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Roger Federer: "I miei figli mi somigliano: quando perdono si arrabbiano e sono tristi"

Roger Federer: "I miei figli mi somigliano: quando perdono si arrabbiano e sono tristi"

Il 16/05/2018 alle 18:40Aggiornato Il 16/05/2018 alle 18:51

Il grande campione svizzero racconta alcuni retroscena del rapporto con i quattro gemelli Myla Rose, Charlene Riva, Leo e Lennart in un'intervista concessa alla rivista "Time": in questo momento, lontano dai campi di gioco, Federer sta riuscendo a trascorrere molto tempo con la famiglia.

I suoi figli hanno rispettivamente 8 e 4 anni a coppia, ma, con un papà così, non possono che aver già iniziato il loro personalissimo percorso nel mondo del tennis. Roger Federer sta sfruttando il tempo relativamente libero per la scelta di saltare completamente la stagione sul rosso e godersi maggiormente la famiglia e, all'interno di un'intervista rilasciata alla rivista "Time", ha raccontato alcune particolarità del suo rapporto con i piccoli Leo e Lennart, di quattro anni più giovani della coppia di gemelline primogenite Myla Rose e Charlene Riva.

La vita da papà

" Quando gioco sono molto competitivo, ma, al di fuori dal campo, non lo sono poi così tanto. Sono una persona piuttosto rilassata, e credo che questo faccia di me un buon padre e un buon marito. Essere un papà è una sfida di per se stesso. Devi sempre capire come far funzionare le cose al meglio, provare ad anticiparle, a organizzarle, ma a fine giornata ti rendi spesso conto che tutto questo lavoro non è servito a niente... e allora devi ricominciare."
Federer's wife Mirka and twins Charlene Riva and Mila Rose

Federer's wife Mirka and twins Charlene Riva and Mila RoseImago

La rabbia per la sconfitta: i figli come Roger

" Ci sono ancora tantissime cose che devo insegnare ai miei figli, ma vedo che quando perdono anche loro sono tristi e arrabbiati. Io facevo lo stesso, quindi sono contento che mi assomiglino un po'. All'inizio della mia carriera ho vissuto momenti molto dolorosi. Quando perdevo, era arrabbiato, frustrato, e mi dicevo 'avresti dovuto fare questo, quello e mille altre cose, non avrei dovuto fare questo e quello...'. Oggi riesco invece ad anallizzare meglio ogni situazione. Credo sia una questione di esperienza."

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