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Djokovic per la gloria, Federer per il '100': il borsino delle ATP Finals 2018

Djokovic per la gloria, Federer per il '100': il borsino delle ATP Finals 2018

Il 09/11/2018 alle 14:49

Da una parte il gruppo di Federer, con lo svizzero insieme a Thiem, Anderson, Nishikori e alla caccia del titolo n°100 della carriera. Dall'altra Djokovic, che con Zverev, Cilic, Isner prova a suggellare il finale di stagione. Precedenti, stato di forma, valutazioni varie: la guida e il borsino alle ATP Finals 2018.

In primis è stato lo sfortunato Juan Martin Del Potro. Poi, poco dopo, Rafael Nadal. L’edizione delle ATP Finals ha perso sul più bello due protagonisti che avrebbero certamente dato più pepe al Masters di fine anno, tenendo accesa – discorso valido per Nadal – la lotta anche alla posizione N°1 della classifica ATP.

Così non è stato. Novak Djokovic è infatti certo di chiudere la stagione da n°1 del mondo a prescindere dal suo risultato alla O2 Arena di Londra; e al di là della rivalità con Roger Federer, questa edizione delle Finals non presenta – almeno sulla carta – grandi spunti di riflessione.

I forfait prestigiosi del n°2 e del n°4 del mondo hanno aperto le porte di Nishikori e Isner. Il giapponese, con merito, autore di una bella scalata in classifica nel finale di stagione con i buonissimi risultati in Asia; Isner che dopo una vita nel circuito si è invece guadagnato una prima volta tra i migliori del mondo.

Ad esclusione quindi del solito dualismo Federer-Djokovic, le ATP Finals non sembrano avere molto da raccontare. Oltre ad Isner ci sarà la prima volta anche di Kevin Anderson, autore di un ottimo 2018. E del ritorno di volti già visti come Zverev, Cilic, Thiem e appunto Kei Nishikori.

ATP Finals 2018: sorteggio e precedenti

Gruppo KUERTEN

[1] Novak Djokovic: vs Zverev 1-1; vs Cilic 16-2, vs Isner 8-2.

[3] Alexander Zverev: vs Djokovic 1-1; vs Cilic 5-1; vs Isner 4-1

[5] Marin Cilic: vs Djokovic 2-16; vs Zverev 1-5; vs Isner 7-3

[8] John Isner: vs Djokovic 2-8; vs Zverev 1-4; vs Cilic 3-7

Gruppo HEWITT

[2] Roger Federer: vs Anderson 4-1; vs Thiem 1-2; vs Nishikori 7-2

[4] Kevin Anderson: vs Federer 1-4; vs Thiem 6-2; vs Nishikori 3-5

[6] Dominic Thiem: vs Federer 2-1; vs Anderson 2-6; vs Nishikori 1-3

[7] Kei Nishikori: vs Federer 2-7; vs Anderson 5-3; vs Thiem 3-1

Gruppo 'Kuerten': il borsino

Inevitabile non partire dal nuovo numero 1 del mondo, e dunque dal ‘Gruppo Kuerten’. Djokovic arriva da favorito numero 1 alla vittoria finale e fresco di una sconfitta per certi aspetti anche salutare. Il ko contro Khachanov in finale del Masters 1000 di Parigi ha messo fine a una striscia iniziata in pieno agosto di 22 successi consecutivi. Da qui la scalata di cui già di è ampiamente discusso e celebrato a dovere. Il serbo, all’11esima partecipazione – 5 titoli vinti, una clamorosa percentuale vicino al 50! – mette nel mirino il record di Federer di 6 successi.

Nel girone Djokovic se la dovrà vedere con Zvever, avversario sulla carta più temibile e col quale vanta un pareggio nei precedenti (1-1); e con due big server sostanzialmente sempre battuti in carriera. Djokovic conduce infatti 16-2 con Cilic e 8-2 con Isner. Difficile ipotizzare il serbo fuori dai giochi prima delle semifinali.

Novak Djokovic

Novak DjokovicSID

Dietro, dunque, un posto per 3. I numeri in questo caso parlano chiaramente a favore del tedesco, che in questa stagione ha ancora una volta dimostrato come le cose migliori le sappia fare nel 2 su 3. In finale a Miami (dove perse proprio da Isner), così come a Madrid (vinto) e a Roma (perso). Poi in semifinale a Monte Carlo e Shanghai. Ai quarti in Canada e a Parigi Bercy. E’ in questi eventi, a prescindere dalla superficie, che Zverev ha costruito la sua classifica, confermando che la disciplina è completamente differente a livello di approccio mentale nella sua formula breve (3 set) o lunga (5 set). Se si esclude inoltre l’exploit di Copil a Basilea, Zverev si è arreso nell’ultima parte di stagione solo a gente che poi ha vinto il torneo: ovvero Djokovic a Shanghai e Khachanov a Parigi. E dunque…

Dunque pare difficile - visti anche i testa a testa con il tedesco – pensare a un exploit dei due big server del girone. Cilic infatti ha dei numeri terrificanti alle Finals – una vittoria in 4 partecipazioni e 8 partite complessive giocate; Isner può essere più insidioso perché certamente spinto dallo stimolo della ‘prima volta’ e voglioso di mettersi in mostra. Il suo finale di stagione però è stato tutto fuorché entusiasmante: dallo US Open ha giocato 7 partite tra Stoccolma, Vienna e Bercy; perdendo da Gulbis, Monfils e Khachanov.

