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Tutti a scuola da Roberta: la Vinci dà lezioni alla Falconi

Tutti a scuola da Roberta: la Vinci dà lezioni alla Falconi

Il 20/01/2016 alle 04:05Aggiornato Il 20/01/2016 alle 09:59

Secondo turno di assoluta scioltezza per la testa di serie numero 13 del torneo. La statunitense Falconi si arrende al grande tennis della Vinci per 6-2, 6-3. Roberta eguaglia così il miglior risultato qui in Australia - terzo turno - e contro la tedesca Friedman, venerdì, avrà concrete chance di migliorarlo

da MELBOURNE – Che il suo status tennistico, da quella famosa semifinale, sia cambiato, è ormai evidente davvero a tutti. Roberta Vinci si muove e gioca come una superstar del tennis… e per questa ragione può capitare, in un “banalissimo” secondo turno, di vederla imprimere alle avversarie lezioni di tennis.

Non che fosse necessaria una partita per cambiare valori che Roberta, nei confronti di molte tenniste, ha sempre avuto. Ma più che altro qui è subentrata una sana dose di “consapevolezza” che sta permettendo alla Vinci, ormai a quasi 33, un ulteriore step nella sua carriera.

Veder per credere con quale tranquillità e padronanza dei mezzi la tarantina ha “scherzato” la malcapitata statunitense Irina Falconi.

“Un allenamento agonistico”, avrebbe dentro il maestro Clerici. Ed è ciò in cui si è realmente prodotta la Vinci in questo primo pomeriggio australiano. Senza alcuna possibilità di porle dei problemi, la Falconi si è presto ritrovata davanti alla realtà dei fatti: era impotente.

La Vinci infatti, dal 4-2 e vantaggi del primo set – unico attimo in cui la Falconi ha provato a entrare in partita – ha infilato un impressionante parziale di 18 punti a 1 che l’ha portata fino al 3-0 del secondo.

Punti arrivati davvero in ogni modo: attacchi, lavorazioni in back, discese a rete, volée, contro-difese in lob e chi più nel ha più ne metta. Insomma, un vero dominio.

Roberta si gode così l’accesso al terzo turno che eguaglia così il miglior risultato ottenuto qui in Australia (2013, 2010 e 2006). Venerdì però, contro la tedesca Anna-Lena Friedsman – alla prima volta in carriera così avanti in uno slam – la sensazione che si posso andare un po’ oltre è qualcosa in più di una semplice ipotesi.

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