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Bum-bum Sascha! Zverev in versione lusso: annientato Nadal

Bum-bum Sascha! Zverev in versione lusso: annientato Nadal

Il 11/11/2019 alle 22:35Aggiornato Il 12/11/2019 alle 08:38

Il tedesco onora il titolo di campione in carica delle Finals con un esordio davvaero da applausi. Con una prova impeccabile al servizio spegne le velleità di un Nadal che non riesce a trovare per una volta la contromisura: 6-2, 6-4 Zverev che vola così in vetta al Gruppo Agassi. Mercoledì per Nadal una sfida già decisiva con Medvedev.

dall'inviato a LONDRA - Un esordio da maestro per il ‘Maestro’ in carica. Già perché se è vero che fino all’ultimo momento Alexander Zverev non è stato certo di poter difendere il titolo conquistato qui lo scorso anno, altrettanto lo è che meglio non poteva onorare un traguardo riconquistato solo a Parigi Bercy. Una vittoria – e che vittoria – contro il n°1 del mondo Rafael Nadal.

Una partita – suona strano pensarlo quanto scriverlo – che di fatto non è mai esistita: Zverev infatti ha tirato fuori una prestazione ‘monstre’ al servizio: 4 punti lasciati in tutto il match quando ha messo la prima in campo, zero palle break concesse e la reale sensazione di essere in una serata di assoluta grazia con un colpo che troppo spesso in carriera ha viaggiato a corrente alternata, il dritto.

Nel concorso per mettere in piedi il ‘no-contest’ ha partecipato però anche Rafael Nadal. Di contro, rispetto alla prestazione eccellente di Zverev, abbiamo potuto registrare un Nadal tutto fuorché al meglio della sua forma. Non è stata infatti solo la misura della sconfitta, quanto la sostanza con cui si è palesata agli occhi del pubblico. Al di là dei problemi ai muscoli addominali che già l’avevano costretto al forfait a Parigi Bercy, è stato il principale termometro di Rafa a dirci che ci fosse qualcosa di strano. Nadal infatti ha steccato tantissimo col dritto, lasciando dunque all’evidenza due possibili spiegazioni: 1. La scarsa condizione di forma 2. Il complicato adattamento a una superficie a detta di tutti (Berrettini compreso) particolarmente veloce e dove la palla rimbalza poco. Quest’ultimo punto, chiaramente, ritraducibile nell’accorciamento del timing necessario a scatenare il topspin del maiorchino, spesso dunque fuori giri.

Zverev alle ATP Finals 2019 dopo la vittoria su Nadal

Zverev alle ATP Finals 2019 dopo la vittoria su NadalSID

3 sorprese su 4: gode Djokovic, può tornare n°1 del mondo

Dopo il primo giro di boa dunque queste ATP Finals hanno regalato risultati piuttosto sorprendenti. Tre dei primi quattro giocatori del mondo – Nadal, Federer e Medvedev – si sono arresi a chi gli sta sotto; due di questi per giunta trovando la prima vittoria in carriera negli scontri diretti. Una situazione a cui solo Djokovic ha posto rimedio con Berrettini; e che proprio Djokovic può andare ad agevolare: dovesse il serbo vincere il torneo da imbattuto, tornerebbe nuovamente n°1 del mondo.

Nel mentre occhio a cosa succederà però mercoledì in questo gruppo: l’incrocio Nadal-Medvedev, remake dell’ultima finale dello US Open, sarà già un dentro/fuori per uno dei due. Di contro Tsitsipas e Zverev avranno il privilegio di mettere una seria ipoteca sul passaggio in semifinale. Per un’edizione che da anni non era così imprevedibile e ricca di colpi di scena nella prima giornata. Ribadiamo dunque il concetto già espresso ieri: vietato prendere impegni.

Video - Tutto il meglio di Nadal-Medvedev in 190 secondi: una finale che è già nella storia

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