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Martina Hingis, magnifica ossessione: l'ultimo addio della grazia del tennis

Martina Hingis, magnifica ossessione: l'ultimo addio della grazia del tennis

Il 29/10/2017 alle 11:00Aggiornato

È stata la più giovane numero 1 al mondo vincendo, a sedici anni, 3 prove dello slam. Venti dopo, Martina Hingis annuncia il ritiro dalla sua terza carriera, riscrivendo di grazia le pagine di ogni forma del tennis: singolare (5), doppio femminile (13), doppio misto (7). Un mito di bellezza nel solco della leggenda di Martina Navratilova.

Fine terzo atto. Cala il sipario sulla storia di Martina Hingis, stella cometa di un tennis che non c’è più, bellissima artista della scuola cecoslovacca, ultima espressione di magnifica grazia e fragile umanità. Nata a Košice il 30 settembre 1980 e naturalizzata svizzera, l'omaggio della sua carriera è una struttura restaurativa di materia sensibile.

Primo atto: giorni di grazia 1997

Il primo atto è la nascita di una straordinaria campionessa che a sedici anni, persa la migliore Seles in una tragica notte di Amburgo, incanta a ogni latitudine vincendo gli Australian Open, Wimbledon e gli US Open. Mentre Steffi Graf vince gli ultimi tornei di un'inarrivabile carriera, Martina ha sedici anni ed è leggera come una farfalla: la sua racchetta si libra elegante, il suo tennis è raffinatissimo, il suo senso tattico è esemplare. A Melbourne, in finale, batte Mary Pearce; a Wimbledon è già leggenda contro Jana Novotna; a Flushing Meadows, sempre all'epilogo, s'impone sulla coetanea Venus Williams. È l'anno di grazia 1997: la Hingis gioca anche la finale del Roland Garros, ma a Parigi è sorpresa da una tennista croata, la carneade Iva Majoli, per cui questa Coupe Lenglen sarà l'unico slam della carriera. Parigi, l'ossessione di Martina e del suo veloce volo.

Martina Hingis (Imago)

Martina Hingis (Imago)Imago

Melbourne, Wimbledon, New York. Martina Hingis scrive la storia del tennis da più giovane numero 1 del ranking e di Australian Open ne vince altri due (1998-99), ma intanto incassa qualche sconfitta dalle sorelle Williams perché Venus la batte a Roma e Serena in finale agli US Open: è il primo titolo slam della diciottenne americana destinata a diventare la più grande di sempre. È la più veloce successione al trono, come il colpo di scure di una signora della guerra sulla nobile reginetta. Quando le copertine sono della bellissima Anna Kournikova che a Wimbledon, due anni prima, perse dalla Hingis in semifinale. Quando la tragedia s'era già consumata a Parigi, 5 giugno 1999: la Hingis è di nuovo in finale al Roland Garros, ma la batte Steffi Graf al suo ultimo titolo slam: Martina piange e qualcosa si rompe per sempre.

Secondo atto: c'è un prima e dopo Parigi

Nella storia sportiva della Hingis c'è un prima e dopo Parigi. Perché se i livelli restano altissimi e nei primi duemila gioca altre tre finali a Melbourne, ora la battono Lindsay Davenport e due volte Jennifer Capriati. Americane bestie nere come le sorelle Williams, che soffocano con la loro "riforma muscolare" la classe diafana di Martina. Sotto pressione e infortunata, la Hingis smette di giocare nel 2002 e si ritira, a ventidue anni, nel marzo del seguente. Tornerà con più fibre nel 2006 e a Melbourne è subito ai quarti di finale, sconfitta da Kim Clijsters che, con Justine Henin, ne ha raccolto l'elegente eredità. A maggio vince Roma per la seconda volta, il 4 febbraio 2007 alza l'ultimo trofeo del singolare a Tokyo contro Ana Ivanovic, poi il declino e la positività alla cocaina, il secondo ritiro - dieci anni fa, il primo novembre 2007 - e la squalifica.

Terzo atto: Martina e la vita di coppia

Che tu sei troppo bianca per restare mano nella mano con te stessa. La pagina più scura della sua storia sportiva si cancella a colpi di sorrisi e di racchetta, così antalgica e ancora leggiadra. Nel 2012, si vocifera di un suo rientro alle Olimpiadi di Londra in coppia con Federer, ma Roger, come lei già trentenne, non può farsi in tre per giocare anche il doppio misto. Si deve attendere un altro anno per rivedere Martina a San Diego, in coppia con Daniela Hantuchová, mentre Sara Errani e Roberta Vinci sono le migliori del doppio femminile. Il suo ritorno è anche "commerciale" e come biasimarla se poi, un anno dopo a Miami, la Hingis vince il torneo con la Lisicki prima di far coppia con Flavia Pennetta. Gli altri titoli slam sono alle porte: Wimbledon 2015, US Open e Australian Open 2016 con l'indiana Sania Mirza; US Open 2017, storia di ieri, con la sua ultima partner: la taiwanese Chan Yung-jan.

Mixed emotions: tre storie di grande tennis

Tre atti, tre storie di grande tennis. Nel doppio misto, già nel 2006, aveva vinto il "solito" Australian Open con Mahesh Bhupathi. Trascorso un decennio, Martina Hingis forma una coppia imbattibile con lo specialista Leander Paes: altro Australian Open nel 2015, poi Wimbledon e US Open nello stesso anno, il Roland Garros (ultima redenzione) l'anno scorso, Wimbledon e gli US Open in questa stagione con Jamie Murray. Martina Hingis è una e trina, la sua tetrarchia conta 25 slam (5+13+7), il suo impero è un'epoca di 110 successi (43+60+7). Poche ore fa, al suo arrivo a Singapore per disputare le Finals da migliore doppista, la Hingis annuncia il suo ultimo ritiro. L'ultima recita oggi, in coppia con Chan, sconfitta da Babos-Hlavackova.

Nata nel mito di Martina Navratilova

Nata e formata da una mamma tenniscentrica, Martina Hingis ha scelto l'anno della meraviglia di Federer e della rinascita di Venus, che domani disputerà la finale del Masters, per vincere gli ultimi 3 slam e salutare il tennis. Avvicinandosi alla rete per l'ultima volta, Martina ha un sorriso tirato ma lo sguardo è limpido: le lacrime le ha versate tutte a Parigi, dolori e rimpianti si sono estinti. Non ancora né mai quella fragile bellezza, magnifica misura della sua esistenza.

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