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Maffei: "La tavola mi dà un grande senso di libertà; adesso voglio alzare il mio livello e vincere"

Maffei: "La tavola mi dà un grande senso di libertà; adesso voglio alzare il mio livello e vincere"

Il 29/11/2018 alle 17:18

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Una chiacchierata con Alberto Maffei, giovane promessa dello snowboard italiano, atleta di slopestyle e big air che ha coronato il suo sogno di partecipare ai Giochi Olimpici di PyeongChang 2018 e ora ha nuovi importanti obiettivi da realizzare.

Quando si pensa alla montagna, di solito si pensa agli sci: lo sci alpino è la disciplina regina delle nevi, anche se in realtà tra i giovani sta prendendo piede l'uso della tavola da snowboard con tutte le sue sfaccettature, dalla discesa del cross al gigante parallelo, per arrivare alle discipline acrobatiche come l'half pipe, lo slopestyle e il big air. Abbiamo quindi fatto una bella chiacchierata con Alberto Maffei, giovane promessa dello snowboard italiano che pratica queste ultime due discipline, ha già partecipato ai Giochi Olimpici e ha le idee molto chiare su ciò che vuole per il suo futuro.

Alberto Maffei foto Roby Bragotto

Alberto Maffei foto Roby BragottoOakley

Quando sei salito su una tavola per la prima volta e come hai poi scelto di dedicarti allo slopestyle e al big air?

Avevo 13 anni, io vengo da Madonna di Campiglio e come tutti mi sono dedicato prima allo sci alpino, visto che poi mio papà è un ex azzurro di discesa, pensavo che fosse una vocazione; poi una volta ho provato la tavola con un amico e da quel momento non l’ho più mollata. Ho subito provato il freestyle e entrando nel circuito delle gare notato una grande differenza nell’ambiente della competizione rispetto allo sci tradizionale. Nello sci i concorrenti sono molto agguerriti, qui invece l’ambiente è molto amichevole, in partenza è come una giornata passata a girare in montagna tra amici e alla fine il più bravo vince, questo è il motivo principale per cui ho deciso di cambiare. Provo un senso di libertà e per me è puro divertimento, è quasi surreale, mentre nei tanti giorni trascorsi con lo sci alpino sembra un lavoro svolto da ragazzi giovani.

E’ più complicato il big air dello snowboard o dello sci freestyle? Quali sono le differenze sostanziali? E quali sono invece le differenze fisiche che portano uno snowboarder a scegliere le discipline acrobatiche invece che il cross o il parallelo?

Non ho mai provato le evoluzioni del big air con gli sci, ma credo che ad alti livelli ci siano lo stesso allenamento dietro e lo stesso divertimento. All’inizio puoi intraprendere la mia disciplina con qualsiasi fisico, andando avanti invece il fisico te lo costruisci con allenamenti a secco più mirati di altri; per praticare le mie discipline servono tanta forza e un corpo atletico, ma non si fa massa perché ci limiterebbe nei movimenti e nelle evoluzioni. Principalmente ci alleniamo in palestra con i pesi e poi aggiungiamo i trampolini elastici e gli esercizi a corpo libero per allenare la parte acrobatica. Noi proviamo i nostri movimenti sul trampolino per poi riprodurli con la tavola ai piedi, sulla neve.

Che cosa bisogna fare per diventare uno snowboarder di alto livello?

Per fare questo sport bisogna avere tanta passione e voglia di divertirsi, perché se non ti diverti viene a mancarti lo stimolo. Fatto questo c’è comunque dietro molto lavoro, a tempo pieno mattino e pomeriggio, è fondamentale l’allenamento fisico ma anche sulla tavola bisogna cercare di non buttare via il tempo a disposizione. Io personalmente cerco di uscire dalla mia comfort-zone e di mettermi in difficoltà da solo. Ho paura ogni tanto? All’inizio avevo proprio timore di provare un salto in sé, ora a volte mi sento in soggezione solo verso il trick, perché in quel momento non sai mai se partire o no. Qualche indecisione in partenza ogni tanto si prova, ma c’è il momento specifico in cui prevale l’adrenalina e quindi parto.

Hai partecipato alle Olimpiadi di PyengoChang 2018: qual è il bilancio della tua esperienza?

