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Federer e la sconfitta che fa rumore: cosa aspettarsi ora da Re Roger?

Federer e la sconfitta che fa rumore: cosa aspettarsi ora da Re Roger?

Il 04/09/2018 alle 12:47Aggiornato Il 04/09/2018 alle 15:06

Lo svizzero è stato eliminato a sorpresa da Millman agli ottavi degli Us Open e la sconfitta apre nuovi interrogativi sul futuro del 20 volte campione Slam, sia per quanto riguarda il finale di stagione sia per quel che resta di una carriera leggendaria.

È successo l’impensabile. Roger Federer lascia New York e gli Us Open con una sconfitta inaspettata, che fa rumore e che scatena nuovi interrogativi sul futuro dello svizzero. Già, perchè l’eliminazione per mano di John Millman, il giocatore con il ranking più basso a batterlo a Flushing Meadows, non può non far riflettere sia su quel che sarà il futuro prossimo del 20 volte campione Slam, sia sugli ultimi scampoli di una carriera eterna e forse irripetibile.

Video - US Open: Millman-Federer 3-6 7-5 7-6 7-6, gli highlights

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Il crollo con Millman, non solo il caldo

Ripartiamo dall’Arthur Ashe e dalla sfida a Millman. Federer ci arriva forte di un torneo fin qui convincente, giocato col pilota automatico e suggellato con una vittoria da applausi su Kyrgios al turno precedente. Sulla carta, come può il numero 55 del mondo mettere in difficoltà un Roger così scintillante? L’inizio della partita conferma il copione previsto alla vigilia, ma solo fino al 5-4 e servizio del secondo set in favore dello svizzero. Da lì tutto cambia, con un Federer falloso e sinistramente altalenante e un Millman che fa della solidità la sua arma vincente. “Troppo caldo e umido: non riuscivo a trovare aria. John ha saputo reagire meglio di me” dirà Roger dopo la partita. Per carità, le giornate no capitano a tutti e quando succede a lui sono più clamorose, ma a 37 anni la sensazione è che troppe cose debbano girare al meglio per vincere sui 5 set.

I tennisti col ranking più basso in grado di battere Federer negli Slam dopo Wimbledon 2003

Chi Posizione in classifica Torneo Punteggio
Sergey Stakhovski 116 Wimbledon 2013 6-7, 7-6, 7-5, 7-6
John Millman 55 Us Open 2018 3-6, 7-5, 7-6, 7-6
Andreas Seppi 46 Australian Open 2015 6-4, 7-6, 4-6, 7-6
Gustavo Kuerten 30 Roland Garros 2004 6-4, 6-4, 6-4

Partite veloci per vincere

Sì, perchè il fisico non può essere quello di 10 anni fa e anche se Federer può sembrare tirato a lucido bastano dei piccoli “contrattempi” climatici, fisici o tecnici per metterlo in grave difficoltà. Può essere il caldo umido che impazza in questo periodo a New York, può essere il fatto di non trovare la prima di servizio con continuità, può essere il fatto di giocare contro un avversario che ti rimanda indietro ogni colpo e ti costringe ad allungare gli scambi, facendoti pagare lo scotto in lucidità. Se quest’avversario trova anche qualche vincente “di troppo” allora per questo Federer si fa davvero in salita. Per quanto il diretto interessato dica che il fattore anagrafico non abbia influito sulla sconfitta. Quest’anno, negli Slam, Roger ha sempre vinto in tre set, con unica eccezione la finale degli Australian Open. Non può essere un caso.

Roger Federer e John Millman

Roger Federer e John MillmanGetty Images

Motivazione affievolita?

Ma al di là del fattore fisico, quanto può incidere quello motivazionale e mentale sul finale di carriera di Federer? Contro Millman, alla prima vittoria su un Top 10 in carriera, si è visto un Roger uscire spesso dalla partita dal punto di vista della concentrazione. Può succedere a uno che ha vinto tutto e più volte. Nei 5 lunghi anni di digiuno Slam, tra Wimbledon 2012 e Melbourne 2017, lo svizzero ha rincorso quel livello di gioco e quei successi che erano improvvisamente spariti dalla sua routine stagionale. Federer non poteva accettare di non riuscire ad essere ancora Federer, aveva un obiettivo, un conto col destino da saldare e ha fatto di tutto, dai colpi alla preparazione, per tornare ad essere quello di prima, o meglio un giocatore diverso ma in grado di vincere come prima. Ce l’ha fatta, ha conquistato altri 3 Slam e raggiunto quota 20, quando neanche il più sognatore dei suoi fan ci avrebbe sperato. Che quella fame sia venuta un po’ meno è possibile e non sarebbe un dettaglio trascurabile.

Tokyo ultimo grande obiettivo

E ora? Lungi da chi scrive dire che Federer sia un giocatore finito o incapace di vincere i grandi tornei, ma per lui sarà fondamentale ricaricarsi, soprattutto mentalmente, e decidere cosa fare del proprio futuro. Partiamo dal finale di stagione. Lo scorso anno, dopo gli Us Open, Federer giocò a Shanghai, nella “sua” Basilea e alle Finals di Londra. Possibile che lo svizzero ripeta la stessa programmazione, ma anche che la riduca ulteriormente. A lungo termine, invece, l’ultimo grande obiettivo potrebbe essere un tabu da sfatare. In fondo alla corsa di un campione, forse il più grande di questo sport, si staglia il torneo a cinque cerchi di Tokyo 2020, un titolo che regala la gloria eterna e che rappresenta l’unico buco in un palmares infinito. E allora sì che la motivazione e la fame raggiungerebbero vette altissime.

Video - Millman batte Federer ma non esulta: che rispetto per Roger!

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