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Impresa Thiem, è semifinale. Djokovic-Federer sarà uno spareggio. Eliminato Berrettini

Impresa Thiem, è semifinale. Djokovic-Federer sarà uno spareggio. Eliminato Berrettini

Il 13/11/2019 alle 00:01Aggiornato Il 13/11/2019 alle 00:36

L'austriaco gioca una partita straordinaria e dopo 2 ore e 47 minuti di battaglia supera Djokovic in rimonta: 6-7, 6-3, 7-6 il punteggio. Thiem vola così in semifinale da primo del girone con un turno di anticipo, eliminando automaticamente Matteo Berrettini. Giovedì la sfida tra Djokovic e Federer sarà uno spareggio per il secondo posto del Gruppo Borg.

dall'inviato a LONDRA - Mettiamo subito le cose in chiaro: in un girone con Djokovic, Federer e Berrettini, non in molti avrebbero scommesso su Dominic Thiem. E quasi certamente nessuno l’avrebbe fatto su un Thiem qualificato con un turno d’anticipo, da primo del girone, dopo aver trovato due successi prima su Federer e poi su Djokovic.

Questo è invece ciò che è accaduto in queste equilibratissime ATP Finals 2019, dove a palesarsi come la vera sorpresa del torneo è il trasformato tennista austriaco. Già perché se negli occhi avete ancora lo straordinario terraiolo capace di giocarsela sì al Roland Garros e dintorni, ma decisamente in difficoltà altrove con la sua posizione parecchio dietro la linea del servizio, la versione de-GünterBresnikizzata di Thiem e affidata alle cure di Nicolas Massu dice che questo è un giocatore straordinario anche su questa superficie. Qualcosa in fondo l’avevamo già intuito quest’inverno, quando l’austriaco era andato a vincere in rimonta la finale di Indian Wells proprio su Roger Federer. Questo finale di stagione ha però levato ogni dubbio: questo Thiem è un giocatore buono per tutte le stagioni.

D’altra parte non si batte per caso uno come Novak Djokovic. O meglio, non lo si batte in una serata in cui il serbo ha giocato a un ottimo livello di tennis. Thiem però ha messo in piedi una partita straordinaria sia dal punto di vista tennistico che mentale. In primis infatti, l’austriaco, non ha mollato la presa quando aveva visto sfuggire un primo set giocato in maniera eccellente; poi, dopo aver rimesso le cose in parità con un ottimo secondo set, non è crollato nemmeno nel terzo parziale, quando il ‘malefico Djoker’ si è dimostrato capace ancora una volta di tirare fuori un colpo dal cilindro quando era ormai spalle al muro.

Il controbreak per riprendere Thiem quando l’austriaco sembrava ormai lanciato; ma soprattutto il controbreak sul 6-6, quando il numero 5 del mondo gli aveva levato la battuta con un break a zero nell’undicesimo – e apparentemente definitivo – game della partita.

No, Thiem è sempre rimasto mentalmente attaccato al match e l’ha fatto portando a termine fino alla fine il compito che si era dato: giocare aggressivo.

Dominic Thiem dopo la vittoria su Djokovic alle ATP Finals 2019

Dominic Thiem dopo la vittoria su Djokovic alle ATP Finals 2019Getty Images

Il leitmotif infatti, la costante con cui Thiem ha tenuto Djokovic sul filo del rasoio per 2 ore è 47 minuti, è stata una versione di se stesso capace di incidere indifferentemente con il rovescio e con il dritto; quest’ultima novità se ne consideriamo il livello di profondità, violenza ed efficienza. E poi le discese a rete: tante, per un giocatore fino un annetto fa calamitato ben oltre la linea di fondo. Thiem ha giocato aggressivo ed è venuto a chiudere i punti nei pressi del net ogni qualvolta ne ha avuto la possibilità.

Insomma, Thiem ha vinto con una partita di alto livello, in cui anche la controparte non ha ovviamente sfigurato. Anzi. Djokovic è sempre rimasto lì nonostante la serata di grazia dell’avversario; e di fatto ha alzato bandiera bianca solo al tie-break del terzo e decisivo set, perso per altro per 7 punti a 5.

Thiem in semifinale, Berrettini eliminato. Djokovic-Federer la secca

La realtà dei fatti però consegna un girone a questo punto ormai scritto: Thiem qualificato in semifinale e aritmeticamente primo nel girone; Matteo Berrettini eliminato. Il match tra Djokovic e Federer diventa così un vero e proprio spareggio; o un ‘quarto di finale’, se preferite, che apre la strada alla semifinale di sabato dove uno dei due incrocerà il primo classificato del Gruppo Agassi (Zverev, Tsitsipas, Medvedev o Nadal, in rigoroso ordine di attuale classifica).

Godono gli organizzatori, che avranno certamente un prime-time di clamoroso richiamo; così come gli spettatori di un’edizione delle Finals che si sta confermando più che mai imprevedibile e divertente.

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