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È sempre Djokovic, Nadal o Federer. Per i Khachanov la vita è ancora durissima…

È sempre Djokovic, Nadal o Federer. Per i Khachanov la vita è ancora durissima…

Il 05/11/2018 alle 11:27Aggiornato Il 05/11/2018 alle 11:42

Dieci anni fa, come oggi, la Top3 della classifica ATP era occupata dai medesimi interpreti. Un dominio lungo una decade di tre leggende del tennis continuano a dettare legge, prendersi titoli e incantare sul campo. Della settimana di Bercy, infatti, tutti ricorderanno l’epica semifinale Djokovic-Federer. Il triste destino della generazione dei Khachanov, vincitore sì, ma ‘senza spettatori’…

La notizia non è nemmeno più una notizia. Ma la curiosità resta; e come tale è giusto sottolinearla, anche perché porta con sé un’analisi che prima o poi qualcuno dovrà prendere in considerazione. Il 5 novembre del 2008 la classifica ATP recitava tale andamento: 1. Rafael Nadal. 2. Roger Federer. 3. Novak Djokovic.

Lunedì 5 novembre 2018, dieci anni esatti dopo, ci risvegliano e scopriamo che al vertice del tennis maschile nulla è cambiato: 1. Novak Djokovic. 2. Rafael Nadal. 3. Roger Federer.

Un’alternanza a cui abbiamo fatto l’abitudine in questo decennio, con l’unica incursione – durata tra l’altro relativamente poco – ascrivibile al buon Andy Murray. Il resto, a fasi alterne, è stata roba di questi tre qua.
Il fatto che la notizia in sé non sorprenda è ancor più ascrivibile alla mitologia di questi 3 interpreti della racchetta, che hanno reso normale ciò che normale non è per nulla. Dieci anni. Un’eternità nella vita reale di noi comuni mortali. Figuriamoci nella compilazione di una classifica dove la discriminante non è la valutazione di un’agenzia di rating, ma l’ascrizione di punteggi reali guadagnati sul campo ogni santa settimana dell’anno. E quindi numeri palpabili. Ogni singolo quindici; trasformato in gioco, partita, incontro. Risultati concreti. Mica chiacchiere o supposizioni. Ecco, da 10 anni – per Roger e Rafa anche qualcosina in più – questi tre tennisti sono ancora qui, a ricordarci che sul gioco, partita, incontro, al vertice, non esiste alternativa a loro.

Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer: Top 3 a distanza di 10 anni

I migliori di sempre. Poi sta a voi decidere quale; e per questo va bene qualsiasi teoria, anche gusto personale e simpatie sono ben accette.

Il resto è un dato di fatto. Una realtà cruda, specie per quelli che arrivano dopo. Di Parigi Bercy, infatti, nessuno ricorderà la finale vinta dal buon Karen Khachanov, che alla generazione di ‘inguaiati’ appartiene a tutti gli effetti. No. Ricorderemo chiaramente, tanto per cambiare, le 3 ore e passa in cui Federer e Djokovic si sono ‘scannati’ dando vita a una delle partite più belle dell’anno.

E così, del buon Karen, 22enne moscovita giustiziere di quattro Top10 durante la sua magica settimana parigina, non resta che la liquidazione coi complimenti di rito e un aneddoto di qualche anno fa, quando Fognini, vendendolo giocare, disse “Se avessi la sua potenza andrei a rete a chiudere tutti i punti. Di testa”. Ecco, nel mentre Khachanov è cresciuto e ha vinto il primo 1000 della carriera. Ma il giorno dopo si parla ancora della semifinale epica tra i soliti due e come la Top3 della classifica ATP sia ancora roba loro.

Karen Khachanov bacia il terreno del Masters 1000 di Parigi Bercy 2018, primo titolo Masters della carriera. Il russo ha battuto Djokovic in finale 7-

Karen Khachanov bacia il terreno del Masters 1000 di Parigi Bercy 2018, primo titolo Masters della carriera. Il russo ha battuto Djokovic in finale 7-Getty Images

Il sintomo migliore per raccontare un fardello che ha già bruciato una generazione – quella dei classe ‘90 – e che probabilmente è destinata ad affossare anche quella successiva. E quella dopo ancora. Perché quando hai raggiunto la vetta più alta di sempre, non resta che scendere. E’ l’inevitabile conseguenza di essere arrivati al picco. Lungo il tragitto si perderanno certamente dei compagni di viaggio, che dalle imprese e dalla grandezza di Djokovic, Nadal e Federer (in rigoroso ordine di classifica odierna) si sono fatti coinvolgere e affascinare; e che con tale metro misureranno inevitabilmente gli altri, rimanendo sicuramente delusi.

Perché la disciplina, oltre i 3 più grandi di sempre, è certamente destinata a continuare. E un giorno, magari, qualcuno saprà nuovamente emozionare come questi tre. Ma finché si vedranno ancora partite come quella di sabato a Bercy, per i Khachanov e compagnia non resterà che prendere atto di un semplice fatto: essere arrivati nel momento sbagliato. I titoli, per ora, restano ancora roba di Djokovic, Nadal e Federer.

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