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Tsitsipas, la storia continua: sconfitto Bautista-Agut, il greco è in semifinale

Tsitsipas, la storia continua: sconfitto Bautista-Agut, il greco è in semifinale

Il 22/01/2019 alle 06:01Aggiornato Il 22/01/2019 alle 09:31

Dopo aver superato Roger Federer, Stefanos Tsitsipas mette fine anche alla corsa di Bautista-Agut: 7-5, 4-6, 6-4, 7-6. Per il greco prima semifinale slam della carriera. Attende ora il vincente del match Nadal-Tiafoe. E' il tennista più giovane in semifinale dell'Australian Open da Andy Roddick nel 2003.

La favola continua. Già perché anche la prova del nove è stata superata. Una delle regole non scritte del tennis vuole infatti che l'esame più difficile, per gli autori delle ‘imprese’, venga nella partita successiva. Specie se questa è una di quelle considerata 'alla portata'.

Stefanos Tsitsipas, nel suo sogno chiamato Australian Open 2019, ha superato anche quella.

E così, dopo Roger Federer, il giovane tennista greco è riuscito a spingersi oltre, collezionando anche lo scalpo di Roberto Bautista-Agut, come lui alla prima di sempre in un quarto di finale nei torni dello slam.

Tsitsipas ha vinto mostrando la solidità necessaria nei momenti chiavi e un talento, in termini di capacità balistiche dentro il campo, rispetto al proprio avversario, sostanzialmente maggiore. Una componente, quest’ultima, non sempre però discriminante al successo. Anzi, spesso forviante dato di inattendibili analisi non empiriche dove non viene mai considerato l'altro ingrediente fondamentale per il successo della formula: il quoziente intellettivo. E Tsitsipas, anche oggi, dopo la solidissima prova con Federer, ha invece dimostrato di avere entrambe le soluzioni richieste.

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Basti guardare l’andamento dei set. In tutti e 3 i primi parziali, Bautista-Agut si è infatti sempre trovato avanti 4-2. Alla fine, però, il primo e il terzo, sono andati al greco, capace di impennare il suo rendimento nei momenti più importanti.

Bautista invece ha pagato – suo malgrado – uno dei pochi aspetti non impeccabili del suo tennis iper-solido: il servizio.

Lo spagnolo è stato infatti pizzicato in risposta, specie quando ha dovuto giocare la seconda. Ciò è successo nel finale di primo e di terzo set; dove appunto Tsitsipas ha costruito la sua fortuna.

Nel quarto e decisivo parziale del match – comunque ben interpretato da parte di entrambi, che non a caso hanno finito con più vincenti che errori – la differenza è arrivata nel tie-break. Già perché Bautista era stato eccellente nell’annullare un match point nel suo ultimo turno di servizio, salvo poi arrendersi a un giocatore che ha trovato soluzioni più estrose – e più coraggiose – nell’ultimo e decisivo conteggio.

Tsitsipas si è imposto così per 7-5, 4-6, 6-4, 7-6 dopo più di 3 ore di lotta, mettendo fine al cammino da applausi di Bautista (14 ore e 3 minuti in campo per battere Murray, Millman, Khachanov e Cilic) ma soprattutto non tradendo le attese dopo le inevitabili scorie del successo con Federer. Un’impresa, che nel tanto citato paragone Federer-Sampras a Wimbledon 2001, non riuscì nemmeno allo svizzero, che nel match successivo di quarti di finale si arrese alle volée di Tim Henman.

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Tsitsipas riesce invece nel passetto in più. Confermando la qualità del suo tennis e la lucidità dei suoi pensieri. In semifinale troverà Nadal o Tiafoe. Nel primo caso – e più probabile – caso, non avrà davvero nulla da perdere. Una ragione in più per non perdersi nemmeno uno scambio della partita.

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