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Nadal e pochi altri: oltre a Thiem e Zverev, la minaccia a Rafa sul rosso è solo nel suo fisico

Nadal e pochi altri: oltre a Thiem e Zverev, la minaccia a Rafa sul rosso è solo nel suo fisico

Il 16/04/2018 alle 10:41

A Monte Carlo ricomincia la stagione della terra battuta. Il n°1 del mondo deve difendere l'impressionante bottino di 4680 punti ATP (conquistati vincendo 4 tornei su 5 nel 2017) per confermarsi al vertice della classifica mondiale. Può ripetersi anche quest'anno? Le alternative a Rafa, in realtà, sono poche: oltre a Thiem e Zverev, infatti, la minaccia più grande per Nadal, è solo nel suo fisico.

Prende il via il mitico torneo di Monte Carlo – appuntamento più glamour del tabellone ATP, e no, fidatevi, non è la solita frase fatta – e insieme a questo incomincia la lunga stagione della terra rossa europea, che in qualche modo si conclude sul serio solo a estate inoltrata, quando dopo Umago gli ultimi esperti della superficie decidono di volare negli Stati Uniti per approcciarsi ai tornei che porteranno allo US Open prima e alla stagione indoor poi.

Monte Carlo, Barcellona, Madrid, Roma e Parigi sono però gli appuntamenti chiave, i tornei più attesi. Vuoi perché il “meno prestigioso” è comunque un ATP 500, vuoi soprattutto perché da sempre è qui che si raccolgono buona parte dei punti per costruire la “classifica” di un giocatore. In palio, infatti, nel totale, ce ne sono addirittura 5500 in solo 5 tornei. Impossibile, nel calcolo del resto della stagione, raccoglierne così tanti in un arco temporale di 2 mesi esatti.

Lo sa bene Rafael Nadal, atteso quest’anno a un banco di prova per lui estremamente probante. Il maiorchino, fresco di ritorno al n°1 del mondo nonostante non giochi una partita a livello ATP dai quarti di finale dell’Australian Open alla fine dello scorso gennaio, aveva approfittato del ko di Federer a Miami per scalzare lo svizzero dal trono del re. Ma ora, per Rafa, è arrivato il momento delle cambiali da pagare.

Mille punti a Monte Carlo, 500 a Barcellona, 1000 a Madrid, 180 a Roma e soprattutto 2000 a Parigi. Fu questo l’incredibile bottino raccolto da Nadal nella scorsa stagione sulla terra rossa, con un totale di quattro successi su 5 nei principali tornei e 4680 punti che si ripresentano per Rafa come una mannaia sulle sorti della sua classifica.

Nadal infatti, fuori a lungo per i problemi muscolari alla gamba destra che ne hanno completamente minato la trasferta americana, riparte con l’obbligo di dover provare a vincere di nuovo tutto per confermarsi al vertice del tennis mondiale, in una stagione sul rosso come sempre caratterizzata dalla domanda che da più di un decennio ci si porta dietro: chi sarà in grado di fermare Nadal?

Non di certo Federer, che ormai a questa superficie pare averci messo una croce sopra. E dunque caccia aperta a tutto il rimanente lotto dei nomi. Indicazioni piuttosto interessanti a riguardo sono arrivate dalla Coppa Davis, dove Alexander Zverev, giovane con maggior hype della nuova generazione, è stato brutalmente piallato da Rafa a Valencia, quando invece l’intero mondo si aspettava una partita assai più combattuta.

Un altro germanofono dovrebbe essere invece il vero nome più accreditato ad attestarsi come reale minaccia: Dominic Thiem. L’allievo di Günter Bresnik, coach “da terra” che ha prodotto alcuni dei più vincenti tennisti di questa superficie, è forse al vero turning point della sua carriera. Dopo due semifinali al Roland Garros negli ultimi 2 anni, Thiem, prossimo ormai alle 25 candeline, non è più il ragazzino di belle speranze di cui tanto bene si era parlato. Considerata anche l’assenza di una credibile e reale concorrenza, pare – e da un certo punto di vista ‘deve – essere questo l’anno buono per l’austriaco per provare ad operare l’ultimo passo. Già nella scorsa stagione si attestò come la più credibile minaccia a Nadal, che si fatto se lo trovò sempre sulla sua strada: in finale a Barcellona e Madrid, in semifinale a Parigi, l’austriaco uscì sempre sconfitto da Rafa sul più bello. Quest’anno, viste anche le (relative) incognite intorno alla salute di Rafa, dovrebbe provare a strappare qualcosa in più.

Video - Roland Garros: Nadal-Thiem, gli highlights

02:47

Vedremo se ne sarà in grado, così come vedremo se qualcuno, in questa stranissima stagione di ulteriore transizione tra il vecchio e il nuovo, sarà in grado di elevarsi a protagonista. I nomi sono relativamente pochi, e a eccezione dei due tennisti sopra citati, non paiono esserci grandi minacce al regno di Nadal se non gli stessi muscoli del maiorchino.

L’assenza di Federer così come di un reale specialista su questa superficie tra le nuove leve – potrebbe essere interessante testare la resistenza fisica di Chung su questi campi, anche se a dirla tutta lo scorso anno il sudcoreano raccolse pochissimo se non un quarto di finale a Barcellona perso proprio con Nadal (e un terzo turno a Parigi dove si arrese a Nishikori) – lascia tutto ancora una volta nelle mani del tennista più forte di sempre su questa superficie. Dunque in bocca al lupo a Rafa. E soprattutto a chi dovrà fare i conti con lui ancora una volta.

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