Ho vissuto delle stagioni difficili prima di arrivare ai Giochi Olimpici, la prima era la mia prima volta in Coppa del Mondo, non avevo esperienza ed ero ancora lontano dalla qualificazione; l’anno scorso invece potevo giocarmi qualcosa nel big air, sono entrato in finale a Milano e in Germania, poi il difficile è arrivato ad Aspen dove mi sono ritrovato con la clavicola rotta e mi sono dovuto operare, quindi non sapevo se mi sarei ripreso, ma è andata bene e sono riuscito a partecipare in Corea. Le Olimpiadi erano il mio sogno sin da bambino e quando sei lì sei così concentrato che quasi non te la vivi, ma riguardando la prova ho ancora i brividi, giorno più bello della mia esperienza. Avevo poi un altro desiderio: volevo conoscere Shaun White, l’ho visto dal vivo e ha fatto una gara stratosferica, forse la più bella della sua vita, ed è stata un’emozione incredibile.

Alberto Maffei in azione (foto Roby Bragotto)

Alberto Maffei in azione (foto Roby Bragotto)Oakley

In tutto questo quanto conta il supporto del gruppo sportivo di un corpo militare in Italia?

Ho avuto l’opportunità di far parte dell'Aeronautica Militare, per me è un grandissimo trampolino di lancio, perché alle spalle hai un’organizzazione che ti supporta e che è alla continua ricerca dello sviluppo degli sport di cui si occupa. L’Aeronautica ha iniziato con me nel mondo del freestyle e spero che continui a reclutare ragazzi perché è importante per il nostro movimento sportivo.

Quanto è importante avere un buon equipaggiamento per la tua disciplina? Che cosa non ti deve mancare mai e per te è fondamentale?

L’equipaggiamento base fondamentale per atleti come noi è composto da tavola, scarponi e attacchi ed è necessario che siano in perfetto stato. Fondamentali anche le maschere, perché molte volte si pensa che si vada in montagna trovando sempre con sole e bel tempo, ma non è così. Anzi, spesso ci ritroviamo in situazioni estreme, con nebbia e poca visibilità: le lenti Oakley Prizm che uso io permettono di vedere bene e per noi atleti acrobatici è molto importante capire dove sei in aria e vedere i tuoi punti di riferimento, altrimenti rischi di farti male. Ovviamente non potrei mai rinunciare alla tavola se dovessi limitare il mio equipaggiamento al minimo; potrei sicuramente rinunciare alla giacca, ma non alla maschera, ho la necessità di vedere sempre al meglio e per me è davvero importante. Le maschere con lenti Oakley Prizm che uso sono comunque le stesse che si trovano in commercio, non sono fatte su misura, quindi sono già perfette così.

Alberto Maffei foto Roby Bragotto

Alberto Maffei foto Roby BragottoOakley

Oakley Prizm™ è la nuova tecnologia rivoluzionaria applicata alle lenti delle maschere, che permette di individuare perfettamente i profili dei dossi e qualsiasi insidia della neve. Con la nuova linea di maschere Line Miner il campo visivo è talmente ampio da permettere una visuale senza precedenti. Questi elementi combinati regalano agli atleti agonisti e agli amanti degli sport invernali un senso di percezione e sicurezza unico nel suo genere.

Hai detto che il tuo sogno nel cassetto era partecipare ai Giochi Olimpici e ce l'hai fatta. Ti sei già prefissato un nuovo traguardo da raggiungere?

E’ un ostacolo che mi sono trovato a dover affrontare quest’estate: disputate le Olimpiadi, mi sono chiesto “Ora qual è il mio obiettivo?”. Adesso lo so: è arrivare nei 10-15 atleti di livello superiore. Voglio alzare il mio livello tecnico e cominciare a vincere.

Vorresti dare qualche messaggio a chi non conosce bene il mondo dello snowboard per promuovere il tuo sport?

Dire a tutti quelli che non hanno mai provato di farlo, non devono per forza fare salti o andare a tutta velocità sulla tavola: questo è uno sport in cui puoi fare quello che vuoi e sai già che nessuno ti criticherà. Si prova un grandissimo senso di libertà: si può stare in mezzo alla natura, fare freeride, è un modo per stare con gli amici.

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La nuova campagna Oakley "One Obsession" ruota proprio intorno al richiamo della neve e della libertà, lo stesso richiamo che ha spinto Alberto Maffei a passare da giovanissimo allo snowboard: nella clip che potete apprezzare qui sotto alcuni campionissimi della tavola e del freestyle - da Jamie Anderson a Oystein Braaten - abbandonano le proprie responsabilità quotidiane per farsi conquistare dalla loro passione, la loro "ossessione". "It’s OK to stay out late", è concesso far tardi; "work remotely", lavorare a distanza; "challenge gravity" sfidare la gravità; "shred not stress"... Dare il massimo sullo snowboard senza stress!

Video - It’s OK | One Obsession feat. Ståle Sandbech, Jamie Anderson, Bråten, Kotsenburg, Sean Pettit

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