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Ester Ledecka, la protagonista anti-sistema delle Olimpiadi

Ester Ledecka, la protagonista anti-sistema delle Olimpiadi

Il 24/02/2018 alle 16:07Aggiornato Il 24/02/2018 alle 16:52

Senza bandiera sul podio, con gli occhialoni in conferenza stampa... Irriverente e spensierata, quasi menefreghista: questa è Ester Ledecka, una protagonista tanto sorprendente quanto competitiva e vincente. Simbolo di uno sport diverso, non certo politically correct.

Si dice che lo sport ad alto livello, al giorno d’oggi, sia una questione di dettagli. Allenamenti iper-specifici, diete particolari, persino una cura dell’immagine maniacale.

E poi c’è lei… Ester Ledecka. Lei che se ne frega di tutto e vince.

Sarà per lo spirito freak del mondo dello snowboard, sarà perché viene da una Nazione – la Repubblica Ceca – non esattamente abituata a vincere negli sport invernali, sarà quel che sarà, ma la spensieratezza di questa ragazza, unita alla sua voglia di competere, ha conquistato le Olimpiadi di PyeongChang, con due ori annessi.

Due ori senza precedenti.

" Tanti allenatori mi hanno detto: ‘Non puoi fare due sport, devi specializzarti per competere ad alto livello, devi scegliere’… Ma io ho sempre risposto: ‘No, voglio farli entrambi. Se è un problema per te, cambierò allenatore."
Ester Ledecka, doppio oro in sci alpino e snowboard

È difficile disegnare i confini dell’impresa di Ester Ledecka. Nessuno è mai riuscito a realizzare qualcosa di simile nella storia ed è difficile immaginare che qualcuno possa imitarla in futuro. Snowboard e Sci Alpino sono due discipline talmente diverse tecnicamente che ricordare le doppiette storiche di Johan Grøttumsbråten (1928) e Thorleif Haug (1924) in sci di fondo e combinata nordica ha senso fino a un certo punto.

Ma la vera fotografia anti-sistema di Ester Ledecka è la sua immagine in conferenza stampa con gli occhialoni, due volte di fila…

Ester Ledecka

Ester LedeckaGetty Images

" Mi sono dovuta svegliare presto oggi, che senso aveva perdere altro sonno per truccarmi? Io penso a gareggiare, è questo ciò che amo."

Non è proprio De Coubertin, ma la rivincita di un orgoglio genuino che in questo mondo sportivo governato dalle finte perfezioni diventa piacevole nota stonata. Non succederà più? “Chissenefrega”, direbbe lei. Viva Ester Ledecka!

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