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Travaglia eroico, Fognini sconfortante: paradosso italiano agli US Open

Travaglia eroico, Fognini sconfortante: paradosso italiano agli US Open

Il 31/08/2017 alle 07:19

Il 25enne marchigiano ha vinto il suo primo match a livello di circuito maggiore e ci è riuscito in uno Slam contro il 30enne ligure per un successo carico di significati: il lavoro e l'umiltà da una parte, un talento (ancora una volta) frenato da rabbia e frustrazione dall'altra.

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È finita la partita. Stefano Travaglia abbozza un sorriso, timido e spontaneo, seguito da un inchino che sembra quello di un intruso, di un imbucato al gran ballo di corte. Il 25enne di Ascoli Piceno ha appena ottenuto la prima vittoria a livello ATP, il primo successo a livello di circuito maggiore e l’ha fatto a New York, in uno Slam, sul cemento di Flushing Meadows. La sua esultanza, sobria e misurata, si fermerà qui.

Travaglia: dopo troppi infortuni, la luce in fondo al tunnel

“Steto” non ama gli eccessi pur sapendo di averla combinata grossa: ha eliminato Fabio Fognini, il giocatore che il tennis italiano attende sempre al varco, il modello da seguire per questa generazione.

Nato nel 1991, Travaglia si candida a promessa del tennis italiano nel 2011 quando, rientrando dal torneo di Fano, scivola sulle scale di casa: finisce contro una finestra e un vetro sul suo braccio sinistro gli provoca una lacerazione dal polso al gomito. Durante l’operazione i medici notano il taglio netto dei nervi che pregiudicano a Stefano la sensibilità delle prime tre dita della mano. Non può più giocare a tennis.

Video - US Open 2017: Fognini-Travaglia, gli highlights

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Sprofondato alla posizione numero 702 del ranking, il marchigiano mangia la polvere dei Challenger e dei Futures e incrocia Bolelli al primo turno di Roma 2014, una sconfitta in tre set in un Masters 1000 mai dolorosa quanto la frattura dello scafoide della mano sinistra (sempre la maledetta sinistra) dell’anno seguente. Il 2016, da possibile anno della svolta, diventa un’altra condanna: un altro infortunio, se possibile peggiore di quello del 2011, sarebbe in grado di scoraggiare chiunque, anche il più coraggioso degli atleti. Il referto medico parla di frattura da stress alla schiena e di sette mesi di stop, di cui tre completamente immobile a letto. L’alba del 2017, quando è a ridosso della posizione 600 ATP, coincide però con il trionfo al Challenger di Ostrava e inizia un’altra storia.

La vittoria dell'umiltà contro Fognini... che è l'opposto

Un trampolino che, tramite le qualificazioni, diventa il primo affaccio al main draw di uno Slam. A Wimbledon lascia tutto sul campo, ma viene eliminato da Rublev per 7-5 al quinto set dopo 3 ore e 27 minuti. Stefano ci ha messo esattamente un’ora in meno per avere la meglio su Fabio Fognini. La sua è la vittoria del lavoro, della dedizione e della testa: un’umiltà che si scontra con la partita del tennista di Arma di Taggia, una versione del ligure a cui purtroppo abbiamo già assistito troppe volte.

Un talento, un atleta dotato da Madre Tennis e in grado di sfoderare prestazione entusiasmanti, come quella contro Nadal sempre agli US Open non più tardi di due anni fa, ma anche di buttarsi via perdendo energie in imprecazioni contro il giudice di sedia o "quella" giudice di sedia (altre volte il giudice di linea, il suo angolo, se stesso e via dicendo) e scentrando dei colpi in piccionaia con la voglia di uno studente sui banchi di scuola il lunedì mattina. Uno spreco che fa arrabbiare lui in primis ma anche noi romantici della racchetta che ci aspettiamo sempre tanto, forse troppo, da questo ragazzo.

Il derby tricolore a Flushing Meadows – nel maschile, ça va sans dire – mancava dal 1994 quando, al primo turno, Gianluca Pozzi battè Renzo Furlan e in pochi si sarebbero aspettati l’affermazione del classe 1991 che non aveva mai affrontato un Top 50 ed era solo alla seconda partecipazione in un major, la terza nel circuito dei grandi. Stefano Travaglia, con sobrietà ed eleganza, si avvicina alla Top 100 mondiale ma – cosa ancor più importante – ha dato una lezione al Belpaese: il lavoro e l’umiltà alla distanza pagano, l’educazione e il rispetto valgono ancora qualcosa.

D'altra parte come abbiamo visto Fognini è eccessivo in tutto, nella bellezza dei colpi come nell'ingenuità relativa a certe esternazioni, mentre Stefano è semplicemente un ragazzo normale, a cui il destino ha molto da farsi perdonare.

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Le scuse di Fognini su Instagram

Sbollita la rabbia, Fabio Fognini si è scusato per il suo comportamento nel corso del match contro Travaglia (le volgarità rivolte alla giudice di sedia abbiamo deciso di risparmiarvele, per decenza). Riportiamo qui il suo messaggio apparso su Instagram.

" Vorrei innanzitutto chiedere scusa a voi tifosi e all'arbitro per quanto accaduto oggi. È semplicemente stata una giornata molto negativa, ma ciò non perdona il comportamento avuto nel match! Nonostante io sia una testa calda (e se pur secondo me avendo avuto ragione nel più delle circostanze) HO SBAGLIATO. Che poi alla fine dei conti è solo una partita di tennis "
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