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Le pagelle del Roland Garros 2019: R come Rafa, Record, Routine, Roland Garros

Le pagelle del Roland Garros 2019: R come Rafa, Record, Routine, Roland Garros

Il 10/06/2019 alle 07:52Aggiornato Il 10/06/2019 alle 09:05

Tra vincitori, vinti, sconfitti, sorprese, delusioni, giovani e italiani, diamo come al solito i voti. Dall'invincibile Rafa, che ha reso l'impossibile pura routine al purosangue Federer, che prende, arriva e sorprende tutti. Ma anche il trionfo dell'anti-personaggio Ashleigh Barty, l'exploit della predestinata Anisimova, la condanna del povero Thiem e la Top10 del signor Fabio Fognini.

I vincitori

Rafael Nadal . Ha reso un torneo dello slam un evento scontato. Roba che se vi fermate un attimo a pensarci forse potreste fare un quadro migliore delle cose. Il tennis... Le difficoltà che si porta dietro... Un torneo dello slam... Un evento scontato. Comprenderemo meglio la portata di quanto fatto da Rafael Nadal tra 150 anni, quando il suo nome sarà ancora là, inarrivabile, nel libro dei record del Roland Garros. Perché a 12 non ci arriverà mai nessuno. Perché quello più vicino è il signor Bjorn Borg ed è stato doppiato. Ma di cosa stiamo parlando. Voto 12. All’invincibilità.

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10:10

Ashleigh Barty. C’è ancora qualcuno che si lamenta del tennis femminile. Ma cosa volete più di così? Emozione, drammi, partite mai scontate e una nuova regina di Parigi che interpreta la disciplina in maniera divina. Certo, non potete chiederle di essere personaggio. Ash Barty non sarà mai personaggio. Ma ha vinto questo Roland Garros variando e giocando a tennis meglio di tutte le altre. Fino all’altro giorno qualcuno si lamentava di una disciplina dove si insegna solo a tirare forte. Ecco, la Barty, ha trionfato facendo tutt’altro. Voto 10. Al talento.

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02:19

I finalisti

Dominic Thiem . E che gli vuoi dire al povero Dominic? Lo prendi sottobraccio, gli accarezzi la testa e lo rassicuri. Una cosa del tipo “Dome, non preoccuparti. L’anno scorso zero set. Quest’anno uno. L’anno prossimo magari due. E tra tre anni Nadal ne fa 36... Magari può essere che si sia dato una calmata, che non ci tenga più così tanto”. Se lo merita sì un abbraccio il povero Thiem, che più di così proprio non poteva fare. Perché una cosa è certa: Parigi non è Barcellona. E purtroppo per lui lo sa benissimo anche Rafa. Voto 9. Alla compassione.

Dominic Thiem consolato da Rafael Nadal al termine della finale del Roland Garros 2019

Dominic Thiem consolato da Rafael Nadal al termine della finale del Roland Garros 2019Getty Images

Marketa Vondrousova. Wang. Potapova. Suarez Navarro. Sevastova. Martic. Konta. Già vi sento - perché vi sento - nel silenzio della vostra lettura in metropolitana, in aula, ovunque voi siate insomma, affermare “vabbé dai ma che tabellone ha avuto?!”. Certo, non ha battuto Steffi Graff, Justine Henin o Serena Williams. Ma se Muguruza, Svitolina e Pliskova sono uscite prima non sarà mica colpa sua. E se nel costante ricambio che c’è in questo momento e nell’assenza di una grande leader ha saputo farsi strada, sarà mica colpa sua di nuovo. Perché qui non va mai bene niente. Se vincono sempre le stesse, “eh ma che noia”; se non vincono sempre le stesse, “eh ma non ce n’è una forte”. Mettetevi d’accordo gente. Nel mentre io faccio i complimenti a una ragazza di 19 anni che a tennis gioca bene eccome. Voi fate come vi pare. Voto 9. Al tiro mancino.

