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Naomi Osaka fa la storia: prima giapponese in finale slam, sfiderà Serena Williams

Osaka fa la storia: prima giapponese in finale slam, sfiderà Serena Williams

Il 07/09/2018 alle 04:27Aggiornato Il 07/09/2018 alle 05:07

La nipponica si impone con autorevolezza su una Madison Keys un po' deludente: 6-2, 6-4 il punteggio a favore della Osaka che trova così, a vent'anni, la prima finale slam della carriera: sfiderà una giocatrice 16 anni più anziana di lei e che ne ha giocate 30, Serena Williams.

dall'inviato a New York - Sarà Naomi Osaka l'avversaria di Serena Williams sulla strada del record - ancora di Margaret Court - di 24 titoli dello slam. La miglior finale possibile. Almeno se guardiamo il cammino di questo US Open. Serena ha lasciato solo un set per strada, a Kaia Kanepi; Naomi Osaka altrettanto, ad Aryna Sabalenka. La differenza? Sedici anni. La Osaka, altro prodotto della fenomenale generazione 1997 (che una campionessa slam l'ha già fornita, ovvero Jelena Ostapenko), ha nettamente dominato una partita che teoricamente doveva essere più equilibarata.

Madison Keys infatti, finalista qui lo scorso anno, ha combinato piuttosto poco. Respinta, con costanza, da una Osaka in grado di prendersi la finale senza mai lasciare un singolo turno di servizio in questa partita. Dettaglio non da poco per un match femminile.

La Keys è infatti entrata in partita troppo tardi, ovvero dopo il break subito a inizio secondo set, quando finalmente l'americana - probabilmente anche grazie all'aiuto del pubblico - è riuscita a darsi uno scossone. Il match di solidi scambi dal fondo che ci si aspettava fin dall'inizio è infatti iniziato soltanto lì, ovvero nel terzo game della seconda partita. Troppo tardi. La Osaka, infatti, che qualche palla break l'ha poi comunque concessa (a fine partita saranno addirittura 13), è sempre riuscita con costanza ad annullare le chance della propria avversaria. Una macchia non da poco della Keys, che complice anche qualche regalino, ha poi chiuso la sua partita con l'impietoso 0 su 13 alla statistica appena citata. Un'enormità, se paragonato al 3 su 4 con cui la Osaka si è presa la partita.

Il 6-2, 6-4 si è così materializzato inevitabile, regalando a Serena Williams un'avversaria che non ha mai nascosto di averla come suo idolo. Un ricordo che con simpatia la Osaka ha lanciato a Serena anche a fine partita, quando intervistata in campo alla domanda "manda un messaggio a Serena", ha risposto con un simpaticissimo "I love you". Ammirazione nota fuori dal campo, ma non certo timore reverenziale. Se c'è una patologia di cui proprio non sembra soffrire la Osaka, infatti, è quella per i grandi palcoscenici. Basta guardare il torneo di Indian Wells vinto lo scorso marzo, oppure l'unico precedente proprio con Serena, quando a Miami rifilò a un'arrugginita Williams un netto 6-3, 6-2.

Anche per questa ragione, forse, Osaka è l'avversaria migliore per garantirci una finale con un po' più di spettacolo di quanto non si sia visto nelle due partite di stasera. Madison Keys, infatti, nonostante i mezzi tecnici, sul più bello continua sempre a farci vedere le piccole paure e i limiti di sempre.

Video - US Open: Osaka-Keys 6-2 6-4, gli highlights

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