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Roger Federer e il paradosso del ritorno a Parigi: è il più atteso ma può giocare senza pressione

Roger Federer e il paradosso del ritorno a Parigi: è il più atteso ma può giocare senza pressione

Il 23/05/2019 alle 09:03

Dopo 1455 giorni, dalla sconfitta con Stan Wawrinka, futuro campione, ai quarti di finale del 2015, lo svizzero ritorna al Roland Garros: sul palcoscenico in cui ha trionfato nel 2009, il vincitore di 20 Slam scende in campo per divertirsi e senza il peso dei risultati, anche se i riflettori sono su di lui per il semplice privilegio di esserci.

La grande attesa di Parigi

Federer, interrogato in ogni intervista su questa eventualità, continua a smentire: gioca perché si sente bene, perché ha voglia di divertirsi ancora e perché la famiglia lo appoggia in questa sua decisione. Non conosciamo la verità e poco ci importa - probabilmente non la conosce nemmeno il diretto interessato che si gode il tennis vivendo alla giornata - ma senza dubbio il suo ritorno a Parigi è il tema cardine del Roland Garros 2019.

Video - Roger Federer, ecco l'arrivo al Roland Garros dello svizzero dopo 4 anni

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Non si era mai vista tanta attesa e partecipazione per un semplice saluto o per il primo allenamento di un giocatore a Bois de Boulogne. Questo fa capire, come se ce ne fosse bisogno, l'entità del personaggio e ciò che scatena negli appassionati (e negli organizzatori) solo per il privilegio di poterlo ammirare ancora.

Video - Roger Federer dopo 4 anni scende in campo a Parigi: il primo allenamento

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Le stimmate del predestinato e il Career Grand Slam

La storia di Roger Federer al Roland Garros comincia nel 1999 e le stimmate del predestinato sono già visibili ai più attenti. Sulla terra rossa parigina il ragazzino indisciplinato, nei panni di più giovane giocatore del torneo, strappa il primo set a un certo Patrick Rafter, due volte vincitore dello US Open e numero 3 del mondo. Niente male come esordio in uno Slam per il 17enne, all'epoca numero 111 del mondo.

" Il giovane svizzero potrebbe segnare il mondo del tennis nei prossimi dieci anni [titolo dell'Equipe dopo Rafter-Federer, match del 25 maggio 1999]"

Così titola l'Equipe e a fine stagione il novellino passerà dalla 302esima posizione del ranking mondiale d'inizio anno alla 64esima.

Roger Federer all'esordio al Roland Garros nel 1999 (Imago)

Roger Federer all'esordio al Roland Garros nel 1999 (Imago)Imago

Non è certo la terra la superficie che si sposa meglio con le caratteristiche tecniche del tennista di Basilea, come testimoniano le docce fredde nel 2002 e nel 2003 (anno del primo trionfo slam a Wimbledon) rispettivamente contro Hicham Arazi e Luis Horna. Negli anno d’oro è Rafa Nadal, il cannibale della terra battuta, a privarlo di quel successo tanto desiderato, ma nel 2009 l’incantesimo si spezza. Robin Soderling e le vesciche di Rafa diventano i migliori alleati per sconfiggere il maiorchino e la finale, proprio contro lo svedese, vale il Career Grand Slam, celebrato con un pianto liberatorio.

Il pianto liberatorio di Roger Federer dopo il trionfo al Roland Garros nel 2009

Il pianto liberatorio di Roger Federer dopo il trionfo al Roland Garros nel 2009Imago

I numeri di Roger Federer al Roland Garros

" Penso che questa possa essere considerata come la più grande vittoria della mia carriera. L’aver finalmente vinto l'Open di Francia mi alleggerisce di tantissima pressione. Ora potrò giocare più rilassato per il resto della mia carriera... Nessuno potrà più dirmi di non aver mai vinto al Roland Garros! [Roger Federer dopo il successo a Parigi nel 2009]"

Il 7 giugno 2009, dopo aver conquistato la Coupe des Mousquetaires, lo svizzero la porta con sé nella sua camera d’albergo. Da lì in poi non arrivano altri successi a Bois de Boulogne per un bilancio complessivo di 65 vittorie e 16 sconfitte. Il fuoriclasse di Basilea vanta il 77% di match vinti in carriera sulla terra rossa. L'ultima partita di Federer all'Open di Francia risale al 2 giugno 2015, giorno della sconfitta ai quarti contro il suo connazionale Wawrinka, futuro vincitore di quel major.

ANNO RISULTATO ULTIMO AVVERSARIO AFFRONTATO
1999 Primo turno Patrick Rafter
2000 Ottavi Alex Corretja
2001 Quarti Alex Corretja
2002 Primo turno Hicham Arazi
2003 Primo turno Luis Horna
2004 Terzo turno Gustavo Kuerten
2005 Semifinale Rafael Nadal
2006 Finale Rafael Nadal
2007 Finale Rafael Nadal
2008 Finale Rafael Nadal
2009 Vittoria Robin Soderling
2010 Quarti Robin Soderling
2011 Finale Rafael Nadal
2012 Semifinale Novak Djokovic
2013 Quarti Jo-Wilfried Tsonga
2014 Ottavi Ernests Gulbis
2015 Quarti Stanislas Wawrinka

Quali ambizioni quest'anno?

Di sicuro Roger Federer non è tra i favoriti di questa edizione. Nole Djokovic e Rafa Nadal sono per tutti gli avversari da battere mentre lo svizzero può giocare con la leggerezza di un esordiente. Sembra paradossale ma come quel ragazzino del 1999, a distanza di 20 anni, il vincitore di 20 Slam può scendere in campo solo per divertirsi. Non ha ovviamente nulla da dimostrare e la pressione è su altri. Ha bisogno di condizioni asciutte in modo che il campo sia veloce e possa essere molto aggressivo. Per fare strada nel torneo devono incastrarsi un po’ di fattori: un buon tabellone, il meteo, qualche caduta fragorosa degli avversari più forti e soprattutto un’ottima condizione fisica per 15 giorni. Insomma, una congiunzione astrale da lui stesso spiegata a febbraio, in un'intervista a RTS:

" La mia vittoria del 2009 è una delle più importanti della mia carriera, ancora oggi quando rivedo il momento in cui piego le ginocchia, mi emoziono. Penso sia stato il più difficile da vincere per me. Spero di non sentire pressione e i tifosi francesi amano il tennis. Mi piace scivolare, trovare angoli e vedere persone che non vedo da tempo. Darò il massimo. Posso rivincerlo? Direi di sì ma devo essere fortunato, aver un buon tabellone, un buon inizio e dei buoni exploit nei momenti giusti [Roger Federer, febbraio 2019]"

A distanza di 1455 giorni dall’ultima volta, Roger Federer è la mina vagante del tabellone maschile: dal 1999 al 2009, e ancora fino al 2019, dopo 20 anni è ancora qui a far parlare di sé. In nome di questo privilegio, pronto a materializzarsi al Roland Garros.

Video - I match più belli della storia del Roland Garros: 2011, Roger Federer vs Novak Djokovic

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