  • [1] N. DJOKOVIC – ATP Finals Record 31-11. 11esima partecipazione: 5 titoli
  • [3] ALEXANDER ZVEREV – ATP Finals Record 1-2. Seconda partecipazione: RR nel 2017
  • [5] MARIN CILIC – ATP Finals Record 1-8. Quarta partecipazione: mai oltre il RR
  • [8] JOHN ISNER – Prima partecipazione
Il Gruppo Kuerten delle ATP Finals 2018: Djokovic, Zverev, Isner e Cilic

Il Gruppo Kuerten delle ATP Finals 2018: Djokovic, Zverev, Isner e CilicEurosport

Gruppo 'Hewitt': il borsino

Diverso e parecchio più equilibrata – sempre sulla carta – si presenta la situazione nel gruppo ‘Hewitt’, ovvero quello di Federer. Lo svizzero ha faticato tantissimo nella fase asiatica post US Open e ha convinto relativamente poco anche nella vittoria del torneo di casa a Basilea. Poi però a Parigi, in semifinale contro Djokovic, ha dimostrato di poter ritrovare picchi di grandissimo tennis, se stimolato a dovere. Uno di questi potrebbe essere evitare di farsi raggiungere da Djokovic a quota 6 titoli (col serbo per altro a un minor numero di partecipazioni, ovvero 12 contro le 16 di Federer), ma anche – e più semplicemente – prendersi la rivincita per quanto successo pochi giorni fa a Bercy e portare via il simbolico titolo n°100 della carriera. Sulla strada di Roger: Thiem, Anderson e Nishikori. Ognuno di questi ha qualcosa da dire.

Roger Federer festeggia il titolo n°99 della carriera a Basilea, 2018.

Roger Federer festeggia il titolo n°99 della carriera a Basilea, 2018.Getty Images

L’austriaco, ad esempio, vanta un clamoroso vantaggio negli scontri diretti. Statistica interessante perché formata da 3 partite su 3 superfici diverse. E se la vittoria su terra era quasi scontata, meno lo fu quella sull’erba di Stoccarda. Tutti i precedenti risalgono però al 2016; e il finale di stagione di Thiem ha messo in mostra un giocatore mai così positivo come quest’anno sul cemento indoor. L’austriaco arriva a Londra forte di risultati più che discreti per la natura del suo tennis: il titolo a San Pietroburgo, i quarti di finale a Vienna e la semifinale di Bercy. Basterà per invertire il suo ‘storico’ contro Anderson e Nishikori.

Già perché Thiem contro questi due avversari è sotto 2-6 (Anderson) e 1-3 (Nishikori) negli scontri diretti. E la superficie, nonostante i progressi, non può non dare favoriti questi due nel ‘posto extra’ dopo quello di Federer.

Sul passaggio del turno dello svizzero in teoria infatti ci sono pochi dubbi: le condizioni fisiche e il ritmo partita sono andate tutte in crescendo nelle ultime settimane; dunque mettere in discussione la qualificazione dell’elvetico in semifinale, alla viglia, è esercizio ardito. Così come ardito è capire quale degli altri 3 sia il candidato ad arrivare al sabato. Forse Nishikori potrebbe apparire un pelo avanti. Vuoi perché il giapponese su 4 partecipazioni alle Finals ha giocato 2 semifinali; vuoi perché arriva sull’onda lunga di una stagione che dalla semi dello US Open in poi gli ha dato solo sorrisi. Curioso però come le sconfitte siano arrivate praticamente tutte con gente che si ritrova nel girone: 2 con Federer (Shanghai e Parigi Bercy) e una con Anderson, in finale a Vienna (poi vendicata la settimana dopo a Bercy).

Kei Nishikori e Kevin Anderson al termine dell'ATP 500 di Vienna 2018 vinto dal sudafricano per 2 set a 0

Kei Nishikori e Kevin Anderson al termine dell'ATP 500 di Vienna 2018 vinto dal sudafricano per 2 set a 0Imago

Dunque occhio all’equilibrio di questo gruppo, che dovrebbe sulla carta regalare più battaglia dell’altro. Il resto, come sempre, lo farà la forma fisica. Vera discriminante di un torneo che, da anni, vede arrivare i protagonisti con il serbatoio ampiamente in riserva.

  • [2] ROGER FEDERER – ATP Finals Record 55-13. 16esima partecipazione: 6 titoli
  • [4] KEVIN ANDERSON – Prima partecipazione
  • [6] DOMINIC THIEM – ATP Finals Record 2-4. Terza partecipazione: mai oltre il RR
  • [7] KEI NISHIKORI – ATP Finals Record 4-7. Quarta partecipazione: due volte in semifinale
Il Gruppo Kuerten delle ATP Finals 2018: Federer, Anderson, Thiem e Nishikori

Il Gruppo Kuerten delle ATP Finals 2018: Federer, Anderson, Thiem e NishikoriEurosport

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