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Nadal dà il massimo, ma è costretto al ritiro contro un grande Cilic

Nadal dà il massimo, ma è costretto al ritiro contro un grande Cilic

Il 23/01/2018 alle 13:03Aggiornato Il 23/01/2018 alle 15:56

In una battaglia durissima il maiorchino vince il primo e il terzo parziale, viene ripreso due volte dal croato ed è obbligato ad arrendersi nel quinto set per un problema fisico: il verdetto è 3-6 6-3 6-7(5) 6-2 2-0 in 3 ore e 50 minuti. La testa di serie numero 6 vola in semifinale contro Kyle Edmund per l'occasione della vita di entrambi.

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La prima semifinale degli Australian Open sarà Cilic-Edmund. Una vera sorpresa, un verdetto impronosticabile alla vigilia quando tutti si attendevano la riedizione del confronto di dodici mesi fa tra Nadal e Dimitrov. Il numero 1 del mondo dice arrivederci a Melbourne e lo fa da combattente, fino a quando il fisico non lo tradisce portandolo al ritiro.

Marin Cilic gioca un match di altissimo livello e ha il merito di trascinare il suo avversario al quinto set. In passato la testa l’aveva tradito in più occasioni, ma questa volta il croato è abilissimo a cancellare un primo set in cui a dominare è il mancino di Manacor. Sul break del 3-2 del secondo parziale, la strada sembra tutta in discesa per la testa di serie numero 1. In pochi istanti, però, comincia la partita di Cilic.

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La profondità dei colpi del vincitore degli US Open 2014 si unisce a vincenti a tutto braccio potenti e a ridosso delle righe: "badilate" di dritto e di rovescio, in lungolinea e in diagonale con la medesima disinvoltura. Quattro game consecutivi valgono il set (6-3) e sull’onda lunga Cilic, complice un maiorchino decisamente meno efficace al servizio (25% di punti vinti con la seconda nel secondo parziale), continua a spingere anche nel terzo set.

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La partita diventa bellissima perché Nadal, colpevole di non aver inferto la mazzata del ko quando poteva, alza a sua volta l’asticella del suo tennis e resta avanti annullando le palle-break del croato. Dopo aver cancellato un set-point la testa di serie numero 6 vanifica lo sforzo al tie-break: sul 4-4 e sul 5-5 i rimpianti si sommano, in particolare con un dritto dal peso enorme scaraventato fuori.

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Cilic, però, dimostra di avere una maturità sorprendente, non si lascia abbattere dal gancio fisico e morale di Nadal e comanda il quarto set dall’inizio alla fine, quando i suoi vincenti toccano quota 77 (contro i 37 di Rafa). Sul 4-1 il vincitore dell’edizione 2009 chiama il trainer per un problema fisico che condiziona visibilmente i suoi movimenti e il suo servizio.

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Sul 2-0 Nadal alza bandiera bianca e stringe la mano al suo avversario interrompendo un’agonia: 3-6 6-3 6-7(5) 6-2 2-0. In tre ore e 50 minuti Marin Cilic si guadagna l’accesso alla seconda semifinale in carriera agli Australian Open dopo quella del 2010. Se vincesse contro Kyle Edmund diventerebbe il numero 3 del mondo ottenendo il suo best ranking. A Melbourne è il giorno delle imprese.

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