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Marit Bjoergen conclude da leggenda: dominio e oro nella 30km

Marit Bjoergen conclude da leggenda: dominio e oro nella 30km

Il 25/02/2018 alle 08:56Aggiornato Il 25/02/2018 alle 09:42

Dal nostro partner OAsport.it

Marit Bjorgen è nella leggenda! La campionessa norvegese, infatti, vince, o per meglio dire domina, la 30 chilometri in tecnica classica con partenza di massa a PyeongChang 2018 e rafforza la sua leadership all-time nella graduatoria dei più medagliati ai Giochi Olimpici Invernali centrando l’incredibile numero di 16 (9 ori, 4 argenti e 3 bronzi): è la più vincente della storia. Con il successo odierno, la quasi trentottenne di Trondheim, ha conquistato la sesta medaglia di questa edizione, la terza del metallo più prezioso. La 30km, dal suo punto di vista, non ha avuto storia. Dopo un primo forcing iniziale, ha cambiato marcia all’altezza del primo terzo di gara e ha fatto il vuoto, letteralmente. Le rivali hanno subito ceduto di schianto, accumulando distacchi clamorosi. Bjorgen, quindi, ha completato la sua fatica con il tempo di 1:22.17, staccando la medaglia d’argento, la finlandese Krista Parmakoski, autrice comunque di una prova solida, di 1:49. Completa il podio la svedese Stina Nilsson (a 1:58) che, dopo una bella rimonta, brucia allo sprint la norvegese Ingvild Flugstad Oestberg.

Quinta posizione per la svedese Charlotte Kalla a quasi tre minuti, sesta per la finlandese Kerttu Niskanen a 3:01, settima la statunitense Jessica Diggins a 3:37, ottava la norvegese Heidi Weng a 4 minuti, nona l’austriaca Teresa Stadlober a 4:14 che, dopo un errore clamoroso (sbaglia il percorso) getta alle ortiche un possibile argento, mentre completa la top ten la nipponica Masako Ishida a 4:20.

Per quanto riguarda l’Italia le Olimpiadi di sci di fondo al femminile si concludono come si erano aperte, ovvero con prove interlocutorie e distacchi abissali. La migliore delle nostre, Elisa Brocard, è solamente ventisettesima a 11:15, mentre Anna Comarella chiude trentaquattresima a 13:31, davanti a Sara Pellegrini a 13:49. Completa la prova in quarantunesima piazza Lucia Scardoni con un gap di ben 18:08.

LA GARA

L’avvio di gara è come preventivato, con le migliori a guidare il gruppo (di circa venti unità) tenendo un buon ritmo che, sin dai primi due chilometri, provoca la prima scrematura e tra chi ne fa le spese, purtroppo, ci sono le nostre quattro rappresentanti, che in pochi metri accusano distacchi ben superiori al mezzo minuto. Ai 7,5km il forcing di Marit Bjorgen, Kerttu Niskanen e Charlotte Kalla permette loro di guadagnare qualche metro su Ingvild Flugstad Oestberg, Krista Parmakoski, Heidi Weng, Jessica Diggins e Stina Nilsson, mentre perde qualche secondo Ragnhild Haga. La migliore italiana, Elisa Brocard, è trentunesima a quasi due minuti.

Marit Bjorgen prosegue nella sua andatura e ad un terzo di gara prova la fuga, sfruttando anche ottimi materiali nei tratti di discesa. La norvegese impressiona e in poche centinaia di metri fa il vuoto. Kalla e Parmakoski si ritrovano a 22 secondi con Stadlober e Niskanen che si riaccodano, mentre dalla sesta posizione di Diggins il ritardo valica il mezzo minuto, con Heidi Weng, nona, già ad un minuto.

A metà gara la situazione sembra ormai essere definita, con Bjorgen che non accenna a rallentare e, anzi, prosegue a spingere, portando il suo vantaggio addirittura a 51 secondi sul quartetto al suo inseguimento composto da Charlotte Kalla, Krista Parmakoski, Kerttu Niskanen e Teresa Stadlober. Quindi troviamo un terzetto con Teresa Stadlober, Stina Nilsson e Ingvild Flugstad Oestberg a 1:11.

Ai 20 chilometri, per cui ai due terzi di gara, Marit Bjorgen vola indisturbata con un margine impressionante sulle rivali. Alle sue spalle risponde bene Stadlober (a 1:21) con Parmakoski che cerca di non perdere terreno. Quarta è Niskanen a 1:30, mentre Nilsson, Oestberg e Kalla sfiorano i due minuti di gap. Ai 22 chilometri accade qualcosa di davvero incredibile. Stadlober, al termine di una discesa, sbaglia strada e finisce fuori dal tracciato. L’austriaca, quindi, perde molto tempo per ritrovare la giusta via ma precipita addirittura in ottava posizione a 2:36! Una distrazione pesantissima, resa più facile da un tratto di percorso non ben segnalato. Parmakoski ringrazia e se ne va.

Gli ultimi chilometri di gara non sono altro che una vera e propria sinfonia di Bjorgen che veleggia in solitaria verso il suo ennesimo trionfo trovando anche il tempo di munirsi della bandiera norvegese per festeggiare con tutti i crismi. Krista Parmakoski gestisce il suo secondo posto, mentre è avvincente il duello tra Stina Nilsson e Ingvild Flugstad Oestberg, con la svedese che fa pesare la sua forza allo sprint e centra un bronzo quasi insperato a metà gara.

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