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Nadal, il trionfo più folle sancisce la seconda epoca d'oro di Rafa

Nadal, il trionfo più folle sancisce la seconda epoca d'oro di Rafa

Il 09/09/2019 alle 18:43

L'andamento di una finale pazzesca e indimenticabile si scontra con i numeri della continuità, le cifre che certificano la rinnovata grandezza del maiorchino: è come se dal 2017 fosse cominciata la seconda era Nadal.

Il Roland Garros 2017 come spartiacque per il nuovo Rafa

Il momento che segna l’inizio della seconda età dell’oro di Nadal è il Roland Garros 2017. Quel trionfo, a tre anni di distanza dall’ultimo a Parigi (e questo già fa riflettere), dopo la finale persa in Australia, apre una serie di 5 successi su 11 negli Slam: quasi il 50%, una percentuale enorme se pensiamo che Rafa non aveva vinto nessuno dei precedenti 11 major prima di quell’edizione parigina. In un certo senso è come se quell'esemplare unico degli anni migliori (2008 e 2010) fosse rinato in una veste più matura e con un repertorio tennistico più vario e completo.

Rafael Nadal dopo la vittoria degli US Open 2019

Rafael Nadal dopo la vittoria degli US Open 2019Getty Images

I numeri della continuità

Il mancino di Manacor oggi si ritrova a una sola lunghezza dal record di Federer, avendo vinto due major in un'unica stagione: gli è successo cinque volte in carriera (2008, 2013, 2017 e 2019 oltre al tris del 2010), tante quante Djokovic e una in meno di Federer, primatista a quota sei nell’era Open. Nadal viene premiato da una continuità che solo nel 2008 poteva vantare: anche in quell’anno, infatti, aveva raggiunto almeno la semifinale in tutte e quattro le prove dello Slam.

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L'uomo che non sbaglia mai quando è condannato a vincere

Numeri da Rafa Nadal per il quarto titolo a New York (eguagliato John McEnroe), un tennista che fa sembrare normali cose che non lo sono. Solo cinque volte si è ritrovato in semifinale in un major senza Federer e Djokovic nel tabellone e in tutte e cinque le occasioni ha sollevato il trofeo. Ciò significa che in situazioni normali, quando cioè è chiamato a vincere, Rafa non sbaglia mai. A rendergli la vita tremendamente difficile è stato Daniil Medvedev: abbiamo cercato per anni un’alternativa credibile ai tre totem del tennis mondiale e finalmente possiamo dire di averla trovata.

Rafael Nadal conquista il 19° Slam

Daniil Medvedev indica la strada

Un giocatore che non cattura gli occhi degli spettatori ma che possiede un’efficacia straordinaria. Un tennista che ha la testa per rimanere ai vertici, una tenuta mentale, anche quando il fisico non risponde più, che i vari Tsitsipas, Zverev, Rublev o Shapovalov possono solo prendere come modello. Se tra le donne ha già vinto uno Slam una tennista nata nel 2000 (Bianca Andreescu), tra gli uomini stiamo ancora aspettando il primo vincitore Slam nato negli anni '90. Tra 19 giorni, quando Cilic compirà trent'anni, non ci saranno più under 30 ad aver vinto un major.

Forse il 23enne russo, dopo un cammino che ha infiammato il pubblico americano (anche dal punto di vista dialettico), ha indicato la strada alla tanto chiacchierata Next Gen. Nel frattempo, però, sono sempre quegli straordinari "vecchietti" a rimpinguare il loro sconfinato palmares: quello di Nadal, che vanta già il record di Masters 1000, ha come prossimo obiettivo il 20 di Federer e, nel frattempo, la rincorsa alla vetta del ranking mondiale, occupata da Nole Djokovic ma quasi completata.

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