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Angelique Kerber spezza il sogno di Serena Williams: la tedesca vince Wimbledon

Angelique Kerber spezza il sogno di Serena Williams: la tedesca vince Wimbledon

Il 14/07/2018 alle 18:26Aggiornato Il 14/07/2018 alle 19:31

Con una partita quasi perfetta e di estrema solidità, Angelique Kerber fa crollare il castello di sabbia di Serena Williams in questo Wimbledon 2018. Finisce con un doppio 6-3 in poco più di un'ora a favore della Kerber, che vince così il terzo titolo slam dopo Australian Open e US Open 2016. Per Serena il 24esimo titolo slam, record all-time di Margaret Court, resta ancora tabù.

"A tutte le mamme la fuori, oggi ho giocato per voi". E' andata a un passo dalla missione impossibile; e l'ha voluto aprire così il discorso della 'sconfitta' Serena Williams. Sottolineando, più o meno involontariamente, la straordinarietà del percorso fatto. La 23 volte campionessa slam infatti si presentava alla finale di Wimbledon 10 mesi dopo il parto, con un totale di 13 partite ufficiali nelle gambe e al quarto torneo giocato. L'impresa, dunque, da un certo punto di vista, è inscalfibile.

Il campo, però, ha premiato Angelique Kerber. E l'ha premiata con grande merito. Già perché la tennista tedesca ha dominato la finale, smascherando una Williams che per arrivare fin qui, aveva più che altro sfruttato la generosità di un tabellone quasi irripetibile: Rus, Tomova, Mladenovic, Rodina, Giorgi e Goerges. Non esattamente il più tosto dei percorsi Una specie di passeggiata, anzi, se consideriamo quello della stessa Kerber, capace di mettere in fila Osaka, Bencic, Kasatkina e Ostapenko, prima di sconfiggere proprio la Williams.

E così, nella tanto discussa finale femminile, iniziata senza un orario certo per via della puntigliosità di un regolamento obsoleto che aveva obbligato ieri sera Djokovic e Nadal a uscire dal campo in piena battaglia (per riprenderla oggi), Angelique Kerber ha dimostrato di essere la giocatrice più forte. Un 6-3, 6-3 in poco più di un'ora che non ha lasciato davvero nessun scampo ai dubbi.

Da una parte, infatti, una giocatrice tremendamente solida e con le idee ben chiare in testa; dall'altra la Williams, quasi spiazzata dal fatto di aver di fronte la prima vera tennista in due settimane di torneo. Già perché Kerber si è presentata in campo con un piano tattico molto chiaro: giocare, giocare e ancora giocare. Giocare il più possibile, scambiando e muovendo Serena lungo la linea di fondo e anche in avanzamento. Un'idea semplicissima per far cadere il castello di sabbia di una Serena comprensibilmente 'zavorrata' dal primo giorno a oggi; e che fin qui si era salvata più che altro per la sua straordinaria capacità al servizio e la pochezza delle avversarie.

Angelique Kerber e Serena Williams durante la finale femminile di Wimbledon 2018

Angelique Kerber e Serena Williams durante la finale femminile di Wimbledon 2018Getty Images

Kerber, tutto ciò, l'ha smascherato già dopo il primo game, strappando il servizio alla Williams e dando il via a una partita complicatissima per Serena. Molto fallosa e poco aiutata proprio dalla sua arma principale, la Williams si è trovata a dover prendere rischi eccessivi per rimanere in partita: onde evitare le corse, infatti, l'unica soluzione era provare a tirare spesso vincenti. Una tattica che non ha pagato vuoi per scarsa precisione dell'americana, ma vuoi anche per la straordinaria capacità della Kerber di prodursi in recuperi difensivi.

Serena si è così presto arresa. Dopo un controbreak illusorio, la Kerber è infatti scappata via chiudendo per 6-3 il primo set - e levando alla Williams un totale di 3 volte il servizio solo nel primo set - ed ha poi allungato sul 4-2 nel secondo.

Il 6-3, 6-3 si è così materializzato in maniera quasi più semplice del previsto, regalando alla Kerber la rivincita della finale 2016 e il terzo titolo slam dopo quelli in Australia e Stati Uniti nella magica stagione di gloria della tedesca.

Per Serena Williams resta invece tabù il sogno di eguagliare a quota 24 titoli slam il record all-time dell'australiana Margaret Court. Potrà provarci certamente dal prossimo US Open. Dove con qualche allenamento in più e un po' di sana competizione reale, ne siamo certi, sarà senza dubbio ancora lei la tennista da battere.

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