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La dura legge di Djokovic: Berrettini, l'esordio è una 'rullata' 6-2, 6-1

La dura legge di Djokovic: Berrettini, l'esordio è una 'rullata' 6-2, 6-1

Il 10/11/2019 alle 16:15Aggiornato Il 10/11/2019 alle 16:52

Matteo gioca una partita troppo fallosa e Djokovic invece non sbaglia mai: l'esordio è una dura lezione 6-2, 6-1 in poco più di un'ora. Per Berrettini poche chance oggi e una partita dove si porta via tutto sommato anche poco del suo gioco. Nole così scappa subito in testa al Gruppo Borg.

dall'inviato a LONDRA - Lezione, parte II. Giusto qualche mese fa, proprio da queste parti, ma nella decisamente più ‘posh’ cornice di Wimbledon, Matteo Berrettini provava a bussare ai piani altissimi dell’elite del tennis, reclamando il suo spazio: la risposta fu una sonora batosta da Roger Federer nel suo giardino, con tanti saluti e un ‘grazie’ per la lezione ricevuta negli ottavi di finale e sul campo centrale più famoso del mondo.

Quattro mesi dopo, Matteo Berrettini, quell’elite del tennis se l’è anche presa: con merito e dopo una corsa incredibile fino alla semifinale degli US Open; risultato fondamentale per arrivare per la seconda volta nella stagione qui a Londra, perché se la prima è concessa a tanti, il passaggio autunnale dalla O2 arena è privilegio per pochi.

Video - Matteo Berrettini, un sogno chiamato ATP Finals dopo un magico 2019

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La risultate però del secondo squillo a chi davvero conta, è stato più o meno lo stesso di qualche mese fa: come Federer, Djokovic ha spiegato a Matteo Berrettini perché da più di 10 anni a questa parte nel tennis comandano sempre gli stessi.

E’ un’altra lezione quella che Berrettini si porta via da Londra: un 6-2, 6-1 in poco più di un’oretta decisamente meno appariscente rispetto a quello dello svizzero, ma non per questo altrettanto brutale nel suo contenuto. Djokovic infatti ha mostrato di cosa è fatto il suo tennis: risposta, elasticità difensiva, pochissime concessioni ed enorme mentalità vincente. Berrettini, che nell’approccio a questa partita è arrivato anche piuttosto contratto – comprensibile vista la cornice e l’evento – è così stato spazzato via dal treno Djokovic. Mentre il romano infatti provava ad accelerare col suo tennis, espresso tra l’altro solo a rari tratti, Nole concedeva soltanto 3 errori gratuiti in tutto il primo set; Berrettini 17 – a fronte tra l’altro di 15 punti vinti.

Berrettini vs Djokovic - ATP Finals 2019

Berrettini vs Djokovic - ATP Finals 2019Getty Images

Impossibile, matematicamente ancora prima che tennisticamente, rimanere in partita. Un leitmotif che si è fatto ancora più evidente nel secondo set, quando Berrettini ha provato a chiedere qualcosa in più alla sua prima di servizio – 71% alla fine il totale di prime messe in campo, numero più che dignitoso – ma 4-0 di parziale Novak Djokovic, semplicemente straordinario nelle letture in risposta.

E’ arrivata così la sconfitta per Matteo Berrettini, che da questa esperienza e in questo girone dovrà più che altro apprendere e farsi le ossa. Era difficile pensare che potesse succedere qualcosa di diverso: il tennis è infatti disciplina ancora di appartenenza dei 3 dittatori; e sebbene qualcuno provi più o meno timidamente a bussare alla porta, la risposta è sempre la stessa: riprovare più tardi. Dopo Federer e Nadal, Berrettini ringrazia e porta a casa anche l'insegnamento di Djokovic. Gli sarà di certo utile nel presumibilmente più democratico futuro.

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