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Bianca Andreescu, il filotto continua: è lei la minaccia più seria per Serena Williams

Bianca Andreescu, il filotto continua: è lei la minaccia più seria per Serena Williams

Il 03/09/2019 alle 06:40Aggiornato Il 03/09/2019 alle 07:15

Negli ottavi di finale la canadese fa tutto da sola: prima domina con la Townsend, poi pecca di superbia, infine torna a dettare legge. Alla fine però si impone per 6-1, 4-6, 6-2 e vola ai quarti di finale. Per la Andreescu è la 40esima partita vinta in stagione a fronte di sole 4 sconfitte (di cui 2 per ritiro). Insomma, sul campo non perde da febbraio. Ai quarti di finale sfiderà Elise Mertens.

Nella notte ha scherzato un po’ con il tennis; disciplina, dicono, ‘del diavolo’... E per natura dunque rancorosa. E così, a un certo punto, nonostante l’enorme superiorità, si è ritrovata di colpo al terzo set, senza per altro nemmeno troppo capire come. Per il resto però è stato il consueto sfoggio, a buoni tratti, delle enormi potenzialità. Del resto non si vincono 40 partite per caso in un anno; ma soprattutto ancor meno casuali sono solo 2 sconfitte sul campo, l’ultima per altro datata fine febbraio. E’ il fenomeno Bianca Andreescu, 19enne canadese esplosa nel corso della stagione e per quanto visto in questo US Open più seria candidata a contendere il virtuale trono di Serena Williams.

Contro l’eclettica Taylor Townsend, partita dalle qualificazioni e in grado a suon di ‘serve and volley’ di arrivare fino agli ottavi di finale eliminando anche la regina di Wimbledon Simona Halep, la Andreescu ha fatto il bello e il cattivo tempo. Rapidissima con i piedi, incisiva in risposta, presuntuosa, tennisticamente parlando, fin oltre il limite consentito dagli Dei della disciplina. La giovane Bianca, per tutte queste ragioni, si sta fin qui confermando come la più reale candidata al titolo di regina.

Video - US Open: Andreescu-Townsend 6-1 4-6 6-2, gli highlights

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Un tennis esplosivo e un atteggiamento sempre pronto alla sfida, hanno fatto della Andreescu la ragazza in grado di venir fuori dal nulla e mettere in fila tutte quante. Almeno quando il fisico è stato dalla sua parte.

Condizioni che paiono supportarla alla grande in questo US Open, dove l’unico set lasciato, quello appunto di questa notte all’americana Townsend, è apparso più che altro come un peccato di superbia, una distrazione figlia di una tale superiorità rispetto all’avversaria che la dormita concessasi è finita per costare una mezz’orettta abbondante in più sul campo.

Chissà come deciderà di approcciarsi ai quarti di finale, dove sfiderà la belga Elise Mertens: una che della dedizione, della corsa e della fase difensiva ha fatto la sua fortuna dentro il rettangolo di gioco. Sulla carta potrebbe non esserci quasi partita. A patto che Bianca non si prenda più gioco della disciplina. Un peccato, infatti, per le qualità già espresse e il potenziale esplosivo non sarebbe vederla in finale domenica, magari di nuovo contro Serena.

Ahn, fine della favola: passa la Mertens

Ben prima dell’ultima partita della sessione serale, c’era stato il match tra la statunitense Ahn e la belga Elise Mertens. La Ahn, laureata a Stanford, non aveva mai di fatto vinto una partita nel main draw dello US Open ma grazie alla wild card ricevuta si era spinta fino agli ottavi di finale. Di fronte alla solidità della Mertens però per l’americana c’è davvero stato ben poco da fare: 6-1, 6-1 l’impietoso punteggio in meno di un’ora, con la belga che ha raggiunto così i quarti di finale (suo miglior risultato allo US Open ma non in uno slam – Australia 2018, lì raggiunse la semifinale). La Ahn invece grazie a questo grande cammino sfonderà lunedì il muro delle 100.

Video - US Open: Elise Mertens-Kristie Ahn 6-1 6-1, gli highlights

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