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Lahyani, Kyrgios e il 'coaching' più efficace di sempre: agli US Open non ci resta che il gossip

Lahyani, Kyrgios e il 'coaching' più efficace di sempre: agli US Open non ci resta che il gossip

Il 31/08/2018 alle 09:45Aggiornato Il 31/08/2018 alle 10:12

In un torneo fin qui povero di vere emozioni, la sterzata l'hanno data il tele-ossessionato arbitro Lahyani e il cavallo pazzo Nick Kyrgios. Con il 'coaching' (virgolette d'obbligo) più incredibile di sempre e le reazioni a catena sui social: tra vecchie ruggini, colpi di genio e rivalità tornate a galla, finalmente qualcosa di divertente da scrivere.

Meno male che c'è Nick Kyrgios. E da un certo punto di vista, meno male che esiste anche Mohamed Lahyani. Il giocatore più discusso del circuito e uno degli arbitri più conosciuti nel mondo. Il primo, senza filtri, dentro e fuori dal campo. L'altro, straordinario sopra il trespolo, ma con un vezzo: innamorato delle telecamere. Non poteva che venirne fuori uno show, prima o poi. E' successo al secondo turno degli US Open 2018. Ed è stato chiaramente all'altezza della fama dei protagonisti.

Perché la vicenda, decisamente più interessante dell'argomento "quando fa caldo dovremmo fermarci o meno?", è al tempo stesso divertente e paradossale.

Kyrgios è stato - almeno questa volta - protagonista in prima parte del tutto involontario. L'australiano stava giocando male. Distratto. Svogliato. Nessuna novità insomma, col buon Nick un atteggiamento che capita di veder spesso. E così, Lahyani, ha pensato bene di scendere dalla sedia sul 6-4 e 3-0 a favore di Herbert... E andare a dire due parole a Nick Kyrgios.

Una novità che non si era mai vista nel mondo del tennis; ma soprattutto qualcosa contro il regolamento. Almeno per quanto si è carpito. "I want to help you, I want to help you. I know you, you're great for tennis" - "Ti voglio aiutare, ti voglio aiutare. Ti conosco, sei bravo a giocare a tennis". Queste alcune delle parole di Lahyani. Più che un sincerarsi delle condizioni fisiche, una specie di coaching. Dall'arbitro! Incredibile.

Parole che per altro devono aver sortito un certo effetto in Kyrgios, che da quel momento ha lasciato 6 game al suo avversario: 7-6, 6-3, 6-0 il parziale di secondo, terzo e quarto set. E alla fine del match, apriti cielo.

Già perché il video ha fatto il giro dei social, e in un amen gli US Open hanno fatto sapere che avrebbero preso in considerazione la faccenda.

Cosa che effettivamente poi hanno fatto. Il problema? Il comunicato è stato una sorta di 'supercazzola' di monicelliana memoria.

" ...Sul 3-0 del terzo set il giudice di sedia Mohamed Lahyani ha lasciato la sua postazione per sincerarsi delle condizioni fisiche di Nick Kyrgios. Lo ha fatto per assicurarsi che le sue parole fossero ben recepite a causa della confusione dentro lo stadio. Lahyani era preoccupato che Kyrgios avesse bisogno di un medical timeout. Lahyani ha detto a Kyrgios che se si fosse sentito male, il torneo avrebbe provveduto a fornirgli assistenza medica. Ha anche informato Kyrgios che se avesse continuato a giocare così, dando la sensazione di una mancanza di interesse, come giudice di sedia, avrebbe dovuto sanzionarlo. Ha poi di nuovo fatto sapere a Kyrgios che avrebbe invece potuto fornire assistenza medica. Al cambio successivo di campo, ovvero sul 4-1, Kyrgios ha poi effettivamente chiesto l'intervento medico."

Un'uscita talmente assurda, specie nella sua prima parte, ovvero quella riguardante la confusione dentro lo stadio (stanno a un metro e mezzo di distanza e hanno sempre comunicato in tutti gli stadi del mondo, figuriamoci sul campo 17...) che ha fatto svegliare persino il malcapitato Herbert, vera vittima dell'intera faccenda.

Il francese infatti, che lì per lì non aveva dato troppo peso all'intera cosa, dopo aver letto il comunicato ufficiale, ha voluto dire la sua.

La sintesi della versione di Herbet? "Va bene tutto, ma non prendetemi per i fondelli".

In tutto ciò, il buon Nick ci ha chiaramente messo del suo. Donna Vekic, fidanzata di Stan Wawrinka e chiamata in causa suo malgrado nella storica lite tra i due, se n'è uscita tempestiva con un tweet velenoso: "Non sapevo che gli arbitri potessero fare coaching". Tweet a cui Kyrgios ha inizialmente risposto cosi: "Non essere acida solo perché sei uscita dal torneo".

Cinguettio che è durato un minuto, prima che l'australiano lo cancellasse. Un ripensamento? No, Kyrgios voleva solo rincarare la dose: "Ironico sentirlo da una che si prende i coaching ogni settimana dell'anno anche fuori dagli US Open".

Una battaglia a colpi di post sul social che ha riacceso sul momento vecchie ruggini, prima che Kyrgios si raffreddasse e fornisse una terza versione, decisamente più politically correct: "Non avrei dovuto twittare così dopo la partita. Ognuno può avere una propria opinione ma vi posso assicurare che non era coaching"

Versione che evidentemente non ha comunque convinto Stan Wawrinka, compagno della Vekic e che quei tweet deve averli visti. Con una foto, una maglietta e un hashtag lo svizzero ha in qualche modo detto la sua in tarda serata.

Finita qui, direte voi. Nemmeno per idea. Kyrgios ha solo cambiato social, passando da Twitter a Instagram e rispondendo in qualche modo proprio alla maglietta di Wawrinka.

Ma il colpo di genio, quello vero, è arrivato da Sir Andy Murray. Un commento, proprio sotto all'ultimo post di Kyrgios, con la più strepitosa delle ironie 'british'. Un post apprezzato anche dai colleghi: da Thiem a Kokkinakis, passando per lo stesso Kyrgios fino alla Mattek. A mettere la parola fine alla vincenda - forse - almeno sui social, l'ironia dello scozzese.

Botta e risposta tra Murray e Kyrgios

Già perché adesso resta solo da capire cosa succederà da qui in avanti - specie a Lahyani, il cui comportamento resta quanto meno bizzarro. Nel mente un grazie a tutti i protagonisti: Kyrgios, Vekic, Wawrinka, Murray e chiaramente Lahyani, autore a sua insaputa (più o meno...) del più efficace discorso motivazionale nella bizzarra testa di Nick Kyrgios. Nella noia di questi primi 4 giorni, finalmente, una storia da raccontare.

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