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02:51

Gli sconfitti

Novak Djokovic . E’ sfumato in una due giorni di follia totale il sogno del serbo di ripetere il ‘Nole-slam’, ovvero mettere in fila per la seconda volta in carriera 4 major di seguito non nello stesso anno solare. E Djokovic può tranquillamente prendersela col riscaldamento globale, che ha trasformato Parigi in una specie di ruota della fortuna delle condizioni meteo. Un giorno giri e la freccetta si ferma su ’32 gradi clima tropicale’; e il giorno dopo sei a ’15 gradi baia di San Francisco 50 nodi America’s Cup’. In questa follia climatica, Djokovic, di professione tennista – e non velista – ha perso le staffe. Esco. Torno. Resto. No forse è meglio fare domani, valà, che magari mi son dato una calmata e se l’è data anche il vento. Al prossimo giro il serbo si porta Giuliacci. Voto 8 comunque. Alla faccia tosta.

Video - Djokovic infastidito dal vento: il serbo si lamenta con il supervisor

01:03

Simona Halep . Ha passato una settimana a ripetere quanto fosse bello il trofeo. Al sorteggio. Sui social. Probabilmente anche a parenti e amici. C’era tanta voglia di ripetersi. Talmente tanta da entrare in campo nei primi turni e faticare più del previsto, come quando sai di avere tutta la pressione sulle spalle. Poi, quando il peggio sembrava passato e il tabellone sembrava sorriderle, a proposito di condizioni meteo, sopra la Halep è passato il ciclone ‘Amanda’. Puff. Spazzata via. Povera Simona, non gliene va quasi mai bene una. Voto 6,5. Al tempismo.

Video - Roland Garros: Anisimova-Halep 6-2 6-4, gli highlights

02:59

Le sorprese

Roger Federer . Qui eravamo stati buoni profeti eh. L’oracolo Federico Ferrero nelle nostre preview aveva pescato sia Barty che Anisimova; il sottoscritto invece la sua fiche – e che fiche – se l’era spesa sul vecchio cavallo vincete. Ripagato, dall’investimento sicuro Roger Federer. Uno che a Parigi non veniva da 4 anni e che pronti-via si è rifatto una semifinale, così, in allegria. Per giunta giocando almeno per due set una delle sue migliori partite di sempre a Parigi con Rafa. Certo, poi è finita come doveva finire, ma se la forma è questa a Wimbledon sapete su chi puntare. Voto 9. Al purosangue.

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00:25

Amanda Anisimova. Che spettacolo Amanda Anisimova. Per due settimane sono piovuti dritti e rovesci vincenti come se non ci fosse un domani. Tira fortissimo l’americana, con due passi copre il campo e a 17 anni si è già fatta semifinale slam. Non avesse visto i fantasmi e perso un po’ il controllo della situazione causa vento e pioggia (era la stessa giornata del match Djokovic-Thiem per intenderci, solo che qui dal campo non se n’è andata nessuna...), forse avrebbe già il suo primo slam in bacheca. A mio parere non dovrà aspettare poi molto. Anzi, vedo e rilancio: se prima o poi non diventa numero 1, mi mangio il cappello. Voto 9. Alla tennista.

Le delusioni

Marco Cecchinato. Il tabellone non era dei migliori, ma ci saremmo aspettati di vederlo eventualmente lasciare spazio a Kohlschreiber o un po’ più in là a Schwartzman. Non a Nico Mahut. Con tutto il rispetto per il veterano francese (che tra l’altro ha fatto poi anche una gran corsa). Ma due set sopra, con la semifinale dell’anno scorso in bacheca, uscire così al primo turno... No, non si può che catalogare che con questo nome: delusione. Succede. Voto 4. Alla comparsata.

