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Berrettini, è storia: sconfitto Thiem, prima vittoria italiana alle Finals

Berrettini, è storia: sconfitto Thiem, prima vittoria italiana alle Finals

Il 14/11/2019 alle 16:42Aggiornato Il 14/11/2019 alle 18:36

Seppur contro un Thiem già qualificato, Matteo Berrettini gioca una partita molto solida trovando così la prima vittoria italiana di sempre alle ATP Finals: 7-6, 6-3 il punteggio. Berrettini grazie a questo successo si porta via 200 punti ATP in più e 185mila euro di prize money. Thiem già qualificato come primo del Gruppo Borg. Stasera lo spareggio Federer-Djokovic.

dall'inviato a LONDRA - Non Adriano Panatta. E nemmeno Corrado Barazzutti. Ma è Matteo Berrettini il nome del primo storico tennista italiano ad aver vinto una partita al Masters di fine anno, lo show riservato solo ai migliori 8 di una singola stagione.

Ci ha messo tutto quello che era giusto mettere oggi, Matteo Berrttini: voglia, orgoglio e tennis. Tre componenti per levarsi una soddisfazione personale non da poco: dimostrare al pubblico londinese – e non solo – di essere stato un giocatore di alto livello in questa stagione e chiuderla, in attesa della Coppa Davis, come meglio in fondo non avrebbe potuto. Certo, Dominic Thiem, da questa sfida, non aveva nulla da chiedere: già qualificato come primo nel girone dopo aver sconfitto Federer e Djokovic, l’austriaco giocava di fatto solo per mantenere viva la speranza dell’en-plein (che in caso di vittoria finale del torneo regala ulteriori extra denari); una motivazione tutto sommato da poco per chi sabato dovrà conservare le energie in vista della semifinale. Berrettini di contro, come anticipato, giocava per la storia e per l’orgoglio personale. E oggi tutto ciò si è dimostrato come una spinta superiore.

In una partita infatti che non ha visto grossi picchi dal punto di vista dello spettacolo, Berrettini ha fatto valere le armi di sempre: servizio e dritto. Colpi a cui una ‘spruzzata’ di magia con un paio di passanti di rovescio in recupero nei punti chiave – nel tie-break del primo set o per prendere il break di vantaggio nel secondo – hanno impreziosito il pomeriggio. Berrettini ha di fatto avuto un unico passaggio a vuoto proprio dopo l’allungo sul 5-4, quando in un turno un po’ tremolante al servizio si era fatto riprendere sul più bello. Poi però, dal tie-break (dominato) in poi, Berrettini ha sostanzialmente dimostrato più fame e più voglia di prendersi questa partita.

L’Italia termina così un’attesa lunga una vita; e alla terza apparizione alle Finals dopo quella del ’75 di Panatta e del ’78 di Barazzutti, trova in Matteo Berrettini il primo azzurro di sempre a vincere almeno una partita. Piccole soddisfazioni così come piccoli passi in avanti per una racchetta che in futuro – visto il livello di Matteo e il potenziale del 18enne al momento più forte del mondo, Jannik Sinner – potrebbe sorriderci. Nell’attesa ci si accontenta. E si spera che Matteo, questo spirito, se lo porti anche in Coppa Davis dove da martedì insieme a Fognini, Seppi, Sonego e Bolelli rappresenterà a Madrid un’Italia con qualche ambizione in più rispetto al passato.

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