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Federer mette fine al suo tabù con Djokovic: partita sontuosa, Roger in semifinale

Federer mette fine al suo tabù con Djokovic: partita sontuosa, Roger in semifinale

Il 14/11/2019 alle 22:25Aggiornato Il 14/11/2019 alle 23:18

Dopo 5 sconfitte consecutive e 4 anni di digiuno, Federer torna a battere Djokovic: 6-4, 6-3 al termine di una partita semplicemente sontuosa. Lo svizzero vola in semifinale delle ATP Finals 2019, mentre Djokovic viene così eliminato al girone. Un ko che al serbo costa anche la chance di tornare n°1 del mondo: a prescindere dal vincitore, l'anno sarà chiuso in vetta da Rafael Nadal.

dall'inviato a LONDRA - Non è una questione di numeri, né tantomeno di titoli. Non sono i trofei, i guadagni, né l’amore del pubblico. La magia di Roger Federer è probabilmente nella capacità di saper sorprendere tutti. A 38 anni suonati, infatti, e dopo due partite tendenzialmente mediocri come quelle con Thiem e Berrettini, in pochi – forse nessuno – avrebbe scommesso su un Roger Federer a questo livello. Invece, come per magia, dal cilindro elvetico, è venuta fuori l’ennesima sorpresa, l’ennesimo colpo da maestro di un artista geniale.

In fondo era anche una questione d’orgoglio. C’era da cancellare l’onta subita pochi mesi fa a Wimbledon; quella che per molti – comprensibilmente e abbastanza attendibilmente – è stata la sconfitta più dura della sua carriera. Sarà stato allora il dente avvelenato, insieme a una secchiata di talento e una forma fisica improvvisamente apparsa come quella dei giorni migliori, che Roger Federer ha saputo scatenarsi. Lo svizzero, dopo 5 sconfitte consecutive – peggior striscia della rivalità su 48 incontri prima di oggi – e a 4 anni esatti dall’ultima volta (per altro proprio qui alla O2 Arena), è tornato a sconfiggere Novak Djokovic: 6-4, 6-3.

Roger Federer durante la sfida con Novak Djokovic alle ATP Finals 2019

Roger Federer durante la sfida con Novak Djokovic alle ATP Finals 2019Getty Images

Una partita sontuosa dello svizzero. Semplicemente strepitoso. Sublimata da un primo set ai limiti della perfezione tennistica. Che Federer fosse particolarmente caldo infatti si è intuito fin da subito, mostrandoci tutto il repertorio della casa al servizio – slice, kick, ace piatti interni ed esterni – ma soprattutto una convinta incisività in spinta sul lato del rovescio. Djokovic, come al solito, fin dai primi scambi, aveva infatti provato a testarlo sul solito nervo scoperto: Federer però, come anestetizzato dalla voglia di vendetta, ha sparato a tutta anche su quella diagonale. Ne è venuta fuori una partita a tratti addirittura a senso unico, con Djokovic chiuso all’angolo e costretto a limitare i danni. Persino un risponditore come il serbo si è dovuto inchinare a percentuali bulgare di Federer: 8 ace, 83% di prime in campo, 100% di punti vinti con la seconda, 12 vincenti, un solo errore non forzato, 3 punti persi complessivamente al servizio. Insomma, meglio di così, impossibile giocare a tennis.

Djokovic, intuita l’antifona, ha provato ad alzare il suo livello a inizio secondo set. E’ rimasto incollato al match, ha annullato con orgoglio e testa due palla break subito nel primo game, si è anche costruito una chance di break nel quarto gioco; poi però, vista sfuggire quella, si è dovuto arrendere al finale spiritato di Federer, capace da quel momento in poi di piazzare un parziale di 5 giochi a 1.

Quella dello svizzero si è palesata così come una dimostrazione di forza, un atto di orgoglio, una rivincita che non ripagherà mai – chiaramente – della beffa di Wimbledon, ma che si materializza come un messaggio lanciato al mondo intero e a sé stesso: “sì, sono ancora in grado di giocare partite così”.

Il mondo del tennis prende atto. E ringrazia. Federer vola in semifinale per la 16esima volta su 17 partecipazioni al torneo dei Maestri. Troverà uno tra Tsitsipas, Zverev o Nadal. E se queste sono le premesse, noi, francamente, non vediamo l’ora di lasciarci sorprendere ancora una volta.

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