Video - Cecchinato: "Deluso da questa eliminazione. Faccio il tifo per Fognini, tra i più forti sulla terra"

02:16

Naomi Osaka . Così come delusione è stata la campionessa in carica di US Open e Australian Open. Che nel torneo era entrata prendendo un bagel da Anna Karolina Schmiedlova e forse già lì avremmo dovuto capire che non era cosa. E infatti non lo è stata. Fuori con Siniakova al 3° turno senza mai trovare il feeling giusto; quello che l’aveva portata a vincere gli ultimi due tornei dello slam. Perché d’accordo, non si può sempre trionfare e rimettere in piedi partite perse. Ma un po’ più avanti nel tabellone, Naomi Osaka, poteva e doveva arrivarci. Voto 5. Alle vacanze parigine.

Video - Roland Garros: Siniakova-Osaka 6-4 6-2, gli highlights

02:58

I giovani

Casper Ruud. I norvegesi non vedevano un ragazzotto spingersi così in là in uno slam da quando nei major giocava suo padre. In quel ‘Paese per vecchi’ che è il tennis maschile – anche in questo slam volti nuovi dagli ottavi: nessuno – tocca andare a vedere cos’è successo nella prima settimana per trovare qualche novità. Una di queste è appunto il buon Casper, che a vent’anni ha confermato per la prima volta in uno slam quanto di buono racconta chi frequenta Challenger e tornei minori. Spazzato via Berrettini, ha fatto una più che discreta figura anche con Federer. Può diventare un onesto terraiolo. Voto 7.5. Al viaggio.

Federer e Ruud: lo svizzero era già in tabellone quando nel 1999 c'era anche Christian Ruud, papà del Casper affrontato al 3° turno del RG 2019

Iga Swiatek. A proposito di ragazzine che tirano fortissimo, oltre all’Anisimova occhio anche a Iga Swiatek. Per la prima volta agli ottavi di un torneo dello slam (sconfitta dalla Halep), la polacca ha dimostrato una netta crescita rispetto a quanto visto in Australia, dove già era finita sul taccuino degli addetti ai lavori. Tipino niente male la Swiatek, anche in conferenza stampa, dove dimostra di avere buona parlantina e idee chiare sul futuro. Una che a 18 anni si è già messa nello staff anche la figura della psicologa, perché – citiamo le sue parole – “nel tennis femminile la differenza la fa la testa”. Voto 7,5. Alla perspicacia.

Iga Świątek durante il Roland Garros 2019: la classe 2001 polacca si è spinta per la prima volta fino agli ottavi di finale di uno slam

Iga Świątek durante il Roland Garros 2019: la classe 2001 polacca si è spinta per la prima volta fino agli ottavi di finale di uno slamGetty Images

Gli italiani

Fabio Fognini. Ha convissuto con dolori e dolorini. E’ arrivato dove tutti lo aspettavano. Se l’è giocata, lasciando – più che altro a noi – l’amaro in bocca per una partita con Djokovic che sarebbe stata senza dubbio più divertente di quanto non fatto vedere da Zverev. Più che i complimenti però non si possono fare a Fabio Fognini, da oggi – 41 anni dopo l’ultimo italiano a riuscirci – in Top10 della classifica ATP. Il suo Roland Garros è stato positivo; la sua stagione sul rosso splendida. Ha perso da Thiem, Tsitsipas e Zverev. Tutta gente che fino a prova contraria gli sta ancora sopra. E lasciando la sensazione che comunque qualcosa si potesse fare. Voto 8.5 allora. A storia e talento.

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Giulia Gatto-Monticone. Finiamo di dare i numeri – in tutti i sensi – con una menzione d’onore per una ragazza che dopo 17 anni di carriera e quasi quasi 400 tornei professionistici giocati, è finalmente riuscita a levarsi la soddisfazione di entrare nel main draw di uno slam. Era quello il suo obiettivo e l’ha onorato alla grande, vendendola cara anche a quella Kenin poi in grado di estromettere Serena Williams. Insomma, come cantava Vasco, ‘E brava Giulia! Prenditi la vita che vuoi’. Voto 8. Alla resilienza.

Video - Gatto-Monticone: "Settimana eccezionale, ho dato l'anima"

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