

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Lara la debuttante

Vent’anni compiuti da un mese, la tarvisiana sta disputando la prima stagione tra i grandi e c’è da dire che non sta mostrando nessun timore reverenziale. Specialista delle prove tecniche, Lara non si è demoralizzata dopo aver mancato la qualificazione nelle sue prime quattro gare di Coppa del Mondo e si è fatta notare soprattutto in slalom. A Semmering ha conquistato i suoi primi punti chiudendo sedicesima e replicando anche a Zagabria e Maribor. Senza paura e sempre all’attacco, ha stupito anche per un atteggiamento molto maturo per la sua età. Può lavorare sul lato fisico, essendo piuttosto minuta, e aumentare il suo già alto potenziale. La sua condotta di gara le comporta spesso dei rischi, ma è spregiudicata quanto basta per fare strada.

Alex il predestinato

Vinatzer, da Selva di Val Gardena, i 20 anni li compirà a settembre, ma ha già un’esperienza olimpica nel bagaglio. A PyeongChang 2018 non concluse lo slalom e si fermò ai quarti proprio nel Team Event, pur impressionando nel duello con un grande come Pinturault. Ma sono della stagione in corso i suoi primi piazzamenti tra i grandi, a confermare il suo valore dopo l’argento in slalom nei Mondiali juniores di Davos e il rendimento di alto profilo in Coppa Europa. Alex si è sbloccato a Saalbach (16°) e si è ripetuto sulle nobili nevi di Adelboden e Schladming, chiudendo tra migliori venti e sempre con pettorali piuttosto alti. Naturale qualche uscita di troppo, ma a far sensazione è stato anche l’ottavo posto della prima manche a Madonna di Campiglio. La sua è una sciata di potenza, a sfruttare i quasi 190 centimetri d’altezza.

Simon il "veterano"

Veterano per modo di dire, solo in riferimento agli altri due. Maurberger, 23enne originario della Valle Aurina, ha fatto capolino in Coppa del Mondo nell'ottobre 2014. Tanti giganti e pochi slalom all'inizio della sua avventura nel circo bianco, anche se Simon ha fatto un po' fatica a qualificarsi e portare a casa punti importanti per scalare le gerarchie. Ma quest'anno è cambiato qualcosa, è scoccata la scintilla. Maurberger non solo è riuscito spesso a qualificarsi, ma anche andare a punti con regolarità, entrando nei 20 a Levi, Madonna di Campiglio, due volte ad Adelboden e Kitzbühel. Maurberger sta vivendo il momento migliore della sua ancora giovane carriera, condita con ben 4 successi in Coppa Europa nell'ultimo mese. E anche per lui, come per i due giovani compagni di squadra, i margini di crescita ci sono ancora.

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Speranze azzurre nelle prove tecniche

Lara Della Mea, Alex Vinatzer e Simon Maurberger possono rappresentare tre carte importanti per tutto il movimento azzurro delle prove tecniche, che negli ultimi anni ha raccolto pochi risultati di rilievo, escludendo il gigante femminile. In slalom maschile l'ultima vittoria risale a Zagabria nel gennaio 2017, con Manfred Moelgg. Ma Manni non è eterno e anche Giuliano Razzoli e Stefano Gross sono in fase calante. In gigante non vinciamo dai tempi di Blardone (Crans Montana 2012) e facciamo peggio nello speciale donne, con l'ultimo successo, targato Chiara Costazza, risalente addirittura al dicembre 2007. È chiaro che chiedere a questi ragazzi di farsi trascinatori di un movimento dal giorno all'altro sarebbe ingiusto e probabilmente dannoso. L'età è dalla loro parte (e nel "loro" ci inseriamo anche Marta Bassino, classe '96 e già a podio in Coppa). Ma una grande carriera va costruita per gradi. Entrando nel primi 30 del merito e avvicinando la top 10, per cominciare. E magari sfruttando la fortuna di essere contemporanei o quasi di Marcel Hirscher e Mikaela Shiffrin, che su questi terreni sono i dominatori e, perchè no, fonte di ispirazione.

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