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Le pagelle dello US Open 2015 femminile

Le pagelle dello US Open 2015 femminile

Il 14/09/2015 alle 12:21

Diamo i voti alle protagoniste dello slam newyorchese: dalla favola tutta italiana di Flavia e Roberta alla sconfitta di Serena; ma anche la delusione Wozniacki e l'exploit di Kiki Mladenovic

US Open appena concluso ed è come al solito tempo di bilanci. Da New York eccovi tutto il meglio e il peggio dell'ultimo slam stagionale in campo femminile

La vincitrice

Flavia Pennetta . Cosa aggiungere al fiume di parole speso nei giorni scorsi? Sostanzialmente nulla. Semmai ribadire il concetto che quello di Flavia trattasi tutto fuorché di un miracolo. I miracoli sono ben altri. La Pennetta ha vinto questo torneo perché meglio di tutte le altre ha giocato. Ha lottato e vinto ai primi turni quando ancora non aveva buone sensazioni; ha battuto l’ex campionessa del 2011 Sam Stosur con la partita che “mi ha cambiato il torneo e dato la sensazione di poter battere tutte”; ha steso una Kvitova generosa e piallato la numero 2 del mondo Simona Halep in 59 minuti. E poi ha finto una finale complicata tanto dal punto di vista emotivo quanto da quello tennistico. Insomma, perfetta. Poche storie dai. Voto 10.

La finalista

Roberta Vinci . Qui il miracolo c’è stato eccome. E’ la stessa Roby a confermartelo, se glielo chiedi, in conferenza stampa. Al di là della finale tutta italiana la Vinci ha giocato una partita che è già nella storia del gioco. E questo di per sé mi pare già un buon risultato. A contorno di un torneo e della semifinale con la Williams che si è presa già copertine e approfondimenti, possiamo aggiungere che la Vinci è entrata di prepotenza dei cuori di coloro i quali ancora non ne conoscevano genuinità e simpatia. Star delle interviste, star della conferenze, ma soprattutto ultima rappresentante di una purezza del gesto che ha ricordato al mondo che là potenza è un’arma che alla lunga paga, ma la tecnica può disarmare anche quella. Voto 10.

La sconfitta

Serena Williams . Povera, povera Serena. Nell’arco di due giorni la stessa Robertina Vinci ha sottolineato infinite volte un dispiacere che era tutto fuorché retorico: “E’la più forte, se lo meritava lei”. Come darle torto. La Williams è stata beffata sul traguardo da una pressione devastante che anche le sue larghe spalle non sono riuscite a sostenere. E’ arrivata a un passo, a due partite dalla storia… ma è mancata. Restiamo convinti che raggiungerà (e supererà) comunque la Graf in termini di slam, ma il treno per l’anno da leggenda è perso per sempre. E forse non è un caso. Voto 7.

Serena Williams - US OPEN 2015

Serena Williams - US OPEN 2015AFP

La sorpresa

Kristina Mladenovic. L’abbiamo imparata a conoscere nel giro del doppio, da metà di quest’anno ecco che la bella Kiki è comparsa anche in singolare. Se le fai notare la cosa e le chiedi perché ti risponde di aver risolto tutti i problemi fisici della sua carriera e di essere migliorata tantissimo, come tennista, proprio grazie al doppio. E ha ragione. Esattamente come la Vinci la Mladenovic ha sfruttato le sue chance in un tabellone martirizzato di big e nella serata contro la Makarova ha legittimato le sue fortune e la sua crescita con una partita di assoluto livello. Proprio lei, che non era mai andata oltre un terzo turno in uno slam. Brava. Voto 7,5.

Kristina Mladenovic

Kristina MladenovicAFP

La delusione

Caroline Wozniacki . D’accordo, un primo turno con una Cetkovska in stato di grazia non è il più simpatico dei sorteggi, ma che delusione la danese. In tutta l’estate americana la danese ha messo insieme 4 vittorie in 5 tornei, di cui 3 arrivate tutte nel meno prestigioso: ossia il WTA di New Haven. La finalista che aveva incantato lo scorso anno e che era stata fermata solo dall’amica Serena ha lasciato così al secondo turno, abbandonando quei sogni di gloria che a 25 anni la vedono ancora inseguire uno slam autentico tabù. Provaci ancora, Caro. Voto 5.

La giovane

Anett Kontaveit. Un’estate da protagonista negli ITF sull’erba le era già valsa la Wild Card a Wimbledon, ma è qui all’Open degli Stati Uniti che è arrivato il primo grande exploit della carriera. Con un cammino partito dalle qualificazioni e fermatosi solo agli ottavi contro Venus Williams, la 19enne estone ha dimostrato tempismo e personalità nel sfruttare la propria occasione. Con i 280 punti portati via a New York la Kontaveit ha così fatto irruzione nelle prime 100 (94) per la prima volta in carriera. Riuscirà a rimanerci? Ce lo dirà solo il tempo, ma l’umiltà è quella giusta. A New York, pur non essendo più junior e avendo diritto alla transportation, ha continuato a viaggiare in pullman insieme a giornalisti e addetti ai lavori. Voto 7.

L’italiana

In questo 'le' italiane. Sono due. Ed è bellissimo che, per una volta, questa sezione corrisponda all'inizio dell'articolo. Bene. Brave. Bis!

Roberta Vinci e Flavia Pennetta ridono serene durante la premiazione degli US Open 2015

Roberta Vinci e Flavia Pennetta ridono serene durante la premiazione degli US Open 2015LaPresse

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