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Pioggia e interruzioni spezzano il sogno della Mladenovic: in semifinale ci va la Bacsinszky

Pioggia e interruzioni spezzano il sogno della Mladenovic: in semi ci va la Bacsinszky

Il 06/06/2017 alle 19:51Aggiornato Il 06/06/2017 alle 20:15

Il match inizia alle 14:00 e finisce alle 19:46, nel mezzo due interruzioni per pioggia e una Bacsinszky oggi più solida rispetto alla sua avversaria: la svizzera si impone così per 6-4, 6-4 in un'ora e 49 minuti totali di partita ed eguaglia il suo miglior risultato qui nel 2015.

dall’inviato a PARIGI – Un sogno spezzato; un traguardo raggiunto con grande merito; tanta pioggia; due interruzioni e il pubblico di casa che se ne va con l’amaro in bocca per aver perso la beniamina e visto ben poco tennis.

Per la prima volta in questo torneo Parigi conosce una lunga giornata di pioggia (sabato scorso furono mandati tutti a casa intorno alle 17:00, ma si iniziò alle 11:00) e a farne le spese è stata la grande speranza nonché beniamina di casa Kristina Mladenovic.

La tennista francese, a dirla tutta, al di là delle interruzioni, è stata bloccata anche da una giornata di forma tennistica piuttosto fiacca e dove miglior dato di dimostrazione non empirico è arrivato dal numero dei “forza” – grido di battaglia – lasciati sul campo: zero.

Brava ad approfittarne dall’altro lato della rete la svizzera Timea Bacsinszky, fermata due anni fa proprio in semifinale da Serena Williams e qui quest’anno in grado di replicarsi grazie al successo per 6-4, 6-4, appunto, sulla Mladenovic.

Una partita complicata per la gestione delle interruzioni – la prima di più di 3 ore, la seconda di una mezz’oretta circa – che però ha visto la tennista svizzera giocare con più aggressività e piglio, specie in tutti i punti chiave. Bacsinszky è stata infatti in grado di alzare immediatamente il suo livello di tennis quando più è servito, ovvero dopo l’interruzione per pioggia che sul 6-4, 1-1 aveva permesso a una ritrovata Mladenovic di iniziare con un break e scappare fino al 3-1. Lì Timea è tornata a spingere forte – specie col rovescio – esattamente come aveva fatto nel primo set, quando nonostante un andamento scorbutico al servizio, la Bacsinszky meglio aveva giocato nei due game decisivi: ovvero il nono che le era valso il break e il decimo con cui aveva chiuso il set.

Mladenovic invece ha giocato contratta in avvio e decisamente meno carica dei giorni precedenti, quasi come “intimorita” dalla grande occasione e dal relativamente silenzioso pubblico più chic del centrale, incapace di trasportarla emotivamente come aveva fatto nei giorni scorsi il Lenglen in grado di portare alle lacrime una come Garbine Muguruza (non un caso dunque che i francesi preferiscano giocare sul più “popolare” e nazionalistico secondo campo principale). Rientrata forte ma palesemente innervosita poi dal diluvio della seconda interruzione (la prima durata 3 ore, poi 5 game prima di un’altra mezz’ora di pausa), dopo il secondo stop Kiki ha trovato una Bacsinszky meno distratta e il doppio 6-4 è materializzazione tennistica del risultato alla fine più giusto.

La svizzera troverà ora Ostapenko, giustiziere a sua volta della sempre sciagurata Caroline Wozniacki. E a differenza del 2015 avrà concrete chance di raggiungere un risultato qualche anno fa solo sognato, ma in questa edizione più che mai alla portata.

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