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Stefano Travaglia, un cuore immenso non basta: perde solo al 5° set nel suo esordio slam

Stefano Travaglia, un cuore immenso non basta: perde solo al 5° set nel suo esordio slam

Il 04/07/2017 alle 17:52Aggiornato Il 04/07/2017 alle 18:22

Il tennista marchigiano resta in campo 3 ore e 27 minuti e cede solo alla distanza contro il 19enne russo: 6-7(3) 6-3 7-5 1-6 7-5.

La storia di Stefano Travaglia: l’arte di non mollare mai

Magari non tutti conoscono la storia di questo ragazzo. Nato nel 1991, Travaglia si candida a promessa del tennis italiano nel 2011 quando, rientrando dal torneo di Fano, scivola sulle scale di casa e finisce contro una finestra. Un vetro sul suo braccio sinistro gli provoca una lacerazione dal polso al gomito. Non basta. Durante l’operazione i medici notano il taglio netto dei nervi che pregiudicano a Stefano la sensibilità delle prime tre dita della mano. La traduzione è semplice: “Scordati di giocare a tennis”.

Se la fortuna è cieca, la sfiga - pardon la sfortuna - ci vede benissimo perché dopo il recupero record in otto mesi Stefano, passato dalla posizione 309 alla 702, macina Futures e sacrifici per arrivare a giocarsi un primo turno nei Masters 1000 a Roma perdendo in tre set da Simone Bolelli. Peccato che nel 2015 la frattura dello scafoide della mano sinistra (sempre la maledetta sinistra) sia lì ad attenderlo, ma in due mesi il marchigiano si riprende.

Il 2016 dovrebbe essere l’anno della svolta, ma il credito con la buona sorte cresce e diventa quasi una condanna. Un altro infortunio, se possibile peggiore di quello del 2011, sarebbe in grado di scoraggiare chiunque, anche il più coraggioso degli atleti: il referto medico parla di frattura da stress alla schiena e di sette mesi di stop, di cui tre completamente immobile a letto. Travaglia non ci pensa nemmeno a mollare e a luglio torna in campo. È a ridosso della posizione numero 600 del ranking Atp, ma il trampolino è rappresentato dal 2017: vince il Challenger di Ostrava e inaugura un’altra storia.

Oggi si è presentato a Wimbledon da numero 155 del mondo e ha superato le qualificazioni per affacciarsi per la prima volta in carriera al tabellone principale di uno Slam. Ha scelto l’appuntamento più suggestivo e ha deciso di godersela. D’altronde il destino è in debito con lui e Stefano Travaglia ha già vinto alimentando la sua passione con una forza d’animo senza eguali.

Internazionali d'Italia 2014, Roma, Stefano Travaglia (AP/LaPresse)

Internazionali d'Italia 2014, Roma, Stefano Travaglia (AP/LaPresse)Eurosport

Il racconto del match

Una partita può raccontare una carriera e Stefano Travaglia merita solo applausi. Anche Rublev, numero 95 del mondo e reduce dai quarti di Halle, ha provato sulla sua pelle la determinazione del 25enne che in una sfida tutta in rimonta ha onorato la sua “prima” assoluta negli Slam. Il 19enne russo ha servito sul 5-4 del primo set, ma ha subito il contro-break cedendo il tie-break per 7 punti a 3.

Il marchigiano, nei momenti chiave, non ha mai tremato, nemmeno dopo aver perso secondo e terzo parziale: il 6-1 del quarto ha dato nuova spinta a un atleta capace di vendere cara la pelle e di regalarsi una favola. Anche lo svantaggio nel quinto set (3-1 Rublev) non ha scalfito la sua voglia fino al 3-3 e ancora al 5-5 con il lusso di un match-point annullato sul 5-4 al 95 del mondo. Alla fine Stefano Travaglia ha salutato Londra e ha chiuso la sua avventura dopo 3 ore e 27 minuti con il punteggio di 6-7(3) 6-3 7-5 1-6 7-5, ma noi lo ringraziamo perché risalendo fino alla posizione 155 del ranking Atp e passando dalle qualificazioni a Wimbledon non ha fatto vibrare solo Ascoli Piceno ma tutta l’Italia.

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