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Fognini alla vigilia del Roland Garros: “Parigi è il mio torneo preferito, vorrei sorprendere"

Fognini alla vigilia del Roland Garros: “Parigi è il mio torneo preferito, vorrei sorprendere"

Il 23/05/2019 alle 11:40Aggiornato Il 23/05/2019 alle 11:48

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Mancano soltanto pochi giorni all’inizio del Roland Garros 2019 e l’esponente principale del movimento azzurro sembra determinato e sicuro. Fabio Fognini ha infatti appena concluso un breve ritiro di tre giorni a San Marino dopo ha potuto lavorare con Corrado Barazzutti per mettere a punto la condizione e sistemare gli ultimi dettagli in vista dell’appuntamento più atteso della stagione. Dalle pagine del Corriere dello Sport il tennista ligure si racconta alla vigilia del torneo confessando ambizioni ed obiettivi, necessariamente importanti dopo lo splendido successo al Masters1000 di Montecarlo.

Fognini si presenterà da n.11 del ranking e con la possibilità concreta di raggiungere la top10: “Ci penso, ma non lo immagino come un obiettivo quanto piuttosto come un sogno che può avversarsi. Vengo da un periodo molto positivo e cercherò di dare il meglio, ma voglio mantenere i piedi per terra. So bene che i risultati positivi dipendono da tanti fattori e non soltanto da me“. Il miglior risultato ai Parigi è stato il quarto di finale del 2011, la speranza è che qualche problema fisico non rallenti il cammino dell’azzurro: “Questa volta può succedere di tutto, però voglio giocare il meglio il primo incontro, che è il più importante. Dalla finale di Montecarlo ho un piccolo guaio alla gamba che mi porto dietro. Alcuni giorni va meglio, altri peggio; sto facendo un trattamento con il laser. A Parigi si giocano partite lunghe 3 su 5 e confido di presentarmi al meglio“.

Il tennista italiano ha spiegato anche la scelta di allenarsi a San Marino con Barazzutti (“Corrado era disponibile e veniva qui, così ne ho approfittato. Ho avuto la fortuna di averlo con me nel torneo più importante della carriera. Mi ha aiutato e mi ammazza di lavoro giocando anche sette ore al giorno“) e la decisione di rinunciare a molti tornei nelle ultime settimane per preparare al meglio il Roland Garros (“Sono rimasto fuori per problemi fisici in un momento positivo, ora cerco di migliorare e di fare qualcosa in più. Parigi è il mio torneo preferito: vorrei un grosso risultato e non sarà facile, spero che possa restare impresso. Arriva nel momento migliore della mia carriera, può giocarmi a favore o contro“).

Fognini ha anche spero parole di apprezzamento nei confronti dei principali fuoriclasse della scena internazionale (“Djokovic quando è in forma è il più tembiile, ma Nadal sulla terra è il più forte. Sarà un’edizione molto aperta“) e dei connazionali più giovani (“Cecchinato e Berrettini speriamo di trascinarli, più italiani bravi ci sono e meglio è. Sinner ha tutte le potenzialità per diventare un fenomeno, è un bravo ragazzo e viene ben consigliato ma deve mangiare ancora tanta pasta“). Nella parte finale dell’intervista l’azzurro si è concesso anche a qualche domanda di carattere personale: “La nascita di Federico mi ha aiutato molto. Dopo il lavoro stacco e mi dedico soltanto alla famiglia lasciando alle spalle vittorie e sconfitte. Non prenderò decisioni sul futuro finché continuerò a giocare“.

Video - Da Fabio Fognini a Juan Martin Del Potro: gli outsider del Roland Garros 2019

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