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Nadal, il digiuno è finito: Rafa supera Djokovic, trionfa a Roma e vince il 1° titolo del 2019

Nadal, il digiuno è finito: Rafa supera Djokovic, trionfa a Roma e vince il 1° titolo del 2019

Il 19/05/2019 alle 18:38Aggiornato Il 19/05/2019 alle 19:30

Il maiorchino interrompe il digiuno di successi nel 2019 e si conferma agli Internazionali d'Italia vinti anche nel 2018: 6-0, 4-6, 6-1 il punteggio del successo su Novak Djokovic. Per Rafa è il 9° successo in carriera agli Internazionali d'Italia, ma soprattutto il primo titolo della stagione sul rosso. A Parigi, proprio insieme a Djokovic, sarà ancora l'uomo da battere.

Il digiuno è ufficialmente finito. Quasi un anno dopo l’ultimo successo – Open del Canada 2018 – Rafael Nadal torna a vincere un titolo. E’ quello degli Internazionali d’Italia 2019, il nono della carriera a Roma e una riconferma dopo quello conquistato qui lo scorso anno.

Una vittoria dal peso specifico estremamente importante per Nadal, che clamorosamente rimasto a secco nelle amate Monte Carlo, Barcellona e Madrid, si presenta a Parigi forte almeno di un successo sulla terra rossa. Non fosse stato così, saremmo dovuti tornare agli albori del tennis di Rafa; a una sua versione teenager risalente a più di 15 anni fa.

Al di là dei numeri e della fiducia che consegue a un successo, Nadal ha però vinto oggi convincendo. Ed è forse questa la notizia più importante per il maiorchino e il suo team in vista del Roland Garros. Già perché non solo dall’altra parte della rete c’era il Novak Djokovic numero 1 del mondo già incrociato altre 53 volte in carriera; quanto piuttosto per il tennis che Rafa è finalmente tornato a esprimere.

Una partita di controllo in avvio, con un atteggiamento aggressivo e un dritto profondissimo, come nelle migliori giornate. Sì è spiegato così l’incredibile parziale iniziale, con un 6-0 che in 53 incontri e 141 set giocati prima di oggi tra questi due, non si era mai registrato. Djokovic ha subito l’aggressività di Nadal e probabilmente anche le inevitabili scorie di 5 ore e mezza passate sul campo nelle ultime due uscite contro Del Potro e Schwartzman ai quarti e in semifinale.

Novak Djokovic

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Solo l’orgoglio – e la spinta del pubblico romano – hanno messo Djokovic in partita a inizio secondo set. In un parziale, comunque, dove è stato Nadal ad avere le occasioni migliori. Le tre palle break consecutive del settimo game; la chance di break nel nono gioco che avrebbe permesso a Rafa di andare a servire per il match. Djokovic ha avuto però il merito di rimanere sempre attaccato alla partita; caratteristica che l’ha poi premiato poco dopo. Nel decimo game, uno dei rari passaggi a vuoto di Rafa con il dritto ha concesso al serbo la possibilità di strappare il set alla prima occasione reale della partita, portando ogni discorso al terzo set e venendo ricompensato così della propria resilienza.

Rafael Nadal of Spain returns to Novak Djokovic of Serbia during their ATP Masters tournament final tennis match at the Foro Italico in Rome on May 19, 2019.

Rafael Nadal of Spain returns to Novak Djokovic of Serbia during their ATP Masters tournament final tennis match at the Foro Italico in Rome on May 19, 2019.Getty Images

Nella partita decisiva però, le cose si sono rapidamente rimesse nella carreggiata su cui questa partita aveva viaggiato in avvio. Non sfruttate le due palle game del primo gioco e perso così il servizio – con tanto di racchetta sfasciata e warning subìto – Djokovic si è immediatamente ritrovato nella trama imposta da Rafa fin dall’inizio. Un tema in cui Nadal, liberato forse dal peso di una partita rimessa in equilibrio nonostante tutto, si è trovato maggiormente a proprio agio. Forte di un break cuscinetto, Rafa è così tornato a dominare gli scambi e la partita, scrivendo in maniera piuttosto rapida il 6-1 con cui è arrivato il tanto atteso successo del 2019.

Un trofeo importante e una vittoria a suo modo storica: il nono titolo agli Internazionali d’Italia corrisponde anche al 16esimo anno consecutivo di Nadal con almeno un trofeo in bacheca, un record assoluto nella storia del tennis; oltre che naturalmente al 34esimo titolo Masters 1000 della carriera, uno in più proprio di quelli conquistati dall'avversario odierno Novak Djokovic.

Il maiorchino si proietta quindi verso l’amata Parigi forte delle ritrovate certezze; con la consapevolezza che, incroci permettendo, questa con Djokovic potrebbe essere la finale anche tra 3 settimane. Un antipasto da tenere ben in mente per la più prestigiosa delle portate principali della terra rossa: la coppa dei moschettieri.

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