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Clamoroso all'Australian Open: Denis Istomin elimina Novak Djokovic!

Clamoroso all'Australian Open: Denis Istomin elimina Novak Djokovic!

Il 19/01/2017 alle 09:24Aggiornato Il 19/01/2017 alle 12:56

L'uzbeco, qui grazie a una wild-card da vincitore degli Asian Game e numero 117 del mondo, elimina il 6 volte vincitore del torneo Novak Djokovic al termine del match della vita: 7-6(8), 5-7, 2-6, 7-6(5), 6-4 in 4 ore e 50 minuti di battaglia! Che impresa!

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da MELBOURNE - Allora, mettiamola così, ancor prima di raccontarvi la partita leggete queste parole: “Prima di tutto vorrei dire che mi dispiace per Novak, ma oggi stavo giocando troppo bene”. La citazione è di Denis Istomin, tennista uzbeco noto al pubblico italiano per le puntuali maratone al 5° set contro Andreas Seppi, ma oggi giustiziere – proprio al 5° - del sei volte campione di questo torneo ed ex numero 1 del mondo Novak Djokovic.

Sembra quasi scusarsi Istomin, consapevole di aver tirato fuori la partita della vita; una di quelle prestazioni da 63 vincenti che sul centrale e contro uno dei tennisti più forti del mondo vengono fuori una e soltanto una volta nella vita. Il pubblico però apprezza la sincerità e applaude, così come aveva fatto per l’uscita di quello che fino a qualche minuto fa era il campione in carica.

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E paradossalmente, sulla prestazione di Istomin, non c’è molto altro da aggiungere. L’uzbeco – qui grazie a una wild-card vinta lo scorso 5 dicembre a Duckhee Lee e messa in palio dall’Australian Open nei suoi Asia-Pacific games – ha giocato, ma soprattutto corso lungo la linea di fondo, come mai aveva fatto nella vita. Il tutto per 4 ore e 48 minuti, durata effettiva del match.

Djokovic di contro è apparso un re nudo, spogliato dal titolo di più forte del circuito alla fine della scorsa stagione dall’attuale numero 1 Andy Murray e da quel momento più che mai vulnerabile. Agli avversari, alle giornate no, alla possibilità di essere effettivamente sconfitto. Non qualcosa da dimenticare per chi fino ad oggi aveva dato l’impressione di potersi salvare sempre e comunque, come raccontano le tante vittorie prese con le unghie lungo il corso della carriera e una corsa che negli slam non lo vedeva uscire così preso da Wimbledon 2008, quando perse da Marat Safin… Non esattamente Denis Istomin in termini di talento su un campo da tennis.

E invece Djokovic è apparso oggi vulnerabile. Ha perso un primo set non sfruttando due palle set; si è salvato sul 5-4 del secondo set aggrappandosi al servizio e annullando due palle del 2-0 Istomin; ha provato e trovato l’allungo nel terzo che sembrava potesse cambiare le carte in tavola, ma per sua stessa ammissione non è stato cinico a sufficienza a inizio quarto set, quando effettivamente avrebbe potuto scavare il gap. E si è così trovato inguaiato proprio a fine set, quando Istomin – nonostante le ore in campo – ha probabilmente iniziato a percepire davvero che l’impresa si potesse fare.

L’uzbeco a quel punto ha tirato a tutta, consapevole che gli dei del tennis oggi fossero dalla sua e capace di trovare improbabili soluzioni vincenti anche il lungolinea di rovescio – come visto nel momento chiave del finale di quarto set – e di certo non specialità della casa.

Il resto è venuto da sé nella partita decisiva. Un momento dove Djokovic non è riuscito a cambiare passo come spesso accaduto in carriera – ricordate il match con Simon qui lo scorso anno ad esempio? – e ha subìto un break nel quinto game che Istomin ha portato poi – senza troppa fatica – fino al porto sognato del 6-4 finale.

La parte bassa del tabellone si apre così a tutti gli scenari possibili. Rafa Nadal sogna, Milos Raonic è probabilmente il favorito, Monfils vorrà provarci, il giovane Alex Zverev ha una ghiotta occasione per provare il primo exploit della carriera e Dominic Thiem e Grigor Dimitrov certamente proveranno a dire la loro. Certamente, a questo punto, sarà una finale inaspettata. E per il ricambio tanto atteso nel tennis, in fondo, può andar bene così.

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