Getty Images

Del Potro e la Banda del Salamin: il lato romantico dell'argentino anche nel tifo

Del Potro e la Banda del Salamin: il lato romantico dell'argentino anche nel tifo

Il 10/09/2018 alle 15:25Aggiornato Il 10/09/2018 alle 16:25

Amici d'infanzia, 14 ragazzi scatenati provenienti da Tandil hanno accompagnato Del Potro per tutti gli US Open: hanno preso le ferie nel torneo scelto per loro da Palito e hanno creato un'atmosfera calda con cori da stadio fino all'ultimo quindici della finale. L'argentino li ha ringraziati così: "Quello che più conta per me è l'amore della gente".

Juan Martin del Potro ha combattuto, ha perso da guerriero e ha pianto. Era probabilmente questo il degno epilogo del suo torneo, da eroe romantico, da idolo ancor più benvoluto dagli appassionati perché sconfitto. È una consolazione davvero magra per il buon Palito che, però, proprio nel tradizionale discorso tenuto durante la premiazione ha voluto lasciarsi andare, ancora una volta:

" Posso vincere il torneo o perdere una finale, ma quello che più conta per me è l’amore della gente"

Quello nessuno glielo potrà mai togliere dopo la sofferenza provata in carriera: tre operazioni al polso, la depressione, la voglia di rinchiudersi in casa e quelle giornate che non passavano mai. Eppure l’argentino, dall’anonimato della posizione numero 1045 del ranking ATP ha saputo risalire, tornare protagonista con un argento olimpico, il successo in Coppa Davis, il best ranking (numero 3), il primo Masters 1000 a Indian Wells (in finale contro Federer) e la finale degli US Open dopo la semifinale raggiunta nella scorsa stagione.

A credere nell’eroe del popolo è stata soprattutto la sua gente e 14 amici d’infanzia, tutti provenienti da Tandil, che come racconta Riccardo Bisti de "Il tennis italiano" hanno preso le ferie solo per essere a New York nel torneo scelto da Palito per averli con sé. Un’atmosfera da stadio – come ha raccontato con il sorriso lo stesso Djokovic – creata in un Artur Ashe caldissimo ma anche profondamente rispettoso nei confronti dei due protagonisti.

" Olè, olè, olè, olèèèè, Delpo, Delpooo"

Una banda di "disperati", come li ha lui stesso definiti, chiamata la Banda del Salamin, nome che deriva dalla salsiccia tradizionale della città di Tandil. Del Potro li ha muniti di pass per accedere alla zona giocatori e stare ancora più vicini al loro amico, la torre di Tandil. Dalla Coppa Davis allo Slam americano ne hanno fatta di strada... Al termine della semifinale, l’argentino si era rivolto direttamente a loro dicendo:

" Godetevi questi momenti, perché lunedì tornate a lavorare"

Mentre Nadal e Thiem si affrontavano in una battaglia epica ai quarti, DelPo, fresco di vittoria su Isner, era a cena con loro nel ristorante Tony's Di Napoli a Manhattan. Dopo la semifinale vinta con il maiorchino, si sentivano solo loro fuori da Flushing Meadows. Non hanno mai smesso di incitarlo, fino all’ultimo quindici della finale, inventando nuovi cori e nuove rime oltre al tradizione incitamento a tirar fuori gli "huevos".

" D'altra parte non hanno niente da fare, dunque hanno tutto il tempo per studiare i cori"
La Banda del Salamin - Juan Martin Del Potro fans - US Open 2018

La Banda del Salamin - Juan Martin Del Potro fans - US Open 2018Getty Images

Hanno alloggiato a Brooklyn e si sono organizzati per chiedere le ferie ed essere a New York per la prima volta nella loro vita.

" ll caldo ha creato condizioni difficili per i giocatori, per il pubblico e per i miei amici che bevono birra. Però si divertono, credo che siano rispettosi verso tutti e abbiano creato un ambiente divertente. Per la prima volta hanno potuto vivere uno scenario del genere"

Grazie al loro beniamino i ragazzi della Banda del Salamin hanno vissuto tutti e sette i match godendosi ogni momento degli US Open 2018 e accarezzando quel sogno chiamato Slam. Non importa Palito, il secondo sigillo dopo il 2009 non è arrivato, ma l’amore della gente resterà per sempre.